16 febbraio 2013

Il mito della Silicon Valley, la sostenibilità e la foresta pluviale.


"I lavoratori della conoscenza del futuro saranno attirati da quelle aree in cui gli enti accademici e di ricerca saranno vicini alle sedi delle aziende, a quelle istituzionali e finanziarie, in cui le persone afferenti a questi ambiti potranno frequentare gli stessi luoghi di ritrovo e di svago, conoscendosi ed interagendo in modo spontaneo, e potranno vivere nelle stesse aree residenziali, raggiungibili senza automobile. Le aree più efficaci nell’attirare investimenti ed aziende competitive saranno quelle in cui queste condizioni si verificano, perché sarà lì che i talenti vorranno trasferirsi."
Lo scrive Marco Baccanti (chimico, inventore, imprenditore e presidente della Commissione Innovazione Confindustria Emilia Romagna) nel suo blog Innovazione e competitività (Il Sole 24 Ore). Il titolo del post è eloquente: "Una lezione dalla Silicon Valley: gli incubatori del futuro saranno nei centri urbani"
Cosa sta succedendo? Secondo Baccanti sta entrando in crisi il modello degli immensi parchi tecnologici e dei grandi incubatori, quel modello che per decenni ha avuto la Silicon Valley come riferimento assoluto. Un modello sbagliato in quanto irripetibile e non esportabile. Perché? Ma perché il modello di vita, scrive Baccanti: "basato sul trasferimento dal parcheggio dell’ufficio a quello della villetta nel ‘suburb’ con sosta nel parcheggio del centro commerciale e del ’food court’ per acquisti e prelievo della cena pronta fornita da qualche multinazionale del fast food e consumata di fronte al tv o al PC non è più considerato sostenibile e comunque non è più quello desiderato dalle nuove generazioni di talenti e lavoratori della conoscenza corteggiati dalle start up tecnologiche, così necessari per la loro sopravvivenza".

Bisogna anche dire che quello della Silicon Valley è un vero e proprio mito e come tale spesso citato in maniera inappropriata. Perché stiamo parlando di un luogo che conta migliaia di imprese, 4 università (due delle quali si chiamano Stanford e Berkeley) e una popolazione di quasi 4 milioni di abitanti. Un luogo che mantiene intatte le sue enormi capacità di attrarre le imprese [primo in classifica, fonte: Startup Ecosystem Index] ma che non rappresenta più (sempre che lo sia mai stato) il modello da esportare.

E allora quale sarebbe il modello? Forse ve lo dirò dopo aver letto il libro di Victor W. Hwang e Greg Horowitt: “Rainforest: the secret to building the next Silicon Valley". Un libro che Gianluca Dettori consiglia di leggere per capire il paradigma della foresta pluviale. E io seguirò il suggerimento di Gianluca.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 16 Febbraio 2013

Scienza: scattare e riscattare. Un concorso del CNR.

"RiScattiamo la Scienza - Immagini per i 90 anni del CNR" è il titolo del concorso fotografico che scade il 3 Marzo 2013.
Le sezioni sono due: "Immagini di scienza" e "Vita da ricercatore".
Le foto, selezionate da una commissione di esperti in comunicazione e arte visiva, saranno utilizzate per promuovere l’immagine del CNR.
C'è molto da raccontare: le curiosità scientifiche, la quotidianità del lavoro dello scienzato, la bellezza della conoscenza.
Si partecipa con un minimo di 3 e un massimo di 5 foto per ciascuna sezione, attraverso il sito: www.riscattiamolascienza.cnr.it  (per informazioni: riscattiamolascienza@cnr.it 0649932959 06499329593233).

Come funziona il Pendolo di Foucault? Guido Pegna ce lo spiega con un semplice esperimento

Con il pendolo ideato da Jean Bernard Léon Foucault nel 1851, allo scopo di verificare l'esistenza del moto di rotazione terrestre, il piano di oscillazione del pendolo ruota in qualsiasi latitudine della Terra, eccetto l'equatore.
Al Polo Nord e al Polo Sud la rotazione avviene per un tempo pari al periodo di rotazione della Terra attorno al suo asse (giorno siderale): il piano di oscillazione è fermo, in accordo con la legge del moto di Newton. Nell'emisfero boreale (Nord) la rotazione avviene in senso orario. Nell'emisfero australe (Sud) in senso antiorario.

