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Visualizzazione dei post con l'etichetta set

Dentro Buoncammino, sul set di Portobello, con Marco Bellocchio e Fabrizio Gifuni

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Mentre guardavo le prime tre puntate della serie tv  Portobello ho riflettuto su un fatto: il regista Marco Bellocchio  ha diretto il suo primo lungometraggio ( I pugni in tasca ) nel 1965, il mio anno di nascita. Considero la mia esperienza sul set di Portobello (dentro l'ex carcere di Buoncammino, a Cagliari) un autentico privilegio.  PS per me è stato un vero privilegio anche vedere da vicino come lavora Fabrizio Gifuni Portobello, regia Marco Bellocchio, 2026 (terzo episodio) Portobello è una serie tv scritta da Marco Bellocchio, Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore, per Our Films, Kavac Film, arte (rete televisiva), Rai Fiction, The Apartment.

Dentro Chentu Concas Chentu Berritas, cortometraggio di Federica Taglialatela

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Una storia originale, bella, toccante, che fa riflettere. Ci sono entrato dentro grazie alla regista, Federica Tagliatela , oggi studentessa dell'ultimo anno dell'indirizzo Cinema e Animazione della NABA (Nuova Accademia di Belle Arti) di Milano, domani sento che avrà sicuramente l suo posto nel cinema italiano.   Set, Laconi. Photo: Elisa Iodice  Sono convinto che entrare dentro una storia e farla propria costituisca una delle manifestazioni più profonde della nostra mente e nel contempo anche una delle più impegnative. Una fatica che vale la pena sopportare perché quello che si impara, che si percepisce, che si scopre in questo modo, davvero non si impara, non si scopre e non si percepisce in altro modo. Non vedo l'ora di assistere al risultato di questo lavoro, frutto della mente creativa (ma anche della passione e della competenza) di Federica  per la storia, le scene e la scelta delle persone e delle cose, del direttore della fotografia Daniele Tango per l...

Milarepa: il trucco (l'arte nascosta) nelle ex miniere di Montevecchio (Sardegna)

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Il lavoro dietro le quinte nella produzione di un film è qualcosa di enorme. Pensiamo solo al trucco e ai suoi risultati, artisticamente rilevanti ma non sempre visibili nei film. Non è infatti infrequente che le creazioni artistiche dei truccatori e delle truccatrici restino completamente nascoste. E anche le foto servono a poco perché non si riesce a rendere adeguatamente il loro valore. Ma chi lavora in questo settore non si preoccupa di quanto sarà visibile nel grande schermo e compie comunque un lavoro meticoloso e di grande valore. Nei cinema italiani da giovedì 19 giugno il film di Louis Nero Milarepa secondo me sarà una bella sorpresa anche per quanto riguarda trucco Foto: Emanuela Petroni Foto: Emanuela Petroni Foto: Emanuela Petroni Foto:  Emanuela Petroni (per gentile concessione della produzione) Milarepa, di Louis Nero. Un film che lascerà il segno. Una storia forte, in una Sardegna bella e cupa Andrea Mameli, Blog Linguaggio Macchina, 17 aprile 2025

Venerdì 8 settembre a Venezia si premia l’ecologia al cinema: Green Drop Award 12° edizione

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Quale sarà il film che meglio interpreta i valori dell’ecologia, dello sviluppo sostenibile e della cooperazione fra i popoli, in concorso alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia? Lo stabilirà il Green Drop Award, il premio istituito nel 2012 da Green Cross Italia, insieme a Ermanno Olmi e Claudia Cardinale. La cerimonia di premiazione è in programma venerdì 8 settembre (alle 13:00, Sala Tropicana 1, Hotel Excelsior, Lido di Venezia). La Giuria, presieduta da  Bepi Vigna  è composta da:  Simone Gialdini  (presidente di Anec),  Carlo Giupponi  (professore ordinario di Economia ambientale e applicata, Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia),  Emilio Cozzi  (giornalista scientifico), Marta Macchi (Marketing & Communications Manager di Erion WEEE),  Bepi Vigna  (sceneggiatore e scrittore, creatore del fumetto “Nathan Never”). Il trofeo assegnato al film vincitore è una gocci...

