16 maggio 2007

Ho conosciuto un Nobel.

Qualcuno lo chiama il padre di Internet. Altri lo accostano a Jurij Aleksejevič Gagarin come gloria della grande Russia. Io preferisco considerarlo come colui che perfezionò i due oggetti che mi spinsero a iscrivermi in fisica, nel lontano 1984: il transistor e il laser. Zhores Ivanovich Alferov oggi era a Cagliari. Ha spiegato perché sette anni fa ha conquistato il premio Nobel per la fisica. E ha illustrato i suoi progetti per il futuro. Stiamo parlando di semiconduttori a eterostrutture, di laser al silicio, di pannelli solari di nuova concezione. Lavora dal 1962 all'istituto di fisica più grande del mondo, a San Pietroburgo (Ioffe Institute) e ha raccontato la sua storia in un libro: Scienza e società (Sandro Teti Editore, 2006).
Ho scambiato due parole con Alferov, prima del seminario, e gli ho chiesto della sua partecipazione all'iniziativa di 110 Nobel per la pace. Mi ha risposto con semplicità, richiamando il valore dell'iniziativa, oltre che in favore del disarmo e del dialogo tra culture, anche per l'attenzione ai cambiamenti climatici. In effetti 7 anni fa quanti avevano il coraggio di parlare, pubblicamente, di Climate Change?
Sardegna laboratorio nel secolo del sole. Il premio Nobel Zhores Alferov a Cagliari: sfruttare la nostra stella per ottenere energia. L'Unione Sarda, pagina 56 (Cultura)

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