19 maggio 2012

Link alla mia intervista a Paul Debevec (Eurographics 2012) nel portale Science-News!

La mia intervista a Paul Debevec è stata inserita nelle proposte quotidiane del portale di divulgazione scientifica Science News curato da Sakis Koukouvis.
Ovviamente la mia soddisfazione è enorme, trattandosi del sito che consulto ogni giorno alla ricerca di novità scientifiche e modi originali di comunicare la scienza, come recita il sottotitolo del portale: “All the latest and important science news".
Per fortuna il mio inglese arrugginito non inficia l'importanza delle risposte del mio interlocutore (a Cagliari per la conferenza internazionale Eurographics 2012, il 17 maggio 2012): Paul Debevec, uno che è entrato nella storia del cinema per alcune applicazioni frutto delle sue ricerche.
Debevec insegna alla University of Southern California e nella stessa università dirige l'istituto di grafica per le Tecnologie Creative. Nella sua tesi di PhD di Ph.D. (Berkeley, 1996) Paul Debevec ha presentato Façade, un sistema di modellazione e rendering per la creazione di modelli architettonici fotorealistici a partire da fotografie, guidando la nascita della cinematografia virtuale all'interno del campus di Berkeley. In particolare con il suo film del 1997 "The Campanile Movie" le cui tecnologie sono state poi utilizzate per creare gli sfondi virtuali in "The Matrix". Debevec è stato un pioniere nello studio delle tecniche di illuminazione nei suoi film: Rendering with Natural Light (1998), Fiat Lux (1999) e The Parthenon (2004). Nei suoi laboratori Debevec ha guidato lo sviluppo di una serie di dispositivi per la cattura e la simulazione dei riflessi di luce su oggetti e persone riflettono la luce (Light Stage) una tecnica utilizzata nella creazione degli attori digitali in: Spider Man 2, Superman Returns, Il curioso caso di Benjamin Button e Avatar.  Nel 2010 ha ricevuto il premio Scientific and Engineering Academy per il suo lavoro sui sistemi Stage Light. 

Ringrazio Emanuela Falqui per le riprese e Massimo Mancini per il montaggio.

Andrea Mameli, 19 maggio 2012 www.linguaggiomaccnina.it

Sono stato scannerizzato! Mi è successo a Cagliari in occasione di Eurographics 2012.

A Eurographics 2012 ho visto alcune cose estremamente interessanti. Ma in un caso sono stato visto io. Anzi, sono stato proprio scannerizzato.
Mi è successo nello stand della Artec 3D scanners (uno degli sponsor principali dell'evento).
A Cagliari è stato presentato in anteprima mondiale a un simposio scientifico (la precedente uscita risale a due mesi fa a Stoccarda per il salone MEDTEC EUROPE 2012) il modello Eva 3D Scanner. Le sembianze (e l'impugnatura) sono quelle di un ferro da stiro, ma in realtà è un gioiello tecnologico circa dodici volte più veloce dei laser scanner attualmente in commercio essendo in grado di catturare e processare 288,000 punti al secondo.
Lo scanner Eva scanner acquisisce informazioni a colori a 24 bit per pixel (bpp) con una risoluzione di 1.3 megapixels.
Le applicazioni? Una quantità smisurata: computer graphics, entertainment, medicina, scienze forensi, reverse engineering, architettura, conservazione e tutela di beni architettonici e ambientali.
Andrea Mameli 19 Maggio 2012 www.linguaggiomacchina.it

Scanner Artec MH (Robot Ale): una descrizione molto accurata di questo tipo di apparecchi, la cui evoluzione viene messa a confronto a quella delle macchine fotografiche:

"In particolare nell'acquisizione di reperti archeologici e opere d'arte sul posto, modelli organici di esseri viventi, acquisizione di soggetti in contesti ambientali critici, la portabilità e velocità di scansione sono requisiti essenziali. Per fare un paragone con altre tecnologie più note e diffuse, rispetto all'evoluzione che la portabilità può comportare, basti pensare alla macchina fotografica. All'inizio della storia della fotografia, i pesanti banchi ottici a soffietto, impiegati prevalentemente in studio, erano strumenti ad esclusivo appannaggio di esperti, e venivano utilizzati solo in occasione di speciali eventi. Davanti al fotografo, che spesso approntava sofisticati scenari, ci si vestiva in modo speciale, ci si metteva in posa".




