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Visualizzazione dei post con l'etichetta cervello

Tre ingredienti per divulgare efficacemente: raccontare bene, far mettere le mani, conoscere l'argomento

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Oggi ho avuto l'onore di raccontare alle allieve e gli allievi del Master "Neuroscienze e comunicazione scientifica" le mie esperienze di divulgazione scientifica con i bambini e le mie considerazioni sul perché e come farlo. Il mio intervento al Master (proposto da Treccani Accademia, in collaborazione con Fondazione Santa Lucia IRCCS e CNR Consiglio nazionale delle ricerche, con il supporto di RAI News 24) è stato poi occasione di confronto con una lunga serie di domande da parte degli allievi e di uno dei docenti, nonché membro del Comitato Scientifico, Marco Ferrazzoli (Dirigente tecnologo CNR, docente di Divulgazione della conoscenza all'Università di Roma Tor Vergata e Giornalista). Una proposta divulgativa rivolta a bambine e bambini - sono state le mie conclusioni - per essere realmente efficace richiede un adeguato bilanciando tra il fare (hands-on) e il raccontare (storytelling). Ma oltre questo c'è una condizione fondamentale per il successo di tali att...

In che modo il cervello associa sensazioni alla musica? Risultati delle ricerche condotte all'Università Milano-Bicocca

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A volte le domande che ti poni da una vita trovano risposta. Penso a questi miei due interrogativi decennali: perché ci sono musiche che classifico come allegre  e altre tristi ? E perché queste sensazioni non sono solo mie ma sembrano essere le stesse per tutte le persone? Di recente ho vissuto un'esperienza che ha riacceso con forza queste mie curiosità. Ho visitato la Pinacoteca Nazionale di Cagliari con una guida semplicemente straordinaria:  Marco Peri . Durante la visita Marco ha fatto provare a tutti i partecipanti sensazioni diverse, di fronte a uno stesso quadro, cambiando la musica di sottofondo. Anche questa breve ma intensa  esperienza sinestetica  mi ha mostrato ancora una volta la contaminazione tra sensi e sensazioni. E di conseguenza ha rafforzato la mia voglia di sapere perché ciò accade. Uno degli ambiti in cui questa sensazione mi è affiorata più spesso è ovviamente il cinema. Negli ultimi anni la visione di film sottotitolati mi ha esposto a...

Il cervello degli chef. Uno studio del CNR IBFM di Catanzaro pubblicato su Plos One

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Uno studio dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibfm-Cnr) di Catanzaro pubblicato sulla rivista Plos One svela il cervello degli chef: Increased cerebellar gray matter volume in head chefs . I ricercatori si sono chiesti se il lavoro di direzione di cucina possa indurre un iper-sviluppo cerebrale e rendere più abili e veloci: le attività che richiedono un continuo aggiornamento e perfezionamento delle capacità acquisite nel tempo sono infatti di fondamentale interesse scientifico. «Le neuroscienze - spiega Antonio Cerasa, il ricercatore Ibfm-Cnr che ha ideato e coordinato lo studio - si sono sempre occupate di musicisti, scacchisti, taxisti e sportivi, dimostrando che l’allenamento finalizzato al miglioramento delle proprie prestazioni produce fenomeni di plasticità neurale rilevabili con le tecniche di risonanza magnetica. Nessuno, però, aveva mai studiato gli chef, una categoria di lavoratori impegnati per lunghi periodi di...

La palestra per il cervello. Il segreto? Imparare giocando e divertendosi

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Carlo Carzan e Sonia Scalco Questo non è un libro ma una palestra. E non solo per la capacità di Carlo Carzan e Sonia Scalco a trasformare un manuale di giochi in un allenatore per il cervello. Qui c'è davvero tutta la bravura di Ignazio Fulghesu che con le sue ilustrazioni trasforma l'oggetto libro in qualcosa di diverso: così i disegni sembrano parlare con il testo e la grafica non è un ornamento ma uno strumento prezioso. E c'è anche la mano di un editore che da Trieste continua a coniare modelli di comunicazione: Editoriale Scienza. Carlo Carzan, esperto di didattica ludica e fondatore della ludoteca palermitana “Così per gioco”, con la quale nel 2009 ha vinto il Premio Andersen, economista (per La Meridiana ha scritto “Economia felice. Educare i bambini a uno stile di vita consapevole”) ci spiega come è nato AllenaMente. «La chiave di tutto è imparare giocando. Questo libro nasce come un manuale per bambini e ragazzi per imparare a usare al meglio il proprio cerv...

