14 gennaio 2012

Identità architettonica molteplice. La Sardegna vista da Marco Lucchini

Marco Lucchini L'identità molteplice L'identità molteplice. Architettura contemporanea in Sardegna dal 1930 al 2008 (Aiasara, 2009; 447 pagine; 50,00 euro) è un libro di Marco Lucchini (architetto, docente di “Progettazione Architettonica” al Politecnico di Milano, innamorato della nostra isola).
Il libro contiene una lunga e accurata descrizione degli esempi architettonici isolani, accompagnati da fotografie e grafici (ottimo lavoro anche da parte dell'editore).
Cosa emerge? Lucchini lo scrive a pagina 30: «In Sardegna l'identità dell'architettura è fatta di coesistenze e di appartenenze molteplici, per cui caratteri tipo-morfologici e principi insediativi diversi - sovente estranei alla cultura locale - si sono stratificati e sovrapposti. Uno dei fattori di maggiore ricchezza culturale è stata la sovrapposizione di poetiche provenienti da scuole di architettura diverse (Roma, Firenze, Genova, Venezia, Milano) e la loro contaminazione con elementi di permanenza locali, di solito identificati nelle costruzioni tradizionali. La lunga durata delle permanenze e la concentrazione delle variazioni in periodi piuttosto circoscritti ha conferito un particolare carattere a quella condizione dialettica e mutevole presente in tutti i sistemi insediativi che hanno un passato, indicata da Paola Coppola Pignatelli come una "riserva di variabilità" che provoca "un'evoluzione continua e inarrestabile" dell'identità».
Con il prezioso aiuto della casa editrice Aisara ho contattato Marco Lucchini. Ecco l'intervista.
Il patrimonio architettonico sardo è proprio sconosciuto?
«Diciamo che dipende dal contesto. Se parliamo di un pubblico vasto a scala nazionale anche di livello culturale medio-alto l’architettura contemporanea in Sardegna è effettivamente poco conosciuta. Fra gli addetti ai lavori, architetti, ingegneri, artisti, le cose vanno un po’ meglio però siamo sempre lì: si tratta di una conoscenza a scala prevalentemente locale. Ho avuto occasione di constatare che al di fuori della Sardegna la conoscenza è molto relativa. Probabilmente l’interesse editoriale e mediatico degli ultimi anni ha sicuramente contribuito a incrementare l’interesse. Sarebbe però bello che le opere di Architettura fossero realmente fruibili: ho avuto occasione di vedere il recentissimo e pluripubblicato museo della Necropoli di Pil e Mata, degli architetti David Palterer e Pietro Reali, a Quartucciu, trovandolo chiuso. Queste situazioni sono frequenti, così come è frequente un rapido stravolgimento delle costruzioni rispetto al progetto originario».
Nel libro si invoca, per la politica regionale, un processo di conoscenza e di promozione del tessuto architettonico. Ma ci sarebbe spazio, oggi, per una discussione sull’architettura contemporanea in Sardegna?
«L’interesse credo sia sempre piuttosto vivo. Quando ho presentato L’identità Molteplice per la prima volta a Settimo San Pietro la sala era strapiena. Stessa scena nelle presentazioni successive. Mi sembra però che ci sia uno scarsa interesse al di fuori degli addetti ai lavori per l’architettura in generale. Questo vale però per tutta l’Italia. In Sardegna il dibattito avviene prevalentemente grazie a iniziative scientifiche, seminari, convegni, mostre, delle due Facoltà di Architettura di Alghero e Cagliari e altre iniziative di carattere editoriale. Il “Giornale dell’Architettura” dell’editore Allemandi di Torino ha sempre manifestato un certo interesse per l’Architettura in Sardegna. La rivista “Ottagono” ha poi pubblicato un servizio sulla Sardegna nell’ambito del “Giro d’Italia”: una serie di articoli sull’architettura contemporanea delle diverse regioni italiane. Qualcosa è uscito anche su Casabella e Domus e Abitare. Significativi anche il premio “qualità emergente” dell’INarch Sardegna e il “premio del paesaggio” della Regione Autonoma della Sardegna».
Si potrebbe dare una definizione di identità architettonica in Sardegna?
