27 marzo 2010

Borexino: perla nascosta della fisica italiana (e internazionale).

logo borexino Borexino vive nascosto nel sottosuolo. Non è un roditore in letargo ma un delicato esperimento di fisica delle particelle.
Nei Laboratori sotterranei del Gran Sasso, gestiti dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), con il progetto Borexino i fisici riescono a osservare i geoneutrini: le particelle provenienti dagli strati profondi del nostro pianeta. I geoneutrini forniscono le prove dell'origine radioattiva del riscaldamento del nucleo caldo della Terra: il decadimento degli elementi radioattivi. L'unicità dei Laboratori del Gran Sasso, oltre alla loro posizione sotterranea, risiede nella distanza dalle più vicine centrali nucleari: oltre 500 km. Grazie a queste caratteristiche, e alla strumentazione creata appositamente, i fisici sono in grado di rilevare i segnali della radioattività naturale della Terra. Forse non esageriamo nell'affermare che si apre una nuova era nello studio del nostro pianeta, in particolare per quei fenomeni che sono alla base dei movimenti tettonici, ma anche dei terremoti e delle eruzioni vulcaniche. I ricercatori del progetto Borexino, provenienti da istituti italiani, tedeschi, russi, polacchi e statunitensi, sono coordinati da Gianpaolo Bellini (INFN sezione di Milano).
Su Physics Letters del 5 marzo 2010 ("Observation of geo-neutrinos") sono descritti i risultati più recenti del progetto Borexino. Sicuramente tra alcuni anni le conoscenze derivanti da questi studi raggiungeranno anche coloro che oggi non sono neppure a conoscenza dell'esistenza dei Laboratori sotterranei del Gran Sasso. Le conoscenze derivate dalla preparazione degli esperimenti e i loro stessi risultati, come pure la progettazione di strumentazione e lo sviluppo di software necessari agli esperimenti, costituiscono un insieme di valore inestimabile.
Andrea Mameli, 27 marzo 2010 - Blog Linguaggio Macchina.

Approfondimenti:
- Observation of Geo-Neutrinos (arXiv.org 20 marzo 2010)
- Published Borexino papers (INFN)
- Video del progetto Borexino (INFN)
- Borexino pictures (INFN)
- Discorso dell'ambasciatore degli Stati Uniti, Ronald P. Spogli in visita ai laboratori del Gran Sasso (30 novembre 2006)
hall c4 borexino

11 commenti:

Daniele Gouthier ha detto...

Uno degli aspetti più interessanti, anche se "di rimbalzo", di quanto racconti è proprio nel provincialismo scientifico. Drizziamo le antenne davanti alla Nasa ma ignoriamo le missioni Esa. Ci batte il cuore per il Cern e non ci interessiamo del Gran Sasso.
Senza nessun nazionalismo, dovremmo però rimpossessarci di quello che sappiamo fare. Tutto qui.
Il rischio? E' quello di rimanere incardinati a errori vecchi di anni. Ad esempio, si legga qui: http://www.danielegouthier.it/erdos/liberiamo-la-ricerca-italiana.html

Andrea Mameli ha detto...

grazie daniele concordo pienamente e immagino che a volte lo scarso impegno italico nelle spese per la ricerca (di origine privata e pubblica) possa trarre origine, in parte, da tale scarsa considerazione (scarsa conoscenza)...
andrea

Gianluca ha detto...

Una splendida finestra sul mondo della ricerca italiana, a volte, ahimè, bistrattata e a tratti umiliata. Scrivere, raccontare e divulgare diventa sempre più un compito fondamentale per far conoscere a tutti l'importanza oggettiva che hanno studi come quello in questione.

enrico ha detto...

[...]immagino che a volte lo scarso impegno italico nelle spese per la ricerca (di origine privata e pubblica) possa trarre origine, in parte, da tale scarsa considerazione[...]

O il contrario???

Emiliano ha detto...

Mi associo ai commenti di Daniele e Gianluca. I laboratori del Gran Sasso sono fra i più importanti del mondo e vi si fa ricerca di base di ottima qualità, che purtroppo resta per lo più inaccessibile al grande pubblico (anche per difetto di comunicazione di chi fa ricerca).

A tal proposito, vi cito i risultati di una mia piccolissima indagine sul campo, che dimostra quanto siano "misconosciuti" questi laboratori.

Alcuni mesi fa, durante una cena con una dozzina di amici (non esperti di fisica), ho chiesto: "se vi cito i laboratori del Gran Sasso che cosa vi viene in mente?"

Provate a indovinare il risultato: all'unanimità, la prima risposta è stata "Giuliani, il previsore di terremoti". Solo dopo, qualcuno ha aggiunto: "Sì, ma ci fanno anche esperimenti di fisica!"

Fabrizio ha detto...

quoto i precedenti commenti, ma personalmente sono rimasto abbastanza colpito dalle possibili applicazioni allo studio dei fenomeni sismici, di cui - anche alla luce del loro costante incremento negli ultimi anni - c'è davvero bisogno di saperne di più per poter fare di più e di meglio... sempre che ci siano fondi a sufficienza ;)

Andrea Mameli ha detto...

Enrico ho scritto "a volte".
:-)

alessandro ha detto...

si, dovremmo ricordarci sempre delle cose buone che facciamo nel nostro paese nel campo della ricerca (nonostante lo stato in cui versa l'università...). Mi pare ci sia stata sin troppa attenzione per i 'cervelli in fuga' ed è ora il momento di valorizzare anche quelli che qui hanno deciso di rischiare il loro futuro scientifico.

Piuttosto, Andrea, mi incuriosisce sapere come dagli studi dei neutrini si possa capire qualcosa sui terremoti!

Andrea Mameli ha detto...

Solo in proiezione futura.
Leggi cosa risponde il coordinatore dell’esperimento (Gianpaolo Bellini, ordinario di Fisica nucleare alla Statale di Milano).
Sarà possibile prevedere anche i tempi dei terremoti?
«Per ora siamo troppo lontano da questo risultato. Sicuramente questo tipo di studi può portare a capire meglio quei meccanismi di cui parlavo. Ma da lì ad arrivare a sapere di più su quando avvengono i terremoti, per ora, no. Forse riusciremo a sapere di più sul dove i terremoti possono avvenire. Ma è ancora tutto da capire ciò che attiene al quando».
Fonte: Regione Abruzzo
http://www.circololucedelsud.it/?p=36027

paola ha detto...

La prima volta che sentii parlare di "radioattività naturale della Terra" seguivo un'appassionante lezione di scienze naturali tenuta da un'insegnante speciale, come se ne trovano ancora nella nostra scuola pubblica. Mi sembrava un ossimoro, e l'apparente contrasto mi ha incuriosito così tanto che lo studio dei misteri della geologia mi ha accompagnato per alcuni anni. Ora cerco lo stesso stupore "andando per grotte" da speleologa... Mi sento perciò molto vicina ai ricercatori sotterranei del Gran Sasso e del progetto Borexino :)

asama000 ha detto...

la costruzione di centrali nucleari italiane influirà sugli esperimenti del gran sasso? presumo di sì.