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Ecco il nostro antenato. Eccezionale scoperta in Sudafrica: i fossili di una nuova specie (11 Settembre 2015)

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Altezza: un metro e mezzo. Peso: 45 chili. Abilità: svelto nella corsa, agile sugli alberi. Cervello: poco sviluppato. Una scimmia? No, un nuovo tipo di umano, con caratteristiche simili a noi Sapiens, come la quella di seppellire i morti della propria specie. Questo sorprendente Homo naledi , scoperto in Sudafrica, da ricercatori dell'Università Witswaterstrand di Johannesburg, dalla National Geographic Society e del Dipartimento per la Scienza e la Tecnologia/National Research Foundation del Sudafrica, fu rinvenuto nella grotta Rising Star, a una cinquantina di chilometri dalla capitale Pretoria. Un evento scientifico straordinario, sia per la quantità dei reperti (con oltre 1.500 parti fossili è il più grande ritrovamento di ossa di ominini), sia per l'importanza della scoperta: 15 individui di questa nuova specie (altri verranno alla luce successivamente). Per il paleontologo Lee Berger, coordinatore del progetto di recupero: «Abbiamo a disposizione esemplari multipli di...

Dinosauri a Masullas. Una mostra stimolante, anche prima di visitarla.

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Come prepararsi a visitare una mostra intitolata "Alla conquista del cielo, il volo: dai dinosauri a... Leonardo"? Ma leggendo un articolo sulla transizione Dinosauri-Uccellii, no? L'articolo - Gradual Assembly of Avian Body Plan Culminated in Rapid Rates of Evolution across the Dinosaur-Bird Transition (Stephen L. Brusatte, Graeme T. Lloyd, Steve C. Wang, Mark A. Norell) - è stato pubblicato il 20 Ottobre 2014 su Current Biology . A quanto pare gli antenati degli uccelli iniziarono a mostrare le prime caratteristiche aviarie a partire da 230 milioni di anni fa. Quasi contemporaneamente alla comparsa dei dinosauri. Questa ricerca è importante non solo perché ha permesso di retrodatare l’evoluzione degli uccelli, ma anche per aver messo in luce il ruolo di penne e piume: strutture altamente specializzate e di fondamentale importanza per il volo. Il favoloso Archaeopteryx, che fino a vent'anni fa era ritenuto il protagonista del transizione Dinosauri-Uccelli, ora...

Yawunik kootenayi: l'antico predatore riemerso dalle rocce

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Yawunik kootenayi [Credit: Robert Gaines] Yawunik kootenayi è il nome di un nuovo abitante delle acque. Nuovo si fa per dire, dato che visse 250 milioni di anni prima della comparsa dei dinosauri: è nuovo solo perché è stato scoperto nel 2012 e poi identificato da gruppo di paleontologi dell'Università di Toronto, del Royal Ontario Museum e del Pomona College (California). Yawunik kootenayi aveva 4 occhi e catturava le prede con le appendici anteriori dotate d i estremità sensibili al tatto. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Palaeontology e le agenzie giornalistiche stanno facendo girare la notiza "Scoperto uno dei primi predatori, aveva tenaglie e 4 occhi. Vissuto 500 milioni di anni fa, 'padre' di ragni e aragoste" (ANSA, 27 marzo, 18:50).  E dal punto di vista della comunicazione della scienza si tratta di un caso interessante: l'articolo scienfico perfora la barriera che circonda la comunicazione tra scienziati e raggiunge il pu...

Quando le sculture si possono indossare: la mostra di Maria Grazia Oppo a Cagliari dal 4 Aprile

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Sono lieto di annunciare la mostra di Maria Grazia Oppo SCULTURE DA INDOSSARE a Cagliari dal 4 al 16 aprile 2014.  Mi ha fatto molto piacere venire a conoscenza di questa splendida iniziativa e desidero condividerla con i lettori e le lettrici di Linguaggio Macchina. Andrea Mameli OPENING: venerdì 4 aprile ore 19 SOHA SARDINIA Vico II Vincenzo Sulis, 18 Cagliari   Il processo classico della fusione a cera-persa è il mezzo usato da Maria Grazia Oppo nella realizzazione delle sculture in argento in cui si inseriscono anche pietre dure, piccoli fossili o elementi della tradizione sarda, secondo il modello e l'ispirazione dell'artista. Questo fa di ogni opera un oggetto unico e irripetibile. “Maria Grazia Oppo è un’artista che ormai arrivata alla sua maturità espressiva, continua, come è proprio dei veri artisti, ad interrogarsi sulla vera funzione dell’arte. Il suo campo di indagine in questi ultimi anni si è spostato a scrutare lo spaz...