Tito e gli alieni (2017): una favola insolita, tra terra e cielo

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Ho visto un film e mi è diventato subito simpatico. S'intitola  Tito e gli alieni  (2017); la regia è di Paola Randi ; la sceneggiatura è stata scritta da Paola Randi , con la collaborazione di Massimo Gaudioso , Laura Lamanda . Perché mi risulta simpatico? Forse perché gli alieni del titolo sono un pretesto leggero per raccontare uno dei fatti più pesanti che ci possano capitare: la perdita di una persona cara.  Tito e gli alieni  lo fa con insolita delicatezza: nel film non c'è la ricerca della lacrima facile. La storia è potente e il film è girato molto bene; la recitazione, la fotografia e le musiche sono di alto livello. In più per me c'è un secondo elemento di simpatia: al centro della storia c'è la ricerca di segnali dallo spazio, con  Valerio Mastrandrea  nel ruolo di astrofisico. Inoltre una delle prime proiezioni è stata organizzata nella sede dell'ASI, l'Agenzia Spaziale Italiana. Ho trovato un aneddoto carino, legato alla proiezione nella s...

Dentro una serie tv olandese: Nieuwe buren (quarta stagione)

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Nieuwe buren è una serie tv olandese prodotta da Videoland. Nel 2018 ho avuto il piacere di lavorare con il regista, Mark de Cloe , e con l'attrice Anneke Blok , su un set meraviglioso: Castelsardo. Si tratta dell' episodio 8 della quarta serie . In Olanda la serie è andata in onda qualche mese fa (poi raggiungerà Amazon Prime video) e ha portato splendide le immagini della Sardegna (costa, mare, interno e scorci di Castelsardo). Immagini che non devono essere passate inosservate in Olanda, come nel caso del blog olandese  Beaufood  dedicato a viaggi e gastronomia: nel post  Sardinië blog #1 Eten, slapen en mooie stranden in en rondom Castelsardo  si legge "Wij begonnen onze negendaagse Sardinië reis in Castelsardo. Misschien ken je dit stadje wel uit seizoen drie van Nieuwe Buren?" ovvero "Abbiamo iniziato il nostro viaggio di nove giorni in Sardegna a Castelsardo. Forse conoscete questa città dalla terza stagione di Nieuwe Buren?" [in realtà la stagion...

Catch-22 (Comma 22) dal libro di Heller al set di Clooney

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Ho letto un libro straordinario. Non solo per la sua potente denuncia dei meccanismi che si nascondono dietro la guerra e le regole inventate per giustificarla. Non solo per la dissacrante satira del militarismo e delle gerarchie. Non solo perché Catch-22 è un termine entrato nei dizionari a designare un ordine assurdo in base all'assioma «Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo». Ma anche, e forse soprattutto, perché Joseph Heller non ha immaginato le situazioni che racconta, dato che ha partecipato a una sessantina di missioni a bordo di un B25. Questo rende la sua opera ancora più significativa. Per me l'esperienza (che dal punto di vista cinematografico è del tutto invisibile ma per me è comunque indimenticabile) in qualche modo chiude un cerchio, iniziato con L'Accabadora (anche in quel caso con una presenza impercettibile nel film, ma un'esperienza enorme sul set p...

La sostenibilità dei set alla Berlinale 2018. Sustainability in Series: Change is challenging

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Quattrocento film a Berlino in questi giorni. Tra questi anche Figlia mia , che racconta una Sardegna contemporanea, lontana dagli stereotipi, Il film di di Laura Bispuri è in concorso insieme alle opere di Lav Diaz, Benoît Jacquot, Gus Van Sant, Alexey German Jr, Malgorzata Szumowska, Philip Gröning, Thomas Stuber, Isabel Coixet, Lars Kraume e Wes Anderson. Ma la Berlinale non è fatta solo di film da vedere. C'è spazio per parlare di come farli, specialmente in maniera sostenibile. Il 13 febbraio per il tema Sustainability in Series: Change is challenging sono intervenuti nell'ordine: Dan Jackson (Production Manager della più lunga serie TV, Coronation Street , il quale  ha spiegato che le tropue della fiction frequentano corsi di Carbon Literacy, ovvero alfabetizzazione ai consumi, e questo ha determinato significativi cambiamenti nei comportamenti; Joanna Gallardo , consulente del consorzio francese Ecoprod , ha sottolineato che non è sufficiente sensibilizzare solo il...