Il cervello dei nonvedenti rappresenta il tempo nello spazio. Uno studio dell’Università di Milano-Bicocca spiega come.

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I ciechi vedono il tempo su una linea spaziale, esattamente come i vedenti. Lo rivela uno studio dell’ Università di Milano-Bicocca condotto in collaborazione con l’ Unione Italiana Ciechi e l’ Istituto dei Ciechi di Milano , pubblicato sulla rivista Cognition . La ricerca, condotta dai ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, ha coinvolto 66 persone ( 33 non vedenti e 17 non vedenti dalla nascita ) e ha riguardato le differenze tra la mente dei ciechi e quella dei vedenti nella rappresentazione dei numeri e dei concetti temporali. L’esperienza visiva dello spazio, è la conclusione dello studio, non è necessaria per rappresentare lo scorrere del tempo lungo la Linea Mentale Temporale (MTL), il passato è a sinistra e il futuro è a destra anche nella mente dei non vedenti. La differenza, invece, riguarda i numeri: chi vede li rappresenta su una linea mentale immaginata su uno spazio esterno (ad esempio su un tavolo), mentre i non vedenti li r...

Quando il DNA entra nella pubblicità. Le varianti del gene DRD4 protagoniste dello spot Rover

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Ieri aspettavo la partita di rugby Scozia-Italia e mi sono imbattuto in una pubblicità che citava qualcosa di genetico, ma stavo facendo rumore in cucina e non ho capito bene cosa diceva. Così sono andato a cercare su youtube e ho trovato la versione originale... Il concetto espresso nello spot è molto chiaro: una persona su quattro è geneticamente predisposta all'avventura e lo strumento per aiutare questa attitudine naturale a manifestarsi è l'automobile in questione. Semplice e intrigante. Il gene in questione,  DRD4-7R è stato soprannominato  "gene dell'avventura". Si trova la documentazione in italiano sul  gene dell'avventura .  Il punto di partenza di questo ragionamento è corretto: due varianti del gene DRD4  sono state associate a un comportamento attivo , indirizzato alla ricerca di nuove esperienze . Il neuroscienziato Chuansheng Chen (Università della California) ha studiato queste varianti del gene DRD4 in più di 2 mila i...

Il mistero del déjà-vu: «uno scherzo del cervello» (11 gennaio 2015)

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Per lo scrittore Jorge Luis Borges quella sensazione di aver già vissuto ciò che vediamo, è la dimostrazione che il tempo è un inganno. Per il filosofo Remo Bodei, che a questo fenomeno ha dedicato un libro (Piramidi di tempo), nel déjà-vu il presente si sdoppia in due getti simmetrici, il ricordo e la percezione, il primo ricade verso il passato, il secondo si slancia verso il futuro. «Aristotele sosteneva che quelli che dicevano di aver vissuto esperienze precedenti erano dei pazzi, mentre Nietzsche lo considerava un ritorno all’uguale. Noi viviamo le stesse esperienze in una circolarità enorme: accettiamo il passato senza rimpianti e guardiamo al futuro con innocenza. Per Freud non era una pura illusione, ma una reale fantasia radicata nell’inconscio», scrive Bodei nel suo volume. Più dell'80 percento della popolazione mondiale vive questa particolare esperienza tuttavia non esisteva ancora una spiegazione scientifica completa del déjà-vu ( eccettuate alcune ipotesi com...