Due fossili scoperti in Africa forniscono nuove informazioni sull'evoluzione dei primati.

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Comparison of Nsungwe Formation primates with representative stem and crown catarrhines. Un gruppo internazionale di paleontologi ha scoperto i fossili più antichi dei primati.Analisi geologiche sul luogo del ritrovamento indicano un'età di 25 milioni di anni, molto più dei fossili studiati finora. Entrambi i reperti sono stati ritrovati nel 2011 a Nsungwe, in Tanzania. Si tratta di un molare di quella che risulta essere la più antica specie di scimmie del Vecchio Mondo battezzata Rukwapithecus fleaglei in onore di John Fleagle e di una mandibola di una nuova specie che è stata denominata Nsungwepithecus gunnelli (in onore del paleontologo Gregg Gunnell ). Lo studio pubblicato su Nature : Palaeontological evidence for an Oligocene divergence between Old World monkeys and apes . Nature (2013) doi:10.1038/nature12161 Published online: 15 May 2013 Abstract Apes and Old World monkeys are prominent components of modern African and Asian ecosystems, yet the earliest pha...

Ambiente ed energia: tutte le contraddizioni dell'era del petrolio.

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«L'energia? Costa troppo poco!» Sceglie di spiazzare il pubblico, Mario Tozzi, venerdì sera, aprendo il convegno “Il futuro dell’energia”, organizzato da Sardegna Ricerche a Cagliari. Ma lo smarrimento dura poco: «Provate a tradurre i vostri consumi in forza muscolare umana. Nelle vosre case servirebbero 30 persone, negli Usa anche 100. Costerebbe molto di più di quanto paghiamo elettricità e gas ogni bimestre. Tutto sommato la paghiamo meno di quanto dovremmo, l'energia, specie nella sua forma più pregiata: quella elettrica». Mario Tozzi ha dialogato per quasi due ore con il giornalista scientifico Mauro Scanu, esaminando senza peli sulla lingua le contraddizioni dell'era del petrolio: «Nel prezzo di un litro di benzina mancano del tutto i costi per ripulire l'ambiente e per curare le malattie provocate dai gas di scarico: i combustibili fossili non si fanno carico dei costi sociali. Il problema è che, eccettuata la guerra, non esiste forma di guadagno più redditi...

Celacantide: molto più che un semplice "fossile vivente". Uno studio pubblicato su Current Biology il 5 Giugno 2012

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Ricordo che pensare al Celacantide (che attualmente viene chiamato Celacanto) come "fossile vivente" mi impressionava molto, da bambino. Sognavo di incontrarlo in mare e di potergli chiedere come si viveva milioni di anni fa... Oggi riscopro questo splendido pesce grazie a un comunicato stampa ( 400 million years old, but still capable of adapting ) dell'università tedesca di Bochum riferito alla pubblicazione di uno studio internazionale su Current Biology : Population divergence in East African coelacanths . Una specie di Celacanto, Latimeria chalumnae, vive nelle vicinanze delle isole Comore, al largo della costa dell'Africa orientale: dal Kenya al Sud Africa. La seconda specie dimora nelle acque al largo di Sulawesi, in Indonesia. L'importanza di questo pesce risiede nelle sue caratteristiche, che lo potrebbero porre in un gradino di quella particolare evoluzione che ha portato dai pesci agli animali terrestri a quattro zampe: due pinne sostenute da os...

Scoperto fossile con scheletro vissuto 560 milioni di anni fa

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Un gruppo di paleontologi ha scoperto un fossile - denominato Coronacollina acula - vissuto tra 560 milioni e 550 milioni di anni fa, nel periodo Ediacarano. Finora non era stata rinvenuta traccia di scheletri prima del Cambriano (da 542 a 488 milioni di anni fa). Per questo scoperta del più antico animale dotato di parti dure introduce elementi di novità assai rilevanti. La Coronacollina Acula non era in grado di muoversi e probabilmente viveva in colonie ancorate sul fondale marino. Il corpo dell'animale, di forma tronco conica e alto da 3 a 5 centimetri, era dotato di quattro sostegni aghiformi lunghi fino a 40 centimetri. Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 11 marzo 2012 The advent of hard-part structural support among the Ediacara biota: Ediacaran harbinger of a Cambrian mode of body construction Erica C. Clites (Department of Earth Sciences, University of California) Mary L. Droser (Department of Earth Sciences, University of California) James G. Gehling (South Austral...