«La nozione di identità sintetizza in modo efficace l’opposizione nei confronti dei processi di omologazione provocati dalla globalizzazione, poiché, nell’identificare una cosa, al contempo la distingue. Essa può essere ricondotta al concetto di “Regionalismo critico” formulato nella prima metà degli anni Ottanta da Kenneth Frampton il quale richiamava la necessità di una sorta di "resistenza" nei confronti dell’appiattimento imposto dal mercato globale del consumo che doveva concretizzarsi con un radicamento da parte del progetto alla storia e ai caratteri dei luoghi. Si tratta di un processo difficile. L’imitazione di stilemi falsamente storici o l’adeguamento banale a forme cosiddette tradizionali porta a risultati mediocri e poveri di significato. Per intendersi lo stile “costa smeralda” e le sue derive consumistiche che hanno portato a ricoprire le coste sarde di case con archi, archetti, colonnine, tetti a falda etc. è quanto più lontano ci possa essere da un corretto riferimento identitario. D’altra parte anche le architetture di qualità caratterizzate da ricerche formali esasperate rese possibili dallo sviluppo dei software per la progettazione sono lontane da un corretto riferimento ai luoghi. Il progetto del museo Bètile è un esempio molto chiaro: avrebbe potuto essere realizzato a Cagliari così come in qualunque altro luogo della terra poiché nelle sue forme non vi era alcuna volontà di dialogo con il contesto. L’identità va cercata in un difficile processo di studio e comprensione dei luoghi e della loro storia e tali elementi solo alcuni possono essere presenti nel progetto solo parzialmente, per evocazione o traslazione di significato. Inoltre l’identità è un processo aperto e in continua evoluzione: non corrisponde solo alle condizioni di realtà dei luoghi, ma anche al modo con cui queste condizioni sono interpretate e modificate da coloro che li abitano. Essa rimanda contemporaneamente alla nozione di appartenenza e a quella di modificazione ossia ad un dialogo, fondato sulla conoscenza, fra le preesistenze della città e del territorio e le trasformazioni in corso o programmate. Come ha scritto Amin Maalouf, l’identità "non è data una volta per tutte ma si costruisce e si trasforma durante tutta l’esistenza". Nel caso della Sardegna si tratta quindi di un’identità molteplice perché il senso di appartenenza è radicato in una pluralità di aspetti. In linea di massima sono: il ruolo del paesaggio, la rarefazione del territorio e la particolarità delle forme insediative, le caratteristiche specifiche dei luoghi, dell’orografia e delle vicende economiche e sociali, la presenza tra gli anni ’50 e ’70 di maestri provenienti da scuole diverse: Libera (Roma e poi Firenze), Sacripanti (Roma), Nervi, Zanuso (Milano), Cini Boeri, Caccia Dominioni, Libero Cecchini (Verona). Gli stessi progettisti che attualmente operano in Sardegna si sono formati nelle Facoltà delle più importanti città in particolare Roma, Firenze, Milano».
Come nasce questo libro?
«L’idea del libro è nata nel 2006. Originariamente volevo fare una guida. Mi ero accorto che in Sardegna c’erano delle architetture interessanti ma poste ai margini della pubblicistica specializzata. Cominciai a visitare le opere e a contattare degli studi di cui avevo visto le opere pubblicate sull’Almanacco dell’Architettura Italiana di Electa; feci amicizia con diversi professionisti. Incontrai Giovanni Maciocco, preside della Facoltà di Architettura di Alghero il quale, tramite un ricercatore del suo gruppo di lavoro, mi mise in contatto con l’editore Aìsara di Cagliari. Discutendo con Ignazio Ghiani (responsabile di Aìsara) maturò l’idea di fare una monografia sull’Architettura in Sardegna che pensai di organizzare come un’antologia usabile anche come guida ma intesa ad esprimere un giudizio critico sulle opere. Aìsara solitamente si occupa di letteratura. In questo caso Ghiani accettò di puntare sull’architettura e mi mise nelle condizioni di fare il libro. Ebbi un aiuto molto sostanzioso oltre che dallo stesso Ghiani dalla redazione in particolare dalla dott.sa Melis che curò la parte redazionale e dall’architetto Cicalò che si occupò della grafica e fotografando diverse opere».
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 14 gennaio 2012