18 maggio 2012

Eurographics 2012: un successo per il congresso internazionale di computer graphics che si è tenuto a Cagliari dal 13 al 18 maggio 2012.

Eurographics 2012, la 33-sima Conferenza Annuale dell'European Association of Computer Graphics, ha chiuso i battenti oggi a Cagliari dopo quattro, intensissimi, giorni. Sono orgoglioso di aver fatto la mia parte, pur minima, nell'organizzazione, con la responsabilità dell'ufficio stampa dell'evento.
E sono felicissimo per aver visto da vicino 400 persone, provenienti da tutti i continenti, confrontarsi sui temi scientifici di propria pertinenza con rigore e passione. Tra le 130 presentazioni di lavori scientifici vorrei evidenziare le tre a mio avviso più significative, almeno per i non addetti ai lavori, i cosiddetti Keynotes, ovvero presentazioni tenute da relatori di altissimo livello invitati appositamente. Il 15 maggio “From Spider-Man to Avatar, Emily and Benjamin: Achieving Photoreal Digital Actors” di Paul Debevec (Associate Director, Graphics Research, University of Southern California Institute for Creative Technologies) noto per i suoi contributi al cinema nella percezione e nella rappresentazione dei volti. Il 16 maggio Leila De Floriani (professore di Informatica all'Università di Genova) con la relazione dal titolo: “Efficient and Effective Representations for Shape Modeling”. Oggi con il seminario di Holly Rushmeier (Professor and Chair of Computer Science, Yale University): “Material Appearance Modeling”. Ho avuto il piacere di intervistare questi tre brillanti ricercatori e ho apprezzato anche la loro grande disponibilità.
Segnalo anche la sala virtuale, che è stata aperta dal 15 al 17 maggio, grazie alla collaborazione fra CRS4, HP, NVIDIA e Projectiondesign. La possibilità di esplorare in tempo reale modelli 3D di enormi dimensioni con l'uso combinato di due proiettori ad altissima risoluzione è uno spettacolo straordinario. Ma è soprattutto una vantaggio enorme, offerto dalla ricerca e dalla tecnologia, per chi si occupa di restauro e conservazione di beni culturali e ambientali, e non solo. 
Aggiungo solo un commento del presidente dell'Associazione Europea di Computer Graphics, Thomas Ertl:"Questa è stata una splendida edizione di Eurographics grazie all'enormesforzo profuso dal CRS4 con il supporto dell'Università di Cagliari. Negliultimi vent'anni ho fatto parte di numerosi comitati scientifici di congressi e devodire che l'organizzazione di Eurographics 2012 a Cagliari è stata di qualità elevatissima. Sono estremamente grato ai responsabili locali peril lavoro svolto. Abbiamo alzato il livello della manifestazione e dal prossimo anno, aGirona dal 6 al 10 maggio 2013, ci si dovrà confrontare con l'edizione diCagliari."
Andrea Mameli 18 maggio 2012 www.linguaggiomacchina.it


17 maggio 2012

Cafarnaum Project: 3D rendering. Anteprima mondiale a Cagliari per Eurographics 2012.