Conclusa la spedizione Mini Darwin in Argentina

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Trieste, 16 gennaio 2012 - Sono rientrati in Italia i giovanissimi esploratori che hanno partecipato alla spedizione Mini Darwin , svoltasi dal 26 dicembre al 9 gennaio in Argentina, sulle tracce del viaggio di Charles Darwin. Realizzata da Sissa Medialab - con la collaborazione del Museo delle Scienze di Trento , il patrocinio dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Oceanografia Sperimentale (OGS) di Trieste, del Comune e della Provincia di Trieste, e il supporto tecnico di Metamondo Tour Operator - la spedizione ha portato sette bambini (italiani e argentini, dai 9 ai 12 anni). I bambini erano accompagnati dal paleontologo Marco Avanzini e dal biologo Alfred Beran. In un viaggio di oltre 4500 chilometri i Mini Darwin hanno scoperto alcune delle meravigliose testimonianze della storia della vita sulla Terra e hanno rielaborato i processi geologici e biologici che hanno portato al mondo che conosciamo oggi. «Darwin, nel suo viaggio intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle - co...

Occhi di Anomalocaris: chiave evolutiva per l'Esplosione Cambriana?

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Il più spaventoso predatore del periodo Cambriano rivela il suo sguardo minaccioso, grazie a un ritrovamento, pubblicato la settimana scorsa su Nature, effettuato da un gruppo di ricercatori dell'università di New England in Australia, guidati da John Paterson. I predatori del genere Anomalocaris, lunghi fino a un metro di lunghezza, vivevano negli oceani di 500 milioni di anni fa e secondo i ricercatori australiani erano dotati della vista più acuta per quei tempi. Gli occhi fossili, trovati nell'isola Kangaroo sono stati datati esattamente 515 milioni di anni fa. Altri fossili scoperti nello stesso giacimento non erano altrettanto sviluppati. Gli occhi composti, simili a quelli delle mosche e delle libellule, sono costituiti da migliaia di lenti: fino a 28 mila per occhio nelle libellule, 3 mila nelle mosche, mentre in questi esseri di 500 mila anni fa se ne contano circa 16 mila per occhio. Secondo i ricercatori australiani la vista di questi predatori doveva essere c...

Nei fossili più antichi la chiave per la vita su Marte?

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La notizia del ritrovamento dei fossili più antichi mai rinvenuti sul nostro pianeta è stata pubblicata ieri su Nature Geoscience . L'articolo Geoscience Microfossils of sulphur-metabolizing cells in 3.4-billion-year-old rocks of Western Australia spiega che i batteri fossili datati 3,4 miliardi di anni , scoperti in una roccia a Strelley Pool, nella costa occidentale australiana, vivevano in acque prive di ossigeno. Le immagini [Picture: David Wacey, AFP/Getty Images] mostrano organismi simili ai microbi moderni: di forma sferica, ovale e tubolare, di diametro compreso fra 0,01 e 0,02 millimetri. I ricercatori hanno osservato che le pareti cellulari di questi fossili contenevano carbonio e azoto, proprio come nei microorganismi moderni, e ipotizzano che i microbi si nutrissero di pirite, producendo solfati come prodotti di scarto. E Marte? Gli autori della ricerca, David Wacey (University of Western Australia) e Martin D. Brasier (University of Oxford) spiegano che a quei tem...

Tra i fossili di Zoe (Andrea Mameli intervista Arianna Dagnino, L'Unione Sarda 1/8/2011)

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La paleoantropologa sudafricana Du Plessis protagonista del libro di Arianna Dagnino che ora si racconta tra finzione e realtà Da anni Zoe Du Plessis cerca ossa. E non ossa qualunque: alla paleoantropologa sudafricana interessano i primi reperti del genere Homo, le testimonianze dei nostri più remoti progenitori. Poi arrivano le sorprese, l'accorgersi dell'esistenza di un mondo esterno, prima sconosciuto. E la constatazione che non tutto si esaurisce nella scienza: «Tracce, tracce. Non aveva fatto che cercae tracce. Ma quanti miliardi di essereri umani erano già scomparsi senza lasciare traccia? Avrebbe veramente fatto una qualche differenza? Forse avevano ragione loro, gli umili della terra. I dimenticati». Zoe è la protagonista di Fossili. Una storia d'amore in Sudafrica , romanzo d'esordio della giornalista genovese Arianna Dagnino: una protagonista che incarna la figura della scienziata moderna, attenta alla sua disciplina ma non distaccata dal resto del mondo, all...

Alla ricerca delle prime tracce del genere Homo, tra odio, amore, vergogna e coraggio.