13 gennaio 2012

Alzheimer e Diabete di tipo II: meccanismi molecolari comuni (Alzheimer’s disease and diabetes may be related).

Insulin activated Akt rescues Aβ oxidative stress-induced cell death by orchestrating molecular trafficking Meccanismi molecolari comuni fra malattia di Alzheimer e diabete di tipo II. Li rivela una ricerca condotta dagli istituti di biomedicina e immunologia molecolare (Ibim) e di biofisica (Ibf) del CNR di Palermo e dal dipartimento di Fisica dell’Università di Palermo. Lo studio - pubblicato su Aging Cell - mostra gli effetti della somministrazione di insulina su un modello di cellule neuronali precedentemente trattate con piccoli aggregati della proteina beta-amiloide (A-beta), la proteina coinvolta nell'eziopatogenesi della malattia di Alzheimer. Precedenti studi hanno evidenziato probabilità di ammalarsi di Alzheimer dell’85% in pazienti con valori elevati di glicemia. Successivamente è stato osservato che i pazienti affetti da Alzheimer presentavano una riduzione di insulina, l'ormone responsabile dell’assorbimento del glucosio a livello cellulare. Alcuni autori si sono spinti a denominare l'Alzheimer "diabete di tipo III".
«Alla base dell’insorgenza dell’Alzheimer - spiega Marta Di Carlo (IBIM-CNR) - vi è un’eccessiva produzione della proteina A-beta nelle cellule cerebrali, che andando ad accumularsi negli spazi intercellulari forma delle vere e proprie placche che sono una delle principali cause della progressiva degenerazione cellulare».
Nello studio si è osservato che l’insulina, dopo essersi legata al suo recettore sulla membrana dei neuroni, provoca una serie di reazioni biochimiche che hanno come molecola chiave Akt: «una proteina - spiega Marta Di Carlo - che attiva una cascata di eventi i quali annullano l’effetto degenerativo di A-beta. In pratica, dopo il trattamento con l’insulina, i neuroni danneggiati sono capaci di riprendere la loro morfologia e ripristinare le funzioni compromesse».
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 12 gennaio 2012

Insulin activated Akt rescues Aβ oxidative stress-induced cell death by orchestrating molecular trafficking (Valeria Vetri, Rita Carrotta, Valeria Militello, Pier L. San Biagio, Marta Di Carlo)
Summary
Increasing evidence indicates that Alzheimer’s disease, one of the most diffused aging pathologies, and diabetes may be related. Here, we demonstrate that insulin signalling protects LAN5 cells by amyloid-β42 (Aβ)-induced toxicity. Aβ affects both activation of insulin receptors and the levels of phospho-Akt, a critical signalling molecule in this pathway. In contrast, oxidative stress induced by Aβ can be antagonized by active Akt that, in turn, inhibits Foxo3a, a pro-apoptotic transcription factor activated by reactive oxygen species generation. Insulin cascade protects against mitochondrial damage caused by Aβ treatment, restoring the mitochondrial membrane potential. Moreover, we show that the recovery of the organelle integrity recruits active Akt translocation to the mitochondrion. Here, it plays a role both by maintaining unimpaired the permeability transition pore through increase in HK-II levels and by blocking apoptosis through phosphorylation of Bad, coming from cytoplasm after Aβ stimulus. Together, these results indicate that the Akt survival signal antagonizes the Aβ cell death process by balancing the presence and modifications of common molecules in specific cellular environments.