Le meraviglie del cervello (degli attori e degli spettatori)

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Grazie alla compagnia L'aquilone di Viviana oggi Cagliari ha ospitato un interessante dialogo tra Gabriele Sofia (Phil. Doctor in Tecnologie digitali per la ricerca sullo spettacolo, Université Paul Valery di Montpellier III), Gaetano Di Chiara ( docente di farmacologia all' Università di Cagliari ) e Laura Bifulco (Comitato Scienza Società Scienza). "Le acrobazie dello spettatore: dialoghi fra teatro e neuroscienze". Gabriele Sofia ha illustrato alcune ricerche come quella che ha evidenziato effetti benefici del teatro in pazienti con morbo di Parkinson ( " Active Theater as a Complementary Therapy for Parkinson's Disease Rehabilitation: A Pilot Study" ) e quella che mostra le relazioni tra chi compie un'azione e chi la osserva ( "I know what you are dong: a neurophysiological study" ). Ma soprattutto ha portato a riflettere sulla necessità per l'attore di sviluppare uno schema corporeo differente: lo schema corporeo performativ...

Non di solo orecchio. Il ruolo dei neuroni specchio audiovisuomotori nei suonatori in uno studio condotto dall'Università Milano-Bicocca e dall'IBFM-CNR

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Il cervello di musicisti professionisti, che hanno studiato approfonditamente uno strumento musicale (si stima: dopo circa 10.000 ore di esercizio) e hanno interiorizzato in modo raffinato il collegamento tra gesto e suono, risponde in maniera automatica all’incongruenza tra un gesto musicale ed il suono che viene prodotto, se l’abbinamento non è perfetto. Questo grazie ai neuroni specchio audiovisuomotori, la cui esistenza è stata per la prima volta scientificamente dimostrata da uno studio pubblicato il 29 Luglio 2014 su Scientific Reports (rivista di Nature.com) con il titolo: Audio-visuomotor processing in the Musician's brain: an ERP study on professional violinists and clarinetists (DOI: 10.1038/srep05866). La ricerca, condotta dal Centro di Neuroscienze di Milano dell’Università di Milano-Bicocca (Dipartimento di Psicologia) e dall’ Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare ( IBFM-CNR ) è stata guidata da Alice Mado Proverbio, docente di Psicobiologia e Psicologi...

La ricerca sul cervello priorità delle agende politiche mondiali. L'auspicio del FENS Forum in corso a Milano

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«Un terzo dei cittadini europei, 179 milioni di persone, ha sofferto nella propria vita di almeno una malattia del cervello, se consideriamo tutte le patologie esistenti, dalle più inabilitanti sino a quelle più lievi, come l’ansia. L’impatto di queste malattie sull’economia di tutti gli stati europei è una vera e propria bomba a orologeria innescata, soprattutto in vista del progressivo invecchiamento della popolazione. Per affrontare questa emergenza sociale l’Europa deve dotarsi di un forte network scientifico sia per la ricerca di base che per quella clinica» così Monica DiLuca , Presidente della Federazione Europea delle Società di Neuroscienze (FENS) durante il FENS Forum , il congresso internazionale, in corso a Milano dal 5 Luglio (e fino al 9). Il dato più significativo è forse questo: le patologie del sistema nervoso uccidono meno delle malattie cardiovascolari e di quelle tumorali, ma provocano disabilità di durata maggiore: per questo i costi sanitari più alti sfior...

“Questa mano non è mia!”: uno studio sulla somatoparafrenia

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Un danno al cervello causato da ictus o ischemia può causare perdita di coscienza del proprio corpo fino a indurre chi ne è colpito a non riconoscere come proprio un braccio o una gamba. Non si tratta di un disturbo di tipo psichiatrico ma neurologico, noto come somatoparafrenia, che può riguardare fino al 15% delle persone con lesione all’emisfero destro considerando le forme più lievi, di cui finora si conoscevano solo le caratteristiche cliniche. Uno studio condotto da Angelo Maravita e Daniele Romano del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con l’Università di Pavia e l’Ospedale Niguarda “Ca’ Granda” di Milano, pubblicato online sulla rivista inglese Brain, ha evidenziato per la prima volti gli effetti fisiologici di questo disturbo, contribuendo a chiarire i meccanismi profondi  alla base della perdita della coscienza del sé. Scoprendo che questo processo è così pervasivo che non si riescono a percepire più neppure l...