Cafarnao è un'antica città della Galilea che sorgeva sulle sponde nord-occidentali del lago di Tiberiade, in Israele. I resti, riportati alla luce solo nel XX secolo, sono rappresentati da una sinagoga con colonne di marmo, risalente al II secolo, e un'abitazione identificata come la "Casa di san Pietro". Sopra quest'ultima è stata costruita una chiesa di forma ottagonale, sopraelevata dal livello del suolo.
Una visuale completa del sito archeologico di Cafarnao composta da 289 scansioni, è ora navigabile via web: un risultato - presentato in anteprima mondiale a Cagliari in occasione del congresso internazionale Eurographics 2012 - reso possibile dalla collaborazione tra Gexcel, spin off dell'Università di Brescia (da quest'anno localizzata anche nel Parco scientifico e tecnologico della Sardegna), Faro Laser Scanner, La Custodia di Terra Santa, l'Università di Brescia e CRS4 di Pula (Cagliari).
Il livello di accuratezza e precisione è elevatissimo: le scansioni sono state editate con il software JRC 3D Reconstructor e sono state pubblicate in gexcel R3, in unaversione potenziata. Ora è possibile visualizzare le scansioni tutte insieme in un unico modello.
L'allineamento di tutte le 289 scansioni è stato completato in JRC 3DReconstructor, quindi tutte e tre le parti del rilievo (la casa di San Pietro, il paese di Cafarnao, la Sinagoga) sono complete.
Inoltre Gexcel ha sviluppato, sempre in collaborazione con il CRS4, un sistema per gestire on-line enormi quantità di dati tridimensionali rappresentanti la realtà, con associate le relative fotografie ad alta risoluzione.
I software gexcel R3 e JRC 3D Reconstructor si sono rivelati non solo di grande impatto visivo, ma anche preziosi dal punto di vista qualitativo.
Infine, un innovativo prototipo di tavolo touch-screen (sviluppato dall'Università di Cagliari e da Gexcel), ha reso possibile una navigazione 3D personalizzata. Ciò ha permesso ai visitatori di entrare e "camminare" in ambienti 3D reali apprezzando i dettagli dicolore del più piccolo mattone anche on-line.
Il 17 maggio nello stand della società Gexcel a Eurographics 2012 è stata resa fuibile anche una ricostruzione della chiesa cagliaritana di Bonaria, acquisita con uno scanner ed elaborata in una mattinata di lavoro.
La ricostruzione, manipolabile al tavolo touch screen ideato da Gexcel, è stata mostrata al Presidente dell'Associazione Europea di Computer Graphics, Thomas Ertl, e al Sindaco di Cagliari Massimo Zedda).

Andrea Mameli 18 maggio 2012 www.linguaggiomacchina


16 maggio 2012

Intervista a Jacopo Pantaleoni. A Cagliari per Eurographics 2012.

Jacopo Pantaleoni, conosciuto come l'ideatore del motore di rendering usato nel film Avatar, è Cagliari per Eurographics 2012 dove ha tenuto un seminario sul tema "Remapping Graphics on the Graphics Processors".
La sua passione per la grafica tridimensionale lo ha portato a lavorare per Nvidia, ovvero gli inventori dell'unità di elaborazione grafica Gpu, considerata oggi l'azienda leader per le tecnologie di Visual Computing.
Jacopo Pantaleoni ha risposto molto gentilmente alle mie domande per Linguaggio Macchina.
Cos'è un motore di rendering e quali innovazioni sono state introdotte con il tuo apporto? 
«Un motore di rendering è il software che calcola la simulazione della fotografia virtuale che viene a formare i fotogrammi finali di una simulazione architettonica o di un film. Questo è un campo in continua evoluzione, ci sono molti ricercatori che si occupano di Computer Graphics. Io ho contribuito, per Avatar in particolare, a affrontare la complessità delle geometrie dei mondi virtuali che poi vengono creati dalle produzioni».
Nella licenza del tuo sowtware “Lightflow Rendering Tools” leggo “Copyright (c) 1995-2000 by Jacopo Pantaleoni”, quanto tempo è passato prima che questo programma diventasse celebre? 
«E' stata la mia porta di accesso al mondo della computer graphics a iniziare dal 1999. Dal giorno in cui ho pubblicato questo software la mia vita è cambiata radicalmente. Mi hanno contattato studi di produzione che si sono interessati subito. C'è stata una quesitone di tempismo, era uno dei pochissimi software di dispnibili all'epoca. Ho lavorato soprattutto nell'ambito della produzione e studi di visual effects, a livello industriale. Solo ultimamente sono entrato nel mondo della ricerca, tramite Nvidia.». 
Tu sostieni che per mantenere valida la Legge di Moore serve una decisa evoluzione della tecnologia di computing lungo l'asse del parallelismo. Cosa significa in parole povere? 
«Mentre il pensiero umano tende a lavorare in modo sequenziale, in un flusso lineare del tempo, è sempre più necessario pensare a sviluppare soluzioni che lavorino contemporaneamente in più unità di calcolo, invece di fare un calcolo alla volta. La crescita di prestazioni se non si organizza il calcolo in questo modo arriverà presto al capolinea». 
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 16 Maggio 2012

15 maggio 2012

New Results for Disney Research at Eurographics 2012, Cagliari (Sardinia Island)

 The Disney Research, Zurich (DRZ) graphics and materials research teams, along with collaborators from Swiss Federal Institute of Technology (ETH Zurich), Massachusetts Institute of Technology (MIT), Technische Universität Berlin (TU Berlin), Max-Planck-Institut Informatik (MPI Informatik Saarbrucken, Germany), and Disney Research, Boston (DRB) have five papers accepted for presentation at the 2012 Eurographics Conference to be held May 13-18 in Cagliari, Sardinia (Italy).