Vietato sprecare cibo! Si prega di servirsi più volte anziché porzionare troppo nel piatto e non finirlo.

Vietato sprecare cibo

Provare le penne negli appositi quaderni

provare penne


Cafonizia, cafonaggine e pigrizia

Divieto di giuoco

divieto di giuoco

12 gennaio 2012

Tool choice on the basis of rigidity in capuchin monkeys. Una ricerca ISTC-CNR e Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology

test with capuchin monkey Depicted a capuchin monkey pointing at the desired tool on the sliding platform facing compartment C, while the reward platform is facing compartment A. The sliding doors separating the compartments A, B, and C are open at the time the subject makes her choice.

Tool choice on the basis of rigidity in capuchin monkeys
Héctor Marín Manrique (Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, Leipzig, Germany), Gloria Sabbatini (Institute of Cognitive Sciences and Technologies of CNR, Rome, Italy), Josep Call (Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, Leipzig, Germany), Elisabetta Visalberghi (Institute of Cognitive Sciences and Technologies of CNR, Rome, Italy).
Animal Cognition; published online: 6 May 2011; © Springer-Verlag 2011).

Abstract
Wild capuchin monkeys select stone tools to crack open nuts on the basis of their weight and friability, two non-visual functional properties. Here, we investigated whether they would select new stick-like tools on the basis of their rigidity. In Experiment 1, subjects faced an out-of-reach reward and a choice of three unfamiliar tools diVering in color, diameter, material, and rigidity. In order to retrieve the reward, capuchins needed to select the rigid tool exemplar. Capuchins gathered information regarding tools’ pliability either by (1) manipulating the tools themselves (manipulation condition), (2) observing a human demonstrator repeatedly bending the tools (observation condition), or (3) seeing the tools placed on a platform without any manipulation taking place (visual static condition). Subjects selected the rigid tool above chance levels in both the manipulation and observation conditions, but not in the visual static condition. In Experiment 2, subjects needed to select and use a Xexible tool to access a liquid reward (as opposed to the rigid tool, as in previous experiment). Again, capuchins selected above chance levels the appropriate tool (i.e., Xexible), thus demonstrating a good appreciation of the relation between the tool properties and the task requirements.


Le otto scimmiette della specie cebi dei cornetti sono state poste nelle condizioni di scegliere tra diverse bacchette in differenti condizioni sperimentali. Ho chiesto a Gloria Sabbatini (Istc-Cnr) e mi ha spiegato che lo strumento rigido è stato scelto in tutti e tre i casi con frequenze significativamente maggiori fatta eccezione per la terza prova: «senza informazioni derivanti dalla manipolazione diretta o indiretta le scimmie non sapevano fare la scelta giusta».
Ma i cebi sono stati posti anche nella condizione di estrarre yogurt dal fondo di un tubo piegato a gomito mediante un bastoncino flessibile. Cosa avete dimostrato con secondo esperimento?
«Che la capacità dei cebi di comprendere le caratteristiche funzionali di uno strumento - mi ha risposto Gloria Sabbatini - non fosse dovuta a una preferenza per strumenti rigidi. I cebi, in questo caso, sono stati in grado di scegliere lo strumento flessibile fra quelli nuovi a disposizione. I risultati ottenuti dimostrano che i cebi non hanno problemi a modificare in maniera flessibile i criteri di selezione al variare dei requisiti del compito da risolvere».
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 12 gennaio 2012


Flessibile o rigido, anche le scimmie capiscono quale funziona (CNR, 11 gennaio 2012)

