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Le tecnologie quantistiche consentono una notevole accelerazione nel tempo di apprendimento artificiale. Studio internazionale pubblicato su Nature il 10 Marzo 2021

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L'intelligenza artificiale sta entrando sempre più nelle nostre vite. Amazon tenta di prevedere ciò che ci interessa acquistare in base al nostro comportamento online. Netflix ha sviluppato una tecnologia predittiva basata sulle reazioni degli utenti e la usa per suggerirci film, serie e documentari. Alexa e Siri sono diventati assistenti estremamente sofisticati. In questi e innumerevoli altri scenari la domanda non sarà più se la macchina è in grado di imparare ma con quale rapidità. Una ricerca, sviluppata all'interno di una collaborazione internazionale che comprende Austria, Germania, Paesi Bassi e Stati Uniti, ha fornito una risposta a questa domanda. E ha dimostrato che la tecnologia quantistica consente notevoli accelerazioni del tempo di apprendimento del computer.  Questo risultato è stato ottenuto utilizzando un processore quantistico basato su fotoni. Il lavoro, che contribuisce al progresso dell'intelligenza artificiale quantistica, è pubblicato il 10 marzo dal...

L'esperimento CLOUD (CERN) spiega i bizzarri comportamenti dello smog invernale

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Una simulazione dei complessi fenomeni che entrano in gioco nel comportamento dello smog e in generale dell'inquinamento dell'atmosfera urbana. Sono i risultati dell'esperimento CLOUD (Cosmics Leaving Outdoor Droplets) condotto al CERN di Ginevra. La collaborazione CLOUD ha rivelato un nuovo meccanismo in grado di spiegare gli episodi critici di inquinamento atmosferico invernale nelle città. I risultati, pubblicati il 13 Maggio su Nature -  Rapid growth of new atmospheric particles by nitric acid and ammonia condensation  -  potrebbero contribuire a orientare le misure di riduzione dell'inquinamento da particelle urbane, che si colloca al quinto posto tra i fattori di rischio di mortalità in tutto il mondo. In passato si riteneva che l'ammoniaca e l'acido nitrico giocassero un ruolo passivo nella formazione delle particelle, semplicemente scambiandosi con il nitrato di ammonio nelle particelle. Il nuovo studio CLOUD ha dimostrato che i valori non omo...

Immagini, scienza e società. Ecco il Contest #ScienzAiuta del Cagliari FestivalScienza 2014

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L'immagine è un elemento di importanza fondamentale nella costruzione e nella comunicazione della scienza. Il matrimonio scienza-immagine data 2 Marzo 1610 ovvero il giorno in cui Galileo Galilei pubblica il Sidereus Nuncius con una descrizione testuale e visiva della superficie della Luna. Secondo lo storico dell'arte Samuel Edgerton , l'abilità di Galileo nel disegnare gli splendidi acquarelli della Luna e ancor più nel riconoscere le macchie lunari come ombre proiettate dai rilievi deriva dalla formazione prospettica maturata a Firenze [Samuel Edgerton "Galileo, florentine Disegno, and the Strange Spottedness of the Moon" , in Art Journal (XLIV, 1984, pp. 225-33)]. In una lettera pubblicata su Nature il 6 Marzo 203 ( The subtle beauty of art in the service of science ) Frank Ippolito (illustratore del Museo di storia naturale di New York) indicava nelle lune di Galileo o nelle curatissime copertina di Science due esempi di "arte al servizi...

Ötzi, l'uomo dei ghiacci così "sardo" (L'Unione Sarda, 9 maggio 2014)

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Stretta vicinanza genetica Ötzi, l'uomo dei ghiacci così "sardo" I resti mummificati di Ötzi, rinvenuti nel 1991 in provincia di Bolzano, al confine con l'Austria, continuano a riservare sorprese scientifiche. Dell'Uomo venuto dal ghiaccio sappiamo che era un maschio di 46 anni, alto un metro e 60, e che visse circa 5300 anni fa, quindi in un tempo in cui l'aspettativa di vita non superava i 35 anni. Ieri la rivista Plos Genetics ha fatto luce su altri aspetti della vita di Ötzi con un articolo intitolato “Studio di genomi antichi e moderni rivela vicinanza genetica tra Sardi e Ötzi e suggerisce nuovi scenari nell'Europa del Neolitico” e firmato da ricercatori delle università di Stanford, Michigan, Lima, Sofia, Barcellona e dell'Eurac di Bolzano, da Francesco Cucca, Serena Sanna, Maristella Pitzalis, Carlo Sidore, Fabio Busonero, Andrea Maschio, Andrea Angius dell’Istituto di Ricerca genetica e Biomedica del CNR di Monserrato, e da Ilenia Zara del CRS...

