14 gennaio 2020

I figli dei record. Il film di Matteo Car dedicato alla straordinaria storia della famiglia Melis di Perdasdefogu


I figli dei record, opera prima di Matteo Car, cagliaritano, 28 anni, ACT campus (Accademia del Cinema e della Televisione) di Roma, è un documentario che indaga sulla vita dei fratelli e delle sorelle Melis di Perdasdefogu, nel Guinnes come “famiglia più longeva del pianeta” per più anni. Il racconto in presa diretta dei protagonisti permette di ricostruire il percorso della famiglia su diversi piani: storico, economico, sociale.
Matteo come è nata l'idea di girare "I figli dei record"?
Quando da bambino abitavo in Germania e tornavamo in Sardegna per le vacanze, facevamo sempre un salto a Perdasdefogu e per me era come entrare in una fiaba, vivevo una quotidianità cosi diversa dalla mia, come ad esempio il poter vedere con i miei occhi da bambino Zia Claudia raccogliere le uova nel pollaio la mattina presto e poi assistere al rito della preparazione della colazione con cibi genuini; stare a contatto con queste persone che parlavano il sardo, per me una lingua sconosciuta, era come immergermi in una pura magia. Ho sempre pensato che questa magia dovesse assolutamente essere raccontata.
Cosa è diventato questo film, rispetto alle aspettative iniziali?
Il mio obiettivo sin dall'inizio è stato quello di regalare alla famiglia Melis e al paese di Perdasdefogu un documento che aiutasse a conservare memoria di questa straordinaria esperienza umana, affinché in futuro non venissero smarrite le proprie radici. Penso di avere bene assolto questo compito. Poi certamente strada strada facendo il lavoro si è intrecciato e arricchito di tutti quei contenuti - in termini di struttura narrativa dell'opera e di tecniche e stili di ripresa - che fanno parte del lavoro di un regista: in questo senso ho privilegiato il massimo della semplicità per agevolare un tipo di comunicazione il più diretto possibile.
Ti sei ispirato a qualcosa di simile?
No, non c'è nessun lavoro a cui mi sono ispirato; certo ho molto approfondito la conoscenza dei docufilm di carattere storico e antropologico, ma poi ho seguito una mia strada, cercando di portare in luce, insieme ai ricordi e alle parole dei protagonisti, l'anima stessa di un vivere comunitario di cui forse oggi si sono smarrite le ragioni.
Che reazioni stai raccogliendo?
L'accoglienza che sta avendo per ora sui mezzi di comunicazione e sui social è buona, ma per me l'accoglienza reale, quella che vivrò più intimamente, sarà solo quella del giorno della prima a Perdasdefogu, il 18 Gennaio alle 17:30 nella sala della Biblioteca comunale.

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Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 14 Gennaio 2020


I miei ricordi di Zia Consola Melis:


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