11 gennaio 2012

Metti alla prova la tua memoria nell'esperimento più grande del mondo

test memoria guardian Yasemin Yazar, Zara Bergström e Jon Simons (Università di Cambridge, Department of Experimental Psychology), a Charles Fernyhough (Durham University) e la testata giornalistica The Guardian hanno dato il vita a un gigantesco esperimento online ideato per testare su larga scala le capacità della memoria a lungo termine. La partecipazione all'esperimento richiede pochi minuti e consiste nella compilazione di un test.
Tutti i dati saranno raccolti in forma anonima e ai partecipanti saranno forniti i punteggi di memoria che potranno essere condivisi tramite Facebook o Twitter.
Dal sito del Guardian è possibile partecipare all'esperimento: put memory to test online experiment

Test your memory!
Online test allows public to assess their recall; scientists will use data to study long-term memory. Cambridge Today, Tuesday 10 January, researchers at the University of Cambridge launch what could be the world’s biggest ever memory experiment. Yasemin Yazar, Dr Zara Bergström and Dr Jon Simons from the University of Cambridge’s Department of Experimental Psychology, along with Dr Charles Fernyhough from Durham University, have teamed up with the Guardian to run an online experiment for members of the public to test their memory abilities and find out how they stack up against their friends.
“We’re hoping that thousands of people from all walks of life, and from all over the world, will go to the website and take part,” said Dr Simons, who is leading the research. Anybody can participate by clicking http://www.guardian.co.uk/memorystudy to go to the Guardian experiment website and test their memory abilities for free from the comfort of their own homes.
The experiment, which will take just a few minutes to complete, investigates features of long-term memory (our ability to remember events we have experienced). Participants will study words presented on the screen and different aspects of their memory for the words will be assessed. All data will be collected anonymously and participants will be able to find out how their memory scores compare to those obtained by previous participants. They will also be able, should they wish, to share their score with friends via Facebook or Twitter.
“With this experiment, we aim to understand how it is that we’re typically able to remember experiences that may be quite similar to one another without getting them confused. Related events often share features but, usually, we’re pretty good at distinguishing those events from each other. Our experiment is designed to study the impact of overlapping memory features on remembering, so errors on the task are entirely normal and nothing to be worried about! ” said Dr Simons.
“There’s so much we still have to learn about how we remember the things we see,” said Dr Simons. “Hopefully, taking part in the experiment will be interesting and fun for participants, but in addition, the anonymous results we obtain will contribute a large amount of useful data to our research and will, we hope, provide a real advance in our knowledge about memory.”
The experiment is part of the Guardian’s Memory Week, which culminates in a free guide, “Make the most of your memory”, available with the Guardian newspaper on Saturday 14 January, which includes articles and memory tips from Dr Simons, Dr Fernyhough and a number of other memory experts.
“Remembering is one of the most fascinating and complex functions that our minds perform,” said Dr Fernyhough. “With this study we hope to shed further light on how the brain fits together the different bits of information that go to make up a memory.”
Please note that although this test will help further our understanding in this area of research, it is not intended to be used as a diagnostic tool for memory problems.


Researchers at the University of Cambridge have launched what could be the world’s biggest ever memory experiment (University of Cambridge Office of Communications, 11/01/12).

Sheet music turner (sfogliatore di spartiti a pedale). Augusto Bissiri. Patented: Oct 30, 1906

Sheet music turner
United States Patent US0834874
Author: Augusto Bissiri
Patented: Oct 30, 1906

sheet music turner augusto bissiri
US Patent

10 gennaio 2012

Transmission of pictures. Author: Augusto Bissiri. Patented: May 14, 1929.

US Patent number: 1713213

Bissiri Transmission of pictures
Transmission of pictures

Augusto Bissiri "is credited as the inventor of television" (Veronica Gelakoska, 2010)

Augusto Bissiri inventor "This Pig'N Whistle ad from 1925 was created at Bissiri Studio by Adriano and Augusto Bissiri. Adriano was a titled artist from motion pictures, and his brother Augusto is credited as the inventor of television. In 1906, Augusto trasmitted a photograph image from one room to another, and in 1917, he successfully transmitted an image from London to New York. He patented his apparatus in Los Angeles in 1928".
(Veronica Gelakoska, "Pig 'n Whistle", Arcadia Publishing, 2010, pag. 24)

09 gennaio 2012

Gioco d'azzardo in Sardegna (IPSAD® e ESPAD-Italia®). Cifre impressionanti.