Romundina, il pesce che ha inventato la faccia. Uno studio pubblicato su Nature il 12 Febbraio 2014

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I volti li apprezziamo nell'espressività del teatro e nella possibilità di riconoscere le persone. Ma non è una prerogativa della nostra specie: tutti i vertebrati hanno una parte del corpo riconducibile alla faccia. Ma quando e come le facce iniziarono ad acquisire le forme che conosciamo? Un articolo pubblicato il 12 Febbraio 2014 su Nature - A primitive placoderm sheds light on the origin of the jawed vertebrate face (Vincent Dupret, Sophie Sanchez, Daniel Goujet, Paul Tafforeau, Per E. Ahiberg) - indica nei Placodermi i primi artefici di questa trasformazione. Placoderma ( Tim Evanson/Wikimedia Commons) I Placodermi erano pesci corazzati c he dominavano gli oceani , i fiumi e i laghi del nostro pianeta tra 440 milioni e 360 milioni di anni fa e sono stati i primi animali a evolvere mascelle e denti . Autentiche pietre miliari nell' evoluzione che riverbereranno poi negli squali, nei pesci ossei , negli anfibi, nei rettili e nei mammiferi . Si ritiene ...

Il genoma più antico svela l'albero genealogico dei nativi americani

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Il più antico genoma mai sequenziato appartiene a un ragazzo vissuto in Siberia 24 mila anni fa . La ricerca, condotta dal Natural History Museum di Copenhagen , racchiude un secondo risultato straordinario: i cromosomi del ragazzo han no molto in comune con quelli de i nativi americani e con quelli dei moderni europei . Ciò potrebbe significare che alcuni antenati dei nativi americani erano anche antenati di noi europei.  In altre parole il DNA eurasiatico dei moderni nativi americani non deriva solo dagli apporti post- colombiani, come finora si riteneva , ma anche da l patrimonio genetico dei primi americani . Lo studio, c oordinato da Eske Willerslev , è stato pubblicato oggi su Nature con il titolo: Upper Palaeolithic Siberian genome reveals dual ancestry of Native Americans . Andrea Mameli Blog Linguaggio Macchina 20 Novembre 2013

Cavernomi cerebrali: l'alternativa alla neurochirurgia in un articolo di Elisabetta Dejana. Nature, 6 Giugno 2013

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Identificato per la prima volta da un gruppo di ricercatori dell’IFOM (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare) e dell’Università degli Studi di Milano un possibile approccio terapeutico per curare i cavernomi cerebrali: una malformazione congenita che fino a oggi si poteva curare solo tramite asportazione neurochirurgica. La scoperta, pubblicata su Nature il 6 Giugno 2013 ( EndMT contributes to the onset and progression of cerebral cavernous malformations ) individua in una terapia antiinfiammatoria e antitumorale la possibile cura per questa patologia poco nota ma molto meno rara di quanto si immagini: ne sono potenzialmente affette almeno una persona su 500. La cosiddetta caverna è una malformazione dei vasi cerebrali, familiare o sporadica, caratterizzata dalla formazione di agglomerati di vasi sanguigni dilatati in maniera abnorme e particolarmente fragili, che possono manifestarsi con emorragie intracerebrali, deficit neurologici, crisi epilettiche e mal di testa ricorrenti. ...

Nuovi studi sul cervello di Ötzi

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Le cellule ematiche di un campione del cervello di Ötzi al microscopio. Nel 2007, analizzando la frattura cranica dell'uomo del Similaun , erano state individuate per la prima volta due zone più scure. Dopo aver eseguito la TAC i ricercatori avevano ipotizzato che un aggressore gli avesse assestato un colpo in fronte e che questo avesse fatto urtare il cervello contro l’occipite, causando l’ematoma evidenziato dalle zone scure. Questa ipotesi non era però ancora stata approfondita. Nel 2010, attraverso due piccoli fori già esistenti nella scatola cranica di Iceman , erano stati estratti (tramite endoscopia) due campioni di cervello. Il microbiologo Frank Maixner (Istituto per le Mummie e l’Iceman dell’EURAC: Accademia Europea di Bolzano) e i suoi colleghi Andreas Keller (Istituto di genetica umana dell’Università del Saarland) e Andreas Tholey (Istituto di medicina sperimentale dell’Università Christian Albrecht di Kiel) hanno condotto analisi parallele sui due minuscoli ...

Due fossili scoperti in Africa forniscono nuove informazioni sull'evoluzione dei primati.

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Comparison of Nsungwe Formation primates with representative stem and crown catarrhines. Un gruppo internazionale di paleontologi ha scoperto i fossili più antichi dei primati.Analisi geologiche sul luogo del ritrovamento indicano un'età di 25 milioni di anni, molto più dei fossili studiati finora. Entrambi i reperti sono stati ritrovati nel 2011 a Nsungwe, in Tanzania. Si tratta di un molare di quella che risulta essere la più antica specie di scimmie del Vecchio Mondo battezzata Rukwapithecus fleaglei in onore di John Fleagle e di una mandibola di una nuova specie che è stata denominata Nsungwepithecus gunnelli (in onore del paleontologo Gregg Gunnell ). Lo studio pubblicato su Nature : Palaeontological evidence for an Oligocene divergence between Old World monkeys and apes . Nature (2013) doi:10.1038/nature12161 Published online: 15 May 2013 Abstract Apes and Old World monkeys are prominent components of modern African and Asian ecosystems, yet the earliest pha...