Con Gianni Morandi, sull'Isola di Pietro

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L'isola di Pietro, terza puntata (Canale 5, ottobre 2017) Oggi va in onda l'ultima puntata della serie tv nella quale ho avuto l'onore di lavorare: L'isola di Pietro . Gianni Morandi alla festa del primo ciak (sett. 2016) Ricordo nitidamente l'annuncio del casting ("Si cercano attori e comparse in Sardegna per una nuova serie televisiva prodotta da Lux Vide Spa "), il provino del luglio 2016 (nella sede di Mommotty a Cagliari) e la telefonata di Laura Biagini (il 4 agosto): "Siediti che ti devo dare una notizia importante. Sei stato scelto!"... Poco più di un mese dopo ero a Roma, convocato dalla Lux Vide per provare i vestiti di scena. Poi, tra settembre e ottobre 2016, una serie di chiamate per le riprese, soprattutto sull' Isola di San Pietro (un luogo incantato, di cui mi sono innamorato a 13 anni e non ho mai smesso di amare). Così ho avuto il privilegio di lavorare accanto a una grandissima attrice, Maria Rosaria Russo . ...

Cosa ho imparato leggendo il Manuale di sopravvivenza dell’attore non protagonista di Ninni Bruschetta

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Ci saremmo potuti incontrare sul set della fiction L'isola di Pietro , dove lui interpretava il padre di Caterina e io il patrigno di Diana, ma non accadde mai, nonostante le due ragazze avessero non pochi punti di contatto nella storia. Lui è Ninni Bruschetta , uno che tra cinema e serie tv ha lavorato in quasi 100 set. Io, che di set non ne conto neanche 10 , da uno come lui ho solo da imparare. Così, quando su Twitter ho visto la copertina del suo Manuale di sopravvivenza dell’attore non protagonista ho deciso di leggerlo. Certo, l'aver scritto un "Manuale di sopravvivenza energetica" mi porta a interessarmi a tutti i manuali di sopravvivenza che incontro. Ma non è solo questo: essere (o meglio diventare) un "attore non protagonista" mi sembra un obiettivo importante e come tale richiede non solo preparazione ma anche consapevolezza. E la consapevolezza cresce quando c'è qualcuno che ti racconta la sua esperienza e la sua visione in tema. In effe...

Fuggire verso il rifugio quando si sente l'allarme. L'Accabadora di Enrico Pau ha ricostruito molto bene quei momenti drammatici.

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Fuggire verso il rifugio quando si sente l'allarme: l'unica reazione possibile in quei frangenti. I racconti di mia madre mi hanno aiutato moltissimo a capire quella scena (nella quale ho avuto l'onore di comparire, seppure per un decimo di secondo). Direi quasi a viverla, ma sarebbe offensivo nei confronti di chi il dramma della guerra l'ha vissuto (e lo vive) realmente. L'accabadora di Enrico Pau ha ricostruito molto bene quei momenti, l'ho già scritto subito dopo aver visto il film: L'Accabadora di Enrico Pau, un film contro la guerra: "dimenticare sarebbe peggio" e desiderlo ripeterlo. Anche perché non è facile trovare documenti filmati girati a Cagliari di quelle circostanze. Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 24 aprile 2017 Foto: Nicola Casamassima​ (Cagliari, piazza Carlo Alberto, ottobre 2014). L'Accabadora di Enrico Pau, movieset. Foto: Nicola Casamassima (Cagliari, ottobre 2014) To seek refuge in the shelter when you ...