La ricerca Gioco d’azzardo: epidemia italiana. Uno studio IFC-CNR: "Complex Factors and Behaviors in the Gambling Population of Italy" mi ha incuriosito molto. Così ho chiesto alla coordinatrice, Sabrina Montinaro (sollecitato in questo da alcuni giornalisti locali) di poter disporre dei dati sulla Sardegna. Nel giro di qualche ora ho ricevuto i risultati delle loro ricerche. Ecco di seguito una sintesidei dati che mi hanno colpito di più.

IPSAD-2010 (Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs) : dati relativi all’indagine IPSAD® dedicata alla Popolazione Residente Italiana e della Regione Sardegna, con età compresa tra i 15 ed i 64 anni.
Riporto di seguito alcuni dati preliminari riferiti all’anno 2010 (la ricerca è biennale e comprende il 2010 e il 2011). Tra qualche mese saranno disponibili i dati definitivi riferiti all’intero periodo dell’indagine.

1) Prevalenza gioco d’azzardo nella popolazione generale (almeno una volta nella vita), articolata per classe d’età (valore percentuale)

Prevalenza 15-34 anni
Italia: 43,0
Sardegna: 48,0

Prevalenza 35-64 anni
Italia: 46,8
Sardegna: 54,6

Prevalenza 15-64 anni
Italia: 45,2
Sardegna: 51,9


2) Prevalenza soggetti che riferiscono di aver giocato d'azzardo negli ultimi dodici mesi, secondo tipologia di gioco articolata per genere (in valore percentuale)
Lotto Superenalotto Sardegna
Maschi: 77,6. Femmine: 67,5. Totale Sardegna: 73,5.
Lotto Superenalotto Italia: 67,5.

Gratta e vinci e Lotto Istantaneo Sardegna
Maschi: 55,2. Femmine: 72,5. Totale Sardegna: 62,2
Gratta e vinci e Lotto Istantaneo Italia: 54,5

Scommesse sportive Sardegna
Maschi: 17,2. Femmine: 2,5. Totale Sardegna: 11,2
Scommesse sportive Italia: 15,5

Poker texano Sardegna
Maschi: 8,6. Femmine: 7,5. Totale Sardegna: 8,2
Poker texano Italia: 9,6

Altri giochi con le carte Sardegna
Maschi: 1,7. Femmine: 15,0. Totale Sardegna: 7,1
Altri giochi con le carte Italia: 10,2

Video poker Sardegna
Maschi: 3,5. Femmine: 7,5. Totale Sardegna: 5,1
Video poker Italia: 6,5

Totocalcio e Totip Sardegna
Maschi: 3,5. Femmine: 2,5. Totale Sardegna: 3,1
Totocalcio e Totip Italia: 3,5

Scommesse su altri eventi Sardegna
Maschi: 1,7. Femmine: 0,0. Totale Sardegna: 1,0
Scommesse su altri eventi Italia: 1,5

3) Distribuzione della spesa al gioco negli ultimi 30 giorni (valore percentuale)

Fino a 10 € Sardegna
Maschi: 61,7. Femmine: 59,3. Totale Sardegna: 60,8
Fino a 10 euro Italia: 61,4

Da 11 a 50 € Sardegna
Maschi: 31,9. Femmine: 40,7. Totale Sardegna: 35,1
Da 11 a 50 € Italia: 32,4

Oltre 50 € Sardegna
Maschi: 6,4. Femmine: 0,0. Totale Sardegna: 4,1

Oltre 50 € Sardegna: 6,2
Italia
10 o meno 61,7 59,3 60,8 61,4
11-50 euro 31,9 40,7 35,1 32,4
51 euro o più 6,4 0,0 4,1 6,2