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Ho letto Fossili di Arianna Dagnino. Il libro, pubblicato da Fazi nel 2010, mi ha catturato con svariati tentacoli: ci sono i drammi e le storie d'amore, affiora il passato tenebroso dell'apartheid. Su tutto la ricerca di reperti del genere Homo , condotta dalla protagonista: Zoe Du Plessis, discendente degli ugonotti che alla fine del 1600 fuggendo dalla Francia per scampare alle persecuzioni religiose si imbarcarono per la Colonia del Capo, è una paleaoantropologa. Zoe è un'afrikaner e vive sulla sua pelle le contraddizioni di una terra incantevole che per anni è stata martoriata dalla segregazione razziale. Una terra, lo si scopre nelle ultime pagine, che ha vissuto anche una forte emarginazione scientifica da parte di non pochi studiosi. E così quelle ossa fossili, risalenti a oltre cento mila anni fa, diventano un oggetto del desiderio, mentre scorrono visioni di un mondo colorato di rosso, quello degli incantevoli tramonti del profondissimo sud, ma anche rosso di sa...

Scoperto occhio del Cambriano (mezzo milione di anni fa): era in un museo. Nature, 30 Giugno 2011

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Un fossile da catalogare. Uno sguardo attento. Ed ecco la scoperta sensazionale: un occhio complesso come quello di alcuni insetti odierni. Ciò significa che alcuni dei primi abianti della Terra possedevano una vista potente. Forse è la conferma attesa da tempo: all'origine dello sviluppo improvviso della vista nel Cambriano ci potrebbe essere proprio la pressione evolutiva esercitata in quell'era. In altre parole sarebbe proprio lo straordinario vantaggio adattivo determinato dalla comparsa dei primi occhi ad aver indotto la cosiddetta Esplosione Cambriana. La scoperta, avvenuta casualmente nel corso della ricatalogazione di alcuni pezzi del museo di Adelaide, è pubblicata su Nature del 30 giugno 2011 e porta la firma di Michael Lee (South Australian Museum, University of Adelaide's School of Earth & Environmental Sciences). Modern optics in exceptionally preserved eyes of Early Cambrian arthropods from Australia Nature 631–634 (30 June 2011) Abstract Despite th...

Autopsia su Scipionyx rivela: è il fossile meglio conservato al mondo.

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Ha già avuto la copertina di Nature nel 1998 e ora fornisce nuove soprese ai paleontologi. L'esemplare di Scipionyx samniticus, soprannominato Ciro, scoperto nel 1980 a Pietraroia (Benevento), ha rivelato dettagli anatomici di tessuti molli mai osservati prima in un fossile di dinosauro. Con una TAC e una microscopia elettronica a scansione emerge un dato: Ciro è il fossile meglio conservato al mondo. Ne danno notizia i paleontologi Cristiano Dal Sasso - autore dell’articolo su Nature - e Simone Maganuco, in concomitanza con la pubblicazione dei risultati della nuova ricerca: un volume di 300 pagine riccamente illustrato, edito congiuntamente dalla Società Italiana di Scienze Naturali e dal Museo di Storia Naturale di Milano (l’istituto in cui operano i due paleontologi). I dettagli della scoperta sono stati rivelati oggi, 21 giugno 2011, nel corso della conferenza stampa organizzata nell'Aula Magna del Museo di Storia Naturale di Milano. Il prezioso reperto è stato portato ...

La bambina e il trilobita. Piccole guide al Museo di Scienze della Terra di Cagliari

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«La chiave di tutte le scienze - scriveva Honoré de Balzac - è senza dubbio il punto di domanda. Dobbiamo la maggior parte di tutte le scoperte al "Come?"». Tipiche domande dei bambini iniziano con un "Come?". Ne cito due, a memoria: «Come fa il sole a star fermo al centro?», «Ma com'era la cacca dei dinosauri?». E quando sono invece i bambini a ricevere le domande e i grandi a porle? È capitato a Cagliari, nel 2007, quando il critico d'arte Philippe Daverio rimase piacevolmente sopreso dalla preparazione dei bambini cagliaritani che facevano da guide nei siti archeologici per Monumenti Aperti . E si è verificato anche ieri e oggi, sempre a Cagliari, sempre per Monumenti Aperti , quando i bambini della Seconda A e della Terza A della Scuola Primaria Carlo Collodi di via Basilicata hanno fatto da guide ai Musei di Scienze della Terra di via Trentino . La bambina che illustra pazientemente il meraviglioso Trilobita del Cambriano è per noi il simbolo di que...

