25 agosto 2011

Bufale di fine estate. Tra informazione acritica e bisogno di storie.

presunti fantasmi Il 22 agosto un lancio ANSA (Sos fantasmi dal museo archeologico di Napoli) proponeva la presunta foto di un piccolo fantasma con una incredibile descrizione: "la sagoma di una bimba che, secondo quanto e' stato accertato, non e' la figlia di nessuno degli http://www.blogger.com/img/blank.gifoperai". Un lancio d'agenzia a cavallo tra il procurato allarme e l'abuso della credulità popolare, i cui effetti si sono riverberati per alcuni giorni sulla stampa italiana. Io mi sono limitato a pubblicare il lancio ANSA nella mia bacheca facebook sbeffeggiando gli autori e i complici (consapevoli o meno) della burla. Poi Massimo Polidoro (Bufala estiva il fantasma al museo) e Paolo Attivissimo (La foto del “fantasma” napoletano non è un equivoco: è un falso fabbricato intenzionalmente) sono entrati nel merito della presunta notizia fornendo alcune interessanti interpretazioni, in particolare sulla foto, chiarimente manipolata (l'immagine che riporto in alto a sinistra è del fototecnico Paolo Bertotti curatore del blog PhotoBuster, intervistato da Attivissimo sulla vicenda napoletana).
pantera Maremma Pantera. Qualche giorno fa si era sparsa (nei giornali e come sempre sull'ANSA) la presunta notizia dell'avvistamento di una pantera nera in Toscana, come accade ormai da svariati anni praticamente ogni estate. Ma la sindrome di Bagheera, credere di aver visto pantere nere nel bosco, non è la sola colpevole di queste fuge di bufale: due giorni fa la Gazzetta di Reggio riportava la notizia di un avviso di smarrimento, come quelli riferiti a gatti e cani che si vedono spesso in città, avvistato a Sasso Gattone, il comune di Baiso, provincia di Reggio Emilia: «Ho perso un giaguaro, aiutatemi».
Nel luglio 2010 fu avvistato uno squalo nel tevere: la segnalazione di un turista irlandese era accompagnata da una foto, manco a dirlo, poco chiara. squalo tevere. Tra felini, serpenti, alieni, l'elenco di avvistamenti burla sarebbe lunghissimo. Poche settimane fa la storia dei 10 cavalli in svendita (“Urgentissimo! Ci sono 10 cavalli di cui 2 puledri che un maneggio che ha chiuso deve cedere… Il prhttp://www.blogger.com/img/blank.gifezzo e’ di circa 300 euro a cavallo (quanto gli da’ il macello). Se qualcuno sa dove poterli portare magari qualcuno lo salviamo.").
Ma da dove viene questa parola? Secondo il linguista Tullio De Mauro deriva dall'uso in senso figurato di "bufalo" a indicare una persona ottusa e rozza. La parola inglese Hoax, burla, viene comunemente usata come sinomimo di bufala. La più famosa è quella legata alla missione Apollo: la tesi del complotto per simulare l'allunaggio, chiamata Moon Hoax. Ma vi sono una serie di altri casi come quello del Big Foot e altre creature mostruose avvistate negli Usa o in Europa (Loch Ness su tutti).
Per fortuna c'è anche chi desidera svelare presunti enigmi (come quello dei
semafori semi intelligenti a firma di Valter Cav. Stabile) e i già citati Paolo Attivissimo e Massimo Polidoro. Tuttavia la più grande bufala, che prospera anche nella tv di stato italiana, si chiama Oroscopo. Come prosperano le attività di presunti maghi e fattucchiere... Eppure la legge lo vieterebbe: l'articolo 121 del Testo unico leggi di pubblica sicurezza ci ricorda esplicitamente che "il mestiere di ciarlatano".
Sembra quasi che ci sia il bisogno di storie impossibili. Forse abbiamo tutti bisogno di essere, come dire, immersi in una narrazione. L'importante è ehttp://www.blogger.com/img/blank.gifsserne consapevoli e non vittime.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 25 agosto 2011


PS - Nuova ANSA del 22 agosto a firma di Francesco Tedesco molto critica nei confronti dell'evento:
"Qui - denuncia ancora il restauratore - i fantasmi veri siamo noi, che presto andremo in pensione e abbandoneremo il Museo, visto che non c'é turn-over e il personale è sempre più scarso". E se il fantasma rilanciasse il Museo Nazionale?
"In fondo - aggiunge, saggio, Mario - a Loch Ness hanno costruito un turismo enorme su un mostro inventato e i castelli scozzesi puntano da sempre sui fantasmi".

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