L'Accabadora di Enrico Pau, un film contro la guerra: "dimenticare sarebbe peggio"

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Ieri ho visto L'Accabadora di Enrico Pau al cinema Odissea di Cagliari. Rientrato a casa ho aperto una bottiglia di moscato Simieri del 1998. Ho riempito un bicchiere e ho cercato di raccogliere le idee sul film. Ma ho iniziato con il ricordo delle mie sensazioni sul set (un'esperienza microscopica ma che mi ha fatto riflettere molto). [Foto: Nicola Casamassima. Set L'Accabadora, Cagliari, 2014] Così è affiorato nitido (complice il Simieri) un ricordo di quel settembre 2014 : percorrevo piazza Carlo Alberto ricoperta di macerie e riportata alla devastazione di quei giorni e pensavo alle storie di quelle persone, alle loro fragilità, alle loro paure e alla loro forza. E nella mia mente rimbalzava anche l'eco delle parole di mia madre su quelle tragiche vicende, parole di chi le ha vissute sulla sua pelle... forse è questo il motivo della mia espressione nella foto che riporto qui accanto (per gentile concessione di Nicola Casamassima). E forse è per questo che tr...

Di nuovo sul set...

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Di nuovo sul set... è successo alcune notti fa, grazie a un interessante progetto di Two Worlds Pictures . Un'esperienza faticosa (un corto si vede in pochi minuti ma nasce da un lavoro di ore e ore) ma ricca di soddisfazioni (fare certe cose nella propria città non ha prezzo!). Ringrazio il regista Francesco Pupillo per avermi coinvolto. [Foto: Sara Mandis]

L'Accabadora al cinema. Emozioni in arrivo...

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Raramente l'attesa per l'uscita di un film mi ha lasciato tanto in apprensione come per L'Accabadora di Enrico Pau. Se si eccettua ovviamente Bellas Mariposas di Salvatore Mereu (perché c'era la mia prima esperienza sul set ). Nel caso del fim di Enrico Pau l'impatto emotivo è duplice: da un lato la mia presenza sul set (in due scene molto intense) e dall'altro la rispondenza dei racconti di babbo e mamma a quanto ho visto nell'accurata ricostruzione che ho potuto ammirare (e calpestare) sul set. Cagliari bombardata e tutte le drammatiche conseguenze di questa situazione continuano a suscitare in me reazioni forti. E, a giudicare dalle risposte che lo stesso Enrico Pau mi ha dato nell' intervista pubblicata su questo blog il 22 novembre 2014 , non solo a me: «Io questo film cerco di dare una forma all'oralità. Ho provato a restituire immagini di Cagliari bombardata come me l'ha raccontata mia madre. La nostra non è una produzione ricca ...

In attesa di Nuova Era e L'Accabadora riaffiora una foto scelta da La Nuova Sardegna nel 2012

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Mentre aspetto di vedere Nuova Era (Manuele Trullu, 2015) e L'Accabadora (Enrico Pau, 2016) e di capire quanti secondi comparirò in questi film, riaffiorano ancora una volta i ricordi del set di Bellas Mariposas , complice la curiosità di amici che non hanno ancora visto il film di Salvatore Mereu. Qui a destra un fotogramma dal film, nella scena in cui chiedo spiegazioni alle due protagoniste, con un dialogo liberamente ispirato al testo di Sergio Atzeni. E così riscopro (mi ero proprio dimenticato) che Ignazio Sanna e Antonio Pintus si erano soffermati sulla mia breve apparizione. In fondo entrare dentro un film ha proprio questo risultato: parenti e amici ti vedono e te lo fanno sapere. Ci sono anche altri effetti collaterali, come le scelte delle foto da parte dei quotidiani. E qui c'è quello che per me è uno dei più grandi misteri (del rapporto tra cinema e quotidiani, o meglio dei quotidiani, punto). La storia è questa: il quotidiano  La Nuova Sardegna  il 2...