“Disney Research is pleased to return to Eurographics and to have strong representation with this year’s selected works. The research displayed at this year’s conference reinforces The Walt Disney Company’s strong commitment to technology and innovation in entertainment” states Markus Gross, Director, Disney Research, Zurich.

The presentations to be shared at the conference include a physical object whose surface can display up to four distinct images depending on the direction of the illumination, and a method for designing physical objects that cast shadows of different shapes and colors when illuminated from different angles. Additional presented research focuses on image rendering and video processing, on physical simulation of cloth using measurements from real life examples, and on an automatic process for creating custom shaped rubber balloons.

Project abstracts can be found below

SHADOWPIX (Multiple Images from Self Shadowing) are white surfaces that display several prescribed images formed by the self-shadowing of the surface when lit from directions. The effect is surprising and not certain commonly seen in the real world. We present algorithms for constructing SHADOWPIX that allow up to four images to be embedded in a single surface. SHADOWPIX can produce a variety of unusual effects depending on the embedded images: moving the light can animate or relight the object in the image, or three colored lights may be used to produce a single colored image. SHADOWPIX are easy to manufacture using a 3D printer.
Authors: Amit Bermano (DRZ, ETH Zurich), Ilya Baran (DRZ), Marc Alexa (TU Berlin, Disney Research Boston), Wojciech Matusik (DRZ, MIT CSAIL, DRB)

Manufacturing Layered Attenuators for Multiple Prescribed Shadow Images. We present a practical and physical objects that cast different color shadow images when lit from inexpensive method for creating different directions. Given target images and light directions, this approach computes attenuation masks, which are then printed on transparent materials and stacked to form a single layered attenuator whose shadows look like the input images. Alternatively, this method can compute layers so that their permutations produce different prescribed shadow images under fixed lighting.
Each layered attenuator is quick and inexpensive to produce, can generate multiple full-color shadows, and can be designed to respond to different types of natural or synthetic lighting setups. The effectiveness of the layered attenuators is illustrated in simulation and in reality with the sun as a light source.
Authors: Ilya Baran (DRZ), Philipp Keller (ETH Zurich), Derek Bradley, Stelian Coros, Wojciech Jarosz and Derek Nowrouzezahrai ( DRZ), Markus Gross (DRZ and ETH Zurich).

NoRM: No-Reference Image Quality Metric for Realistic Image Synthesis. Images and video frames of complex 3D scenes using photo-realistic rendering software often contain perceptually significant artifacts. Expert parameter tuning is required to avoid these artifacts. Detecting and preventing artifacts can be automated through quality evaluation of images, thus avoiding a tedious manual process. Most practical quality assessment methods rely on a ground-truth reference, which is often not available in rendering applications. We show that the performance of a dedicated algorithm without a reference metric can match the state-of-the-art algorithms that do require a reference. This method successfully detects various non-trivial types of artifacts, such as VPL clamping, glossy VPL noise and shadow map aliasing. In a subjective study we show that, on average, the correlation between our metric's predictions and the ground truth data is slightly higher than the full-reference metrics HDR-VDP-2 and SSIM.
Authors: Robert Herzog and Martin Cadík ( MPI Informatik Saarbrucken, Germany), Tunç O. Aydın (MPI Informatik Saarbrucken, Germany, DRZ ), Kwang In Kim, Karol Myszkowski and Hans-Peter Seidel (DRZ)

Data-Driven Estimation of Cloth Simulation Models. Modern cloth simulators produce beautiful results, but an accurate match to the
behavior of a real piece of cloth is often difficult to achieve. This paper provides
measurement and fitting methods that allow nonlinear models to be fit to the observed deformation of a real cloth sample. Unlike standard textile testing, our system measures complex 3D deformations of a sheet of cloth, not just one-dimensional force-displacement curves, so it provides a good match for a wider range of deformation conditions. The fitted models are evaluated by comparison to measured deformations with motions very different from those used for fitting.
Authors: Eder Miguel (URJC Madrid, DRZ), Derek Bradley, Bernhard Thomaszewski and Bernd Bickel (DRZ), Wojciech Matusik (DRZ, MIT), Miguel A. Otaduy (DRZ), Steve Marschner (Cornell University)