Il Professor Guido Pegna illustra il funzionamento del pendolo con un semplice esperimento nel video che riporto sotto, ripreso nel Museo di Fisica di Sardegna (Cittadella universitaria di Monserrato)
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 16 Febbraio 2013

15 febbraio 2013

Meteoriti e meteorismo. Il caso dei cristalli che rompono le finestre

Emettere gas in libertà non è, generalmente, un comportamente socialmente accettato. Allo stesso modo comunicare distrattamente gli eventi che racchiudono contenuti scientifici non sarebbe altrettanto accettabile. Purtroppo la bufala giornalistica è continuamente in agguato.

Una delle dimostrazioni più lampanti la descrive Paolo Attivissimo nel suo blog "Il Disinformatico": Meteora russa, bufale online e perle dei giornalisti.

Spiega Paolo Attivissimo: «(“Fonti ufficiali russe hanno spiegato che si è trattato di cristalli di un meteorite che "si è disintegrato nella parte bassa dell'atmosfera". La caduta dei cristalli ha causato forti esplosioni”), ma in realtà le lesioni sono state prodotte dai vetri infranti a causa dell'onda di pressione»
Penso che qualche traduzione frettolosa possa aver giocato qualche scherzo al testo, trasformato "vetri delle finestre infranti dallo spostamento d'aria" in "i cristalli hanno rotto le finestre" o qualcosa di simile... Fino a prova contraria la pioggia cade verticalmente non si infrange sui vetri con forza. Si dovrebbero vedere finestre piene di buchi invece io vedo solo finestre sfondate, dall'esterno verso l'interno.
Di articoli che parlano di "finestre rotte dai cristalli" ne ho trovati moltissimi. Addirittura uno riferisce di "400 feriti a causa dei cristalli"...


Nell'ottimo video (che riporto sotto) Giovanni Valschecchi (INAF-IASF di Roma) intervistato da Marco Malaspina (ufficio stampa INAF) spiega cosa è successo oggi in Russia:
Andrea Mameli 15 Febbraio 2013 www.linguaggiomacchina.it

Il grande Pendolo di Foucault del Museo di Fisica di Sardegna: un esempio di esperimento permanente.

Guido Pegna illustra il grande Pendolo di Foucault dell'Università di Cagliari presente nell'atrio centrale del Dipartimento di Fisica a Monserrato (Cagliari). Questo pendolo, costruito nel 1998 dallo stesso Pegna, è l'unico in Italia ed uno dei pochi al mondo visibile in retedal sito: www.foucaultpendulum.it e costituisce un esperimento permanente e liberamente accessibile. Osservando il video a distanza di un'ora o più, si può constatare (e misurare) in modo diretto la variazione del piano di oscillazione, conseguenza del fatto che il nostro pianeta ha ruotato attorno al prioprio asse.


Questo Pendolo è il risultato di una lunghissima fase di messa a punto e di perfezionamento, come sempre accade per questi esperimenti delicati. Infatti la forza che provoca la deviazione del piano di oscillazione (dovuta al fatto che la nostra Terra ruota continuamente attorno al proprio asse) è di circa un milione di volte più piccola di tutte le altre forze in gioco, fra le quali la forza di gravità, gli attriti, le perturbazioni per le correnti d'aria e qualsiasi altro fattore.
Il filo è lungo 12 metri. La sfera d'ottone, costruita da Giovanni Denotti, pesa 26 Kg. Il sistema per il video-controllo remoto e il software per lo streaming delle immagini si devono a: Antonio Silvestri e Andrea Bosin.
Altre informazioni: Pendolo di Foucault del Museo di Fisica di Sardegna.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 15 Febbraio 2013


14 febbraio 2013

The happy secter to better work [infographics by bitrebels.com]


 
Source: bitrebels.com via Sakis on Pinterest


La Dinamo di Pacinotti al Museo di Fisica di Sardegna.


Il pezzo forte del Museo di Fisica di Sardegna è la dinamo di Antonio Pacinotti, realizzata a Cagliari nel 1864. Quello esposto al Dipartimento di Fisica (Cittadella Universitaria di Monserrato) è uno dei tre esemplari esistenti al mondo.


Una copia della Dinamo di Pacinotti, ricostruita da Carlo De Rubeis con la consulenza dei docenti Guido Pegna e Franco Erdas, è disponibile per esperimenti e dimostrazioni.