Action Experiences

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Showreel Andrea Mameli Feb. 2020 from Andrea Mameli on Vimeo .       ACTING tv series "Nieuwe Buren" stagione 4, episodio 8; director: Mark De Cioe; production: VideoLand (2018). tv series "L'isola di Pietro"; director: Umberto Carteni; production: Lux Vide; (Carloforte, Roma, Fregene, 2016)   short film "Paranoia"; director: Francesco Pupillo; production: Two Worlds Picture, Cagliari, 2017)   film "Bellas Mariposas"; director: Salvatore Mereu; production: Viacolvento (Cagliari, 2012)   Nieuwe Buren 4 Paranoia [Foto: Sara Mandis] L'isola di Pietro Formello (Roma) studi Lux Vide [settembre 2016] Dormono sulla collina, 2017 (Foto: Francesca Mu) TeatrExma, Cagliari "Della serie, cose mai viste in tv" (compagnia Teatro Impossibile) (Teatro di Sinnai, 13 luglio 2012) [Foto: Dietrich Steinmetz] Bellas Mariposas (regia: Salvatore Mereu) figurazione speciale in 2 sc...

Vero, falso, Milgram e Zimbardo. Sempre a cavalcioni tra sperimentazione e percezione, tra finzione e falsità

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Bellas Mariposas (Salvatore Mereu, 2012) Ieri sera, risposta a una domanda dal pubblico (che richiama il celebre interrogativo posto da Hannah Arendt nel suo saggio La banalità del male - Eichmann a Gerusalemme : " È possibile che Eichmann e i suoi milioni di complici stessero semplicemente eseguendo degli ordini? "), Marco Ivaldi ha citato l'esperimento condotto da Stanley Milgram (si veda: Obedience to Authority. An Experimental View, 1974) all' università di Yale.  L’esperimento consisteva nell'assegnare a due persone i ruoli di “insegnante” e “studente”: lo studente doveva prima memorizzare coppie di parole, poi gli venivano applicate scariche elettriche di varia intensità, regolate dall'insegnante (il qule poteva sentire ma non vedere lo studente e doveva interrogare lo studente su quelle coppie di parole). Se lo studente non ricordava le parole gli veniva inflitta una scarica elettrica. La scarica successiva veniva aumentata di 15-volt. Ai...

Ricordi di un inseguimento. Dal set allo schermo: Bellas Mariposas.

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Tre notti di prove alla ricerca dell'inseguimento perfetto. Stuntman professionisti alla guida. Io e altre tre persone, selezionate per il film, a comporre le pattuglie. Un'esperienza indimenticabile sul set di  Bellas Mariposas , che ho raccontato su questo blog il 2 Ottobre 2011 ( Stuntman, tra azione e finzione ) e il 26 Ottobre 2012 ( Lo schianto sul muro e l'effetto cinema ). Le scene, girate rigorosamente dal vivo, consistevano nella corsa nel Viale San Bartolomeo chiuso al traffico, accanto al furgoncino della Coga, di una vecchia Mercedes inseguita da due volanti e un'auto civetta. Poi la conclusione, con la breve sparatoria e lo schiano della Mercedes con conseguente morte dei due occupanti. Attraversare velocemente una picola piazza, come quella in cui si è svolta la scena finale dell'inseguimento, peraltro piena di gente (attori, comparse, membri della troupe), non è per niente semplice: è per questo che organizzare le due scene sono state necessarie ...

Lo schianto sul muro e l'effetto cinema. Bellas Mariposas mi è piaciuto molto, ma devo rivederlo.

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Ho visto Bellas Mariposas. Mi è piaciuto. Anzi mi è piaciuto molto. Ma non mi basta. Sento il bisogno di rivederlo. Vorrei rivedere e riascoltare molte scene nelle quali mi sono soffermato, per le ragioni che esporrò in seguito, su particolari dell'inquadratura, su voci, suoni e rumori, perdendo di vista la pellicola nel suo insieme. C'è stato qualcosa che ha distolto la mia attenzione alla struttura narrativa, poiché è di questo che si tratta: dopo la proiezione ho sentito diverse persone (bambini e adulti) che commentavano l'evoluzione della storia, "che fine ha fatto il tizio", "che vicenda ha vissuto la tizia"... io invece mi sono accorto di aver perso di vista l'insieme. Perché? Ma perché sono stato distratto da particolari visibili e da altri aspetti invisibili, proprio quelli che prima dell'inizio della proiezione mi ero imposto di non considerare. I particolari visibili lungo tutto il film erano essenizalmente le parti della città di vol...