Computational Design of Rubber Balloons.  These balloon animals are not your standard carnival fare! We present an automatic process for fabrication-oriented design of custom-shaped rubber balloons. Given a detailed target shape, we compute an optimal balloon when inflated, approximates the target shape as shape that, closely as possible.
To achieve this goal, we propose a novel physics-driven shape optimization method which combines physical simulation of inflatable elastic membranes with a dedicated constrained optimization algorithm. By fabricating balloons designed with our method, and comparing their inflated shapes to the results predicted by simulation, we are able to validate our approach. An extensive set of manufactured sample balloons demonstrates the shape diversity that can be achieved by our method.
Authors: Mélina Skouras (ETH Zurich), Bernhard Thomaszewski and Bernd Bickel (DRZ), Markus Gross (ETH Zurich, DRZ)


Disney Research is a network of research laboratories supporting The Walt Disney Company. Its purpose is to pursue scientific, and technological innovation to advance the Company's broad media and entertainment efforts. Disney Research is managed by an internal Disney Research Council co-chaired by Disney-Pixar's Ed Catmull and Walt Disney Imagineering's Bruce Vaughn, and including the directors of the individual labs. It has facilities in Los Angeles, San Francisco, Pittsburgh, Boston, and Zurich. Research topics include Computer Graphics, Video Processing, Computer Vision, Robotics, Radio and Antennas, Wireless Communications, Human-Computer Interaction, Displays, Data Mining, Machine Learning and Behavioral Sciences.

Eurographics 2012, the 33rd Annual Conference of the European Association for Computer Graphics, will take place from May 13 through May 18 in Cagliari, Sardinia, Italy. It will be organized by CRS4 Virtual Computing and University of Cagliari.

Full conference participation downloadable information on Eurographics 2012.

14 maggio 2012

Quanti luoghi comuni sulla pastorizia! Intervista a Marzia Verona

Lontano dai luoghi comuni, fuori dalle gabbie del romanticismo, testimone delle esperienze moderne. È la visione della pastorizia che Marzia Verona, laureata in Scienze Forestali e Ambientali a Torino nel 2001 descrive nei suoi libri: “Vita d'Alpeggio” “Dove vai pastore?”.“Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora”, nel blog - pascolovagante.wordpress.com. Entro l'estate uscirà “Di questo lavoro mi piace tutto”: una raccolta di interviste a giovani pastori under 30.
Com'è nata questa passione?
«Fin da bambina sono stata abituata a frequentare la montagna. La tesi di laurea mi ha portata a frequentare gli alpeggi, per studiarne la vegetazione. Poi, nel 2003-2004 ho svolto un'attività di censimento per conto della Regione Piemonte e così ho incontrato i primi pastori vaganti. Mi ha incuriosito il fatto che esistessero pastori nomadi che conducevano al pascolo le loro greggi per 365 giorni l'anno, attraverso valli, pianure, colline».
Una passione che può diventare una professione?
«Non sono libri che danno da vivere. Però nel mio lavoro di tecnico riesco a svolgere incarichi proprio grazie alle conoscenze acquisite tra i pastori e a quanto appreso nel corso di studi. La professione sarebbe fare il pastore, ma è sempre più difficile. Essere pastore non è solo un mestiere, dicono sia una malattia!».
Cosa significa transumanza?
«Andare da un terreno all'altro. Sulle Alpi c'è la transumanza di salita e di discesa dagli alpeggi, e poi c'è il pascolo vagante per chi non chiude in stalla gli animali e quindi va alla ricerca di foraggio. La transumanza è spostarsi seguendo la disponibilità di foraggio. Non è che mancasse in pianura o in fondovalle d'estate, ma i prati di bassa quota nella bella stagione forniscono il fieno per l'inverno, e allora ci si spostava in montagna a consumare i pascoli d'alta quota, disponibili solo per pochi mesi all'anno».
Ha senso indagare la dimensione culturale della transumanza oggi?
«La transumanza dal valore culturale è un qualcosa che forse resta solo nei musei: parlano del tempo in cui dal Piemonte gli uomini emigravano in Francia a fare i pastori. O dalla provincia di Bergamo andavano in Svizzera. Oggi gli aiutanti dei pastori arrivano dalla Romania. Più che altro bisogna recuperare la figura del pastore, spesso vittima di luoghi comuni. Non c'è una risposta, ci sono tanti pastori, da quelli che hanno il profilo su Facebook, a quelli laureati, dal giovane che ha fatto una scelta di vita all'anziano che continua più per passione che per necessità».
Spesso chi vive in Sardegna è portato a pensare che la pastorizia sia tutta qui. Un mito da sfatare?
«La pastorizia è ovunque! Tutto il Nord Italia è percorso da greggi. Conosco pastori dalla Liguria al Friuli. Sono stata in Emilia per una festa della transumanza con un pastore vagante. E c'è pastorizia in tutto il Centro e il Sud».
Il futuro?
«Se si capirà che la pastorizia ha un ruolo fondamentale nella gestione del territorio, potremo avere qualche speranza in più. Occorre una politica che tuteli e valorizzi i prodotti. Non ha senso praticare un mestiere che deve appoggiarsi a sovvenzioni per poi svendere carne, latte, formaggi, e lana, che ormai è un costo, non un reddito».
Andrea Mameli 
(articolo pubblicato nella pagina della Cultura del quotidiano L'unione Sarda il 14 Maggio 2012)