ESPAD-Italia® (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs): ricerca dedicata alla popolazione scolarizzata scuole medie superiori) italiana e della Regione Sardegna, con età compresa tra 15 e 19 anni. I dati si riferiscono all’indagine condotta nel 2010 e sono definitivi. Nei prossimi mesi l'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (IFC-CNR, Pisa) sarà in grado di fornire i dati dell’indagine ESPAD-Italia® 2011.
ESPAD-Italia® è una ricerca sui comportamenti d’uso di alcol tabacco e sostanze illegali da parte degli studenti delle scuole medie superiori. Lo studio è realizzato dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche per la prima volta nel 1995 e dal 1999 viene ripetuto con cadenza annuale su un campione rappresentativo delle scuole superiori presenti sul territorio nazionale. L’indagine viene condotta tra gli studenti con il metodo classico e ben accetto di somministrare i questionari contemporaneamente a tutta la classe; i dati sono rilevati, quindi, nelle stesse condizioni di un compito scritto. A garanzia del più completo anonimato, i questionari vengono compilati senza riportare il nome, i risultati presentati in forma aggregata e non viene divulgata alcuna informazione relativa alla classe e alla scuola.

1) Prevalenza gioco d’azzardo nella popolazione scolarizzata: almeno una volta negli ultimi dodici mesi (valore percentuale)
15-19 anni Italia: 47,0
15-19 anni Sardegna: 49,2

2) Distribuzione dei soggetti nella popolazione scolarizzata che riferiscono gioco di azzardo in base ai luoghi in cui hanno giocato negli ultimi dodici mesi (valore percentuale)

Sale scommessa Sardegna
Maschi: 24,2. Femmine: 2,1. Totale Sardegna: 14,4
Sale scommessa Italia: 21,9

Sale bingo Sardegna
Maschi: 4,5. Femmine: 2,8. Totale Sardegna: 3,8.
Sale bingo Italia: 6,0

Casinò Sardegna
Maschi: 2,8. Femmine: 1,4. Totale Sardegna: 2,2
Casinò Italia: 4,5

Circoli ricreativi Sardegna
Maschi: 3,9. Femmine: 2,1. Totale Sardegna: 3,1
Circoli ricreativi Italia: 3,2

Bar/tabacchi/pub Sardegna
Maschi: 62,4. Femmine: 77,3. Totale Sardegna: 69,0
Bar/tabacchi/pub Italia: 60,8

Sale giochi Sardegna
Maschi: 11,8. Femmine: 8,5. Totale Sardegna: 10,3
Sale giochi Italia: 13,1

A casa mia o di amici Sardegna
Maschi: 34,8. Femmine: 27,0. Totale Sardegna: 31,4
A casa mia o di amici Italia: 39,7

Su internet Sardegna
Maschi: 18,5. Femmine: 2,9. Totale Sardegna: 11,6
Su internet Italia: 11,7

Sul telefonino Sardegna
Maschi: 5,1. Femmine: 0,7. Totale Sardegna: 3,1
Sul telefonino Italia: 2,5

Altro Sardegna
Maschi: 7,3. Femmine: 7,1. Totale Sardegna: 7,2
Altro Italia: 8,0


3) Distribuzione dei soggetti nella popolazione scolarizzata che riferiscono gioco di azzardo in base ai soldi spesi per giocare negli ultimi 30 giorni (valore percentuale)

fino a 10 € Sardegna
Maschi: 70,1. Femmine: 85,1. Totale Sardegna: 75,9
fino a 10 € Italia: 71,7

da 11 a 50 € Sardegna
Maschi: 22,6. Femmine: 11,5. Totale Sardegna: 18,3
da 11 a 50 € Italia: 22,0

Oltre 5€ Sardegna
Maschi: 7,3. Femmine: 3,4. Totale Sardegna: 5,8
Oltre 5€ Italia: 6,4