Embrioni di dinosauri trovati in Cina. Studio pubblicato su Nature il 10 Aprile 2013.

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Embrione di sauropodomorfi Il ritrovamento di embrioni fossili di dinosauri sauropodomorfi , vissuti nel Giurassico inferiore (tra 190 e 197 milioni di anni fa), rappresenta una scoperta di rilevante importanza per la paleontologia. Finora erano stati rinvenuti pochissimi embrioni di dinosauri fossili, inoltre si tratta della più antica testimonianza   di conservazione in situ di resti organici di un vertebrato terrestre. Il ritrovamento indica che la crescita in fase embrionale era rapidissima e che i dinosauri erano in grado di flettere i muscoli ancora dentro l'uovo. Lo studio, pubblicato su Nature l'11 Aprile 2013, ha coinvolto un gruppo di ricerca internazionale, coordinato dal paleontologo Robert Reisz (Università di Toronto Mississauga), che ha scavato e analizzato più di 200 ossa di 20 individui embrionali a diversi stadi di crescita. Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 11 Aprile 2013 Embryology of Early Jurassic dinosaur from China with evidence of pres...

Il primo formaggio del nord Europa. Una ricerca publicata su Nature il 12 Dicembre 2012.

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Una prova inequivocabile di produzione di formaggio nel nord Europa risalente a 7.000 anni è stata scoperta da una collaborazione internazionale guidata dall'Univesità di Bristol. Le tracce dei grassi analizzati in questa ricerca sono state rinvenute in Polonia dentro 34 vasi diterracotta che furono evidentemente utilizzati per separare il caglio dal latte. Determinanti per questa ricerca sono stati i fori praticati nella ceramica, al cui inerno si sono conservati i grassi del latte. Lo studio, pubblicato il 12 Dicembre su Nature, prova che il consumo di prodotti lattiero-caseari è iniziato in epoca preistorica. Prima di questa ricerca erano stati documentati residui di lavorazione del latte di 8.000 anni fa in Anatolia e di 7.000 anni fa in Libia ma senza alcuna certezza che si trattasse di vero e proprio formaggio. Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 12/12/2012 Earliest evidence for cheese making in the sixth millennium bc in northern Europe Mélanie Salque, Peter...

Fuxianhuia protensa: un cervello moderno in un corpo antico. Lo studio sarà pubblicato su Nature l'11 Ottobre 2012.

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Analizzando un fossile di Fuxianhuia protensa , trovato nella provincia dello Yunnan in Cina, i ricercatori dell'Università dell'Arizona hanno osservato il più antico cervello anatomicamente evoluto: 520 milioni di anni fa. Lo studio, che sarà pubblicato su Nature domani, 11 ottobre, fornisce l'anello mancante della storia evolutiva degli artropodi, il gruppo tassonomico cui appartengono aracnidi, crostacei e insetti. I ricercatori coordinati dal neurobiologo Nicholas Strausfeld , considerano questa scoperta molto importante. Chissà che non ci sia qualcosa a che fare con l'esplosione cambriana come forse accadde con gli occhi di Anomalocaris . «Nessuno si aspettava che il cervello fosse evoluto così presto nella storia degli animali pluricellulari - ha sottolineato Strausfeld - e la stessa discussione sull'origine degli insetti è stata intensa. Ho trascorso cinque ore frenetiche al microscopio a dissezionare e le ultime due ore a fotografare. In questo modo mi s...

Dye-sensitized solar cells are close to break a new record, Michael Grätzel said at the conference "Energy from the Sun" (Chia, Sardinia Island).

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Yesterday at the conference "Energy from the Sun: Computational Chemists and Physicists Take up the Challenge" (Chia, Sardinia Island) Michael Grätzel (Director of the Laboratory of Photonics and Interfaces at Ecole Polytechnique Federale de Lausanne, Switzerland) announced that we are close to break a new record for the dye-sensitized solar cells , after the well-known efficiencies value (12.3%) that appeared in the November 4 issue of Science magazine: Porphyrin-Sensitized Solar Cells with Cobalt (II/III)–Based Redox Electrolyte Exceed 12 Percent Efficiency (Science, Vol. 334 no. 6056 pp. 629-634). This performance is now comparable to silicon-based solar cells that are on the market today. The conference, organized by CECAM (Centre Européen de Calcul Atomique et Moléculaire, Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, Switzerland) and CNR IOM SLACS (Istituto Officina dei Materiali of CNR, Sardinian Laboratory for Computational Materials Science, University of...

Caccia al Bosone di Higgs: mercoledì 4 Luglio 2012 una conferenza stampa al CERN.

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Mercoledì 4 luglio alle 9 al CERN di Ginevra è in programma una conferenza di presentazione dei nuovi dati degli esperimenti ATLAS e CMS. I dati, raccolti con il