13 maggio 2012

Ruote selvagge. Pigrizia e maleducazione limitano la civiltà. La mia crociata fotografica contro la cafonaggine ha inizio!

Osservo da tempo le auto lasciate in doppia fila, sul marciapiedi, nelle corsie dei bus e, ora, nelle piste ciclabili. Auto che potrebbero essere, tranne rarissimi casi (ad esempio un medico in visita urgente), parcheggiate altrove. Mi sono chiesto per anni se ci fosse un motivo unificante. E lo stesso vale per altri casi, come l'invasione delle corsie di svolta obbligatoria per superare la fila di chi segue la segnaletica orizzontale o anche la semplice mancata segnalazione del cambio di corsia o del sorpasso ("ma ti costa così tanto inserire la freccia?"). Alla fine ho sentenziato: è tutta questione di pigrizia. Quindi di scarsa considerazione del tempo (e nel caso delle piste ciclabili della salute) degli altri. A questo punto il mio livello di tolleranza scende a zero. Tolleranza zero nei confronti di chi non ha voglia di fare due passi per andare al bar e riduce le due corsie di marcia a una, o nei confronti di chi invade le piste ciclabili facendo rischiare la vita ai ciclisti, per me significa: scattare foto e pubblicarle sul web e sui facebook. Per non parlare di chi occupa senza averne diritto i posti contrassegnati con la carrozzina (articolo 188 del nuovo codice della strada: "Circolazione e sosta dei veicoli al servizio di persone invalide" la cui violazione comporta una sanzione amministrativa da euro 80 a euro 318).
Ed è proprio da quest'ultima che voglio iniziare la mia crociata. Anzi, la mia foto denuncia un altro comportamento incivile: la smart parcheggiata a 90 gradi rispetto al senso di marcia. Recentemente una trasmissione radiofonica (Buongiorno Cagliari) ha sollevato il problema e ho notato che qualcuno difendeva questa pratica (a mio avviso estremamente maleducata) sottovalutando il disagio che essa comporta. I ribatto con i fatti. Primo: la Smart è lunga 2,70 metri, mentre gli stalli dei parcheggi non superano i due metri. Quindi sporge anche di 70 centimetri. E 70 centimetri per chi deve parcheggiare accanto, possono essere molto fastidiosi. Secondo: le fiancate delle Smart non sono costruite per assorbire eventuali piccoli urti (che invece i paraurti assorbono senza danni), pertanto l'ulteriore ostacolo è psicologico. Terzo: per chi va in bici la sporgenza della smart piò rivelarsi pericolosa (se non addirittura fatale). Quarto: esiste una precisa norma del Codice della Strada. Precisamente il secondo comma dell’articolo 157: “salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto dal comma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro.”
Andrea Mameli 13 Maggio 2012 www.linguaggiomacchina.it Nella foto (scattata il 10 ottobre 2011 a Cagliari) la Smart occupa parzialmente il posto riservato a disabili (e invade la già stretta corsia di marcia)
Cafonizia: cafonaggine e pigrizia insieme. (Linguaggio Macchina 28 agosto 2011)