Liaoconodon hu: il primo mammifero?

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Se non è il primo mammifero è forse uno dei primi. Per questo i paleontologi lo stavano cercando da 150 anni. Il suo nome è Liaoconodon hu : in riferimento alla località cinese dove è stato rinvenuto (Liaoning) e a Yaoming Hu, il ricercatore dell'American Museum of Natural History scomparso nell'aprile 2010, a soli 42 anni. Il fossile di Liaoconodon hui , lungo 35.7 centimetri dal naso alla punta della coda, viveva tra 125 e 122 milioni di anni fa. A trovarlo sono stati i paleontologi dell'Accademia Cinese delle Scienze (Beijing) e dell'American Museum of Natural History (New York). Le ricerche, pubblicate su Nature il 14 aprile, potrebbero aiutare a comprendere i meccanismi evolutivi dei mammiferi. Jin Meng, Yuanqing Wang, Chuankui Li. Transitional mammalian middle ear from a new Cretaceous Jehol eutriconodont Nature, 2011; 472 (7342): 181, 14 April 2011. Abstract The transference of post-dentary jaw elements to the cranium of mammals as auditory ossicles is one of ...

Energia pulita? Patetico ossimoro

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Non so se è più serio assecondare il perverso desiderio di accentar le consonanti o far credere alla gente che possano esistere trasformazioni energetiche completamente "pulite". Se di una cosa posso andar fiero, dalla laurea in Fisica in poi, è l'aver imparato a diffidare degli assoluti indimostrati. Sgombriamo il campo da possibili equivoci: non contesto in alcun modo il ricorso alle fonti rinnovabili. Mi interessa invece smascherare quella che considero una bufala comunicativa. Frutto in gran parte di superficialità e di pigrizia. Superficialità nel non voler andare oltre la crosta delle cose (e delle parole) e pigrizia nel non voler dissociare ermini (forzatamente) associati. Ma perché assumo che l'energia pulita non esiste? Cosa intendo per patetico ossimoro? Basta veramente poco per capire che tutte le trasformazioni energetiche hanno dei costi, altrimenti avremmo il moto perpetuo e non avremmo bisogno di ottenere nuova energia per soddisfare tutte le nostre es...

La NASA: ecco i batteri alieni (Journal of Cosmology, 2011, Vol 13)

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La Nasa annuncia una nuova scoperta di fossili di provenienza aliena. L'articolo di Richard B. Hoover (NASA/Marshall Space Flight Center), pubblicato sul numero di marzo della rivista Journal of Cosmology, 2011, Vol 13 , si intitola "Fossils of Cyanobacteria in CI1 Carbonaceous Meteorites" . Hoover, astrobiologo della NASA (Marshall Space Flight Center) ha visitato per oltre 10 anni le aree più remote dell'Antartide, della Siberia e dell'Alaska, raccogliendo e studiando meteoriti rarissime: le "CI1 condriti carboniose". Ma ora di fronte a questa scoperta potenzialmente rivoluzionaria il ricercatore della NASA non si scompone e rivolge un appello a esperti di ogni parte del mondo affinché lo aiutino verificare la sua ipotesi: "Members of the Scientific community were invited to analyze the results and to write critical commentaries or to speculate about the implications". Alcuni dei fossili analizzati da Hoover sembrano simili ai batteri terr...

IN PRINCIPIO ERA ENERGIA Cagliari Festival della Storia 23-24-25 ottobre 2009

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IN PRINCIPIO ERA ENERGIA... Prima edizione del Festival della Storia di Cagliari: dal 23 al 25 ottobre 2009. Antico Palazzo di Città, Piazza Palazzo. Ingresso libero. VENERDT' 23 - ENERGIA IERI SALA SITO ARCHEOLOGICO 16:00 Laboratori energetici interattivi per bambini a cura di Giuliano Malloci (Laboratorio Scienza) Energia in gioco 16:00 Science Show: Energia nel passato, a cura di Martina Manieli, Gianluca Carta, Giuseppe Nieddu (Energy Empire) 17:00 Conversazioni (Coordina il giornalista scientifico Andrea Mameli) Cesare Silvi • La storia dell’Energia La storia dell’Energia è soprattutto la storia dell’Energia solare, dalle forme fossili a quelle rinnovabili, e più recentemente dell’Energia nucleare Silvano Tagliagambe • L’Energia nello sviluppo storico della scienza Le esperienze didattiche più innovative di insegnamento della fisica mostrano l’efficacia di un approccio incardinato su un concetto di Energia e sullo sviluppo storico dell’approccio scientifico a questo concetto 2...