3) Distribuzione dei soggetti nella popolazione scolarizzata che riferiscono gioco di azzardo in base alla problematicità connessa a tale comportamento (valore percentuale)

assenza di rischio
Sardegna: 76,2
Italia: 68,3

rischio minimo
Sardegna: 15,9
Italia: 20,8

rischio moderato/gambling
Sardegna: 7,9
Italia: 10,9

Ringrazio Valeria Siciliano e Sabrina Molinaro per i preziosi dati.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 9 gennaio 2012

08 gennaio 2012

Dial cleaner for automatic Telephones (A. Bissiri, US Patent, Jan. 14, 1930)

Live Picture Production (A. Bissiri, US Patent July 14, 1925)

Miniature airplane adapted to be forcibly ejected into flight from a tube, by air pressure (A. Bissiri, US Patent, August 5, 1930)

Augusto Bissiri, inventore sardo di un secolo fa

Bissiri television Augusto Bissiri nasce a Seui (Nuoro) il 10 settembre 1879. A 26 anni, nel 1905, emigra negli Usa. Basta una semplice ricerca nel web per scoprire che a suo nome esistono una dozzina di brevetti depositati negli Stati Uniti. Qui a sinistra il brevetto di Bissiri del 1925 denominato "Live Picture Production", dedicato alla produzione di immagini in movimento, un antenato della telecamera.
Non stupisce quindi che una targa firmata dal sindaco di New York, dedicata a Bissiri, è esposta nell’archivio dell’emigrazione di Casa Farci a Seui (dove il Liceo Scientifico porta il suo cognome).
Un artcolo pubblicato dal mensile “Il Messaggero Sardo” del giugno 1998, intitolato “Augusto Bissiri inventore della televisione”, Giuseppe Deplano racconta che nel 1905 l’inventore sardo si trasferisce a New York e l’anno seguente riesce a trasmettere una fotografia da una stanza a un’altra. Nello stesso articolo si narra che nel 1917 Augusto Bissiri, con un apparecchio di sua invenzione ("Transmission of pictures") brevettato il 4 gennaio 1928 a Los Angeles, riesce a trasmettere un'immagine fotografica da Londra e New York. Bissiri Live Picture Production pat. 1922 Effettuando ricerche tra i brevetti depositati negli Usa si scoprono altre invenzioni di Bissiri: uno sfogliatore di spartiti (1906) una cerbottana per il lancio di aerei di legno con ali retrattili (1928), una pulitrice automatica per dischi telefonici (1930), un sistema per spegnere le sigarette con una sferetta piena d'acqua (1935), un dispensatore automatico di palline a moneta (1936).
L’Unione Sarda del 22 maggio 1906 scriveva già di questo scienziato di ventura ante litteram: “Ai valorosi che, come il giovane Bissiri, per il bene dell’umanità si sacrificano, vada il nostro plauso e la nostra ammirazione”.
Non ho trovato altre notizie su Augusto Bissiri (e sul fratello Adriano, artista e cineasta, deceduto in Texas nel 1966) oltre alla data della morte dell'inventore di Seui: il 25 febbraio 1968, in California. E una breve annotazione nel sito del museo Casa Farci di Seui: "Fra il materiale esposto è importante ricordare un documento dei fratelli Bissiri che idearono, negli Stati Uniti, un apparecchio che si può definire l'antenato del tubo catodico".
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 8 gennaio 2012

Ringrazio Sandra Ennas per le ricerche sui brevetti.

Approfondimenti:
- E Philo inventò la TV. Nella storia spunta anche un sardo (L'Unione Sarda, Inserto Estate Cultura, Pagina V, 17 settembre 2007) Andrea Mameli
- Sheet Music Turner. Patented October 30, 1906, with the number: 834874. Augusto Bissiri from New York
- Airplane miniature. Augusto Bissiri US Patent. April 25, 1928

Bissiri Games United States Patent 1771991 15 april 1930
A. Bissiri
cigarette extinguisher Bissiri patent 1933.jpg
Bissiri dial cleaner Bissiri patent 1927
Il Messaggero Sardo