In uno dei video riportati sotto Guido Pegna spiega come questo straordinario frutto dell'ingegno umano può funzionare sia come dinamo che come motore. E in entrambe le vesti ha cambiato la storia dell'umanità. Come dinamo consentendo la trasformazione di energia meccanica e termica in energia elettrica. Come motore offrendo una quantità smisurata di applicazioni per il movimento all'interno di oggetti e strumenti di ogni tipo.

Come ho scritto in un precedente post - Museo di Fisica di Sardegna: Trasformatore di Tesla, Pendolo di Foucault e molto altro - sono riaperte le prenotazioni per le visite guidate.

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 14 Febbraio 2013

13 febbraio 2013

Sport e salute? Nordic walking per tutti: a Cagliari il 16 Febbraio 2013

"Nordic walking. Un’attività fisica per tutte le età" è il titolo dell'incontro scientifico e divulgativo organizzato da una rete di associazioni di medici e di sportivi, per sabato 16 a partire dalle 9 e 30.
In programma anche una lezione dimostrativa di Nordic walking nel Parco di Monte Claro a Cagliari.

Segreteria organizzativa ASD SensOrizzonte: 3489839802 - 3493420005 - info@sensorizzonte.it 

Il Nordic Walking rispetto alla normale camminata aggiunge la forza delle braccia, applicata ai bastoni, a quella delle gambe e in questo modo coinvolge i muscoli dorsali, tricipiti, bicipiti, addominali, torace e spalle. La specialità, nota da decenni nella penisola scandinava, si è raffinata a partire dalla pubblicazione del finlandese Marko Kantaneva nel 1997. 

In una lunga intervista pubblicata nel portale Nordic Walking Time il 15 gennaio 2009, con titolo "La vera storia del Nordic Walking", Kantareva spiega che gli atleti di sci di fondo praticavano una sorta di Nordic Walking come allenamento estivo (all'epoca chiamato “Ski walking”) a partire dal 1930.


"Il 1998 - ha spiegato Marko Kantaneva nell'intervista di Fabio Moretti - divenne l’anno boom per il Nordic pole walking in Finlandia. Il numero degli entusiasti saltò da quasi zero a più di cento mila persone che praticavano il Nordic pole walking almeno una volta a settimana. Il 1998 mi insegnò personalmente molto sul nordic pole walking e io lo insegnai a mia volta".

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 13 Febbraio 2013

10 febbraio 2013

Chiamate solo se realmente interessati

Salmoni con la bussola. Ricerca pubblicata su Current Biology il 7 Febbraio 2013.

Si sapeva che nella fase finale della loro migrazione riproduttiva i salmoni del Pacifico utilizzassero segnali chimici per identificare il loro fiume di destinazione, ma il sistema per raggiungere la costa dal mare aperto è sempre stato un enigma.
Ora una ricerca conferma che questi pesci usano il campo magnetico terrestre per orientarsi.
Analizzando 56 anni di dati sulla pesca del salmone rosso (sockeye salmon) intorno all'Isola di Vancouver, in avvicinamento al fiume Fraser, gli autori della ricerca hanno trovato che i pesci, dopo aver nuotato nell'oceano per anni, riconoscono il campo magnetico presente nel tratto di mare in cui si erano addentrati per la prima volta. Una volta cresciuti i pesci cercano la posizione costiera che presenta lo stesso campo magnetico. Quando cercano di tornare i salmoni si trovano di fronte a un ostacolo insuperabile: l'isola di Vancouver. Così, per ritornare al loro fiume, i pesci devono scegliere se passare da nord (attraverso lo stretto Queen Charlotte) o da sud (attraverso lo stretto Juan De Fuca).
Questo risultato fornisce la prima prova empirica di imprinting geomagnetico e implica che i movimenti dei salmoni si possono prevedere con l'impiego di modelli geomagnetici.

Lo studio è stato pubblicato il 7 Febbraio 2013:
Evidence for Geomagnetic Imprinting as a Homing Mechanism in Pacific Salmon
Nathan F. Putman, Kenneth J. Lohmann, Emily M. Putman, Thomas P. Quinn, A. Peter Klimley, David L.G. Noakes
Current Biology, 2013; DOI: 10.1016/j.cub.2012.12.041
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 10 Febbraio 2013