A Gianvito Martino il 1° Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica

Con il libro Il cervello gioca in difesa. Storie di cellule che pensano (Mondadori Education) il neurologo Gianvito Martino, direttore della Divisione di Neuroscienze del San Raffaele di Milano, ha vinto il 1° Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica bandito dall’ Associazione Italiana del Libro con il patrocinio del CNR e delle Biblioteche di Roma . Al secondo e al terzo posto si sono classificati il fisico Ugo Amaldi ( Sempre più veloci. Perché i fisici accelerano le particelle: la vera storia del bosone di Higgs , Zanichelli) e il giornalista Giovanni Caprara ( Storia italiana dello spazio. Visionari, scienziati e conquiste dal XIV secolo alla stazione spaziale , Bompiani). Al Premio hanno partecipato più di 700 autori. La giuria del premio ha assegnato anche il Premio per le Scienze matematiche, fisiche e naturali a Stefano Mancuso e Alessandra Viola (Verde Brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale, Giunti Editore), il Premio per le Scienze del territori...

Se la mancanza di pressione evolutiva rende deboli le nostre intelligenze, la forza è tutta nella società.

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«Sarei disposto a scommettere che se un cittadino di Atene dell'anno mille avanti Cristo dovesse apparire improvvisamente in mezzo a noi, potrebbe risultare più brillante e intellettualmente vivo rispetto ai nostri colleghi e amici». Con queste parole si apre l'articolo pubblicato su "Trends in Genetics" e firmato da Gerald R. Crabtree, docente di patologia e di biologia dello sviluppo alla Stanford University. Secondo Crabtree l'intelligenza umana avrebbe iniziato lento ma inesorabile declino da quando i nostri antenati hanno smesso di vivere esclusivamente di raccolta di frutti spontanei e di caccia. Così, con la diffusione dell’agricoltura e la nascita dei villaggi, la pressione evolutiva sui geni legati all’intelligenza si è ridotta notevolmente. Lo studio, intitolato "Our Fragile Intellect", indica che i geni connessi con le emozioni e l'intelligenza sarebbero fra 2 mila e 5 mila, e furono selezionati in un periodo compreso fra 50.000 e 500...

Neurocinematics: la neuroscienza dei film in uno studio del 2008 (The Journal for Movies and Mind).

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Come reagisce il cervello alla visione di un film? Le prime risposte vengono da uno studio del 2008 ( Neurocinematics: The Neuroscience of Film ). Un gruppo di neuroscienziati di New York (Uri Hasson, Barbara Knappmeyer, Nava Rubin, David Heeger del Dipartimento di Psicologia del Center for Neural Science) insieme a Ohad Landesman (Dipartimento di studi sul Cinema, Tisch School of the Arts) e a Ignacio Vallines (Università di Monaco di Baviera), hanno analizzato il comportamente cerebrale di 5 persone durante 30 minuti di proiezione di spezzoni tratti da due film ("Il buono, il brutto e il cattivo" di Sergio Leone, 1962, "Bang sei morto!" di Alfred Hitchcock, 1962) e da un telefilm ("Curb Your Enthusiasm" di Larry David) insieme a un video di 10 minuti girato durante un concerto a New York (Washington Square Park). La complessità delle sequenze cinematografiche non permette di analizzare i dati risonanza magnetica funzionale in maniera tradizionale. Pe...

Mappatura delle relazioni tra occhio e cervello. Studio pubblicato su Current Biology il 4 Ottobre 2012.

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Studiando i reduci della Prima Guerra Mondiale che avevano subìto lesioni della corteccia visiva e presentavano aree di cecità nel loro campo visivo, il neurologo britannico Gordon Holmes riuscì a determinare il modo in cui la retina viene mappata sulla corteccia cerebrale. I punti ciechi potevano essere riconosciuti facendo chiudere un occhio ai pazienti e muovendo una luce in diverse posizioni del campo visivo, mentre essi guardavano un punto fisso. Un gruppo di ricercatori dell'Università della Pennsylvania ha perfezionato la mappa di Gordon Holmes con le moderne tecnologie. Lo studio è stato pubblicato nell'ultimo numero di Current Biology. «Misurando l'anatomia del cervello e applicando un algoritmo - ha spiegato Geoffrey Aguirre, professore di neurologia e coautore dello studio - possiamo finalmente predire on precisione come il mondo visivo di un individuo è correlato con il cervello. Stiamo già utilizzando questi riultati per studiare in che modo la perdita de...

Quanto etanolo hai nel cervello? Te lo dice un sensore. Studio pubblicato su Analytical Chemistry il 23 Luglio 2012

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Con l'obiettivo di comprendere a fondo le alterazioni causate dal consumo di alcolici nei confronti della chimica del cervello, un gruppo di ricercatori (Università di Sassari e University College di Dublino) ha sviluppato un biosensore impiantabile in grado di misurare i livelli di etanolo nel cervello dei ratti. Lo studio, pubblicato su Analytical Chemistry il 23 Luglio 2012 - Development and Characterization of an Implantable Biosensor for Telemetric Monitoring of Ethanol in the Brain of Freely Moving Rats - è stato rilanciato anche su Chemical & Engineering News con un articolo di Melissae Fellet intitolato Electrode Measures Brain Alcohol Levels In Tipsy Rats all'interno di un'inchiesta sulle ultime frontiere in campo chimico e ingegneristico. Andrea Mameli 2 Agosto 2012 www.linguaggiomacchina.it

Lo strano caso di Phineas Gage. Connectogram. Uno studio pubblicato su PLoS ONE il 16 maggio 2012

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Nel 1998 ho letto L'Errore di Cartesio di Antonio Damasio.  Ricordo di aver apprezzato la brillante trattazione con la quale il neuroscienziato portoghese nega la concezione cartesiana di dualismo corpo-mente sostenendo l'esistenza di un organismo unico e inseparabile.  Mi piaceva questa sua ipotesi di vicinanza tra emozione e ragione.  Ma mi intrigavano ancor più alcuni esempi basati su osservazioni di casi particolarmente significativi di deficit neurologici.  Uno in particolare mi è rimasto particolarmente impresso: Phineas Gage.  Nel 1848 Phineas Gage lavorava alla costruzione di una ferrovia in Vermont: il suo compito era far esplodere le rocce affioranti. Era una persona seria e onesta, sapeva scherzare e farsi rispettare.  Un giorno, per un'esplosione accidentale, una barra di ferro gli trapassò il cranio, dalla guancia sinistra al lobo prefrontale della corteccia cerebrale, ma non lo uccise.  Ma da allora non fu più la stessa persona. Phineas ...

Musica, dopamina e istinti. Una ricerca e due libri.

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"Senza musica il mondo preistorico sarebbe semplicemente troppo silenzioso per risultare credibile" (Steven Mithen). Robert Zatorre, neuroscienziato del Neurological Institute della Mcgill University di Montreal, ha dimostrato quanto si sapeva da tempo: le forti emozioni associate all'ascolto di un brano musicale sono correlati con il rilascio di dopamina nel cervello. La musica imita alcune caratteristiche del linguaggio in grado di trasmettere emozioni tipiche della comunicazione verbale, inserendosi in strutture cerebrali primitive, coinvolte con la motivazione, la gratificazione e l'emozione. Anatomically distinct dopamine release during anticipation and experience of peak emotion to music Valorie N Salimpoor, Mitchel Benovoy, Kevin Larcher, Alain Dagher, Robert J Zatorre Nature Neuroscience 14, 257–262 (2011) doi:10.1038/nn.2726 Abstract Music, an abstract stimulus, can arouse feelings of euphoria and craving, similar to tangible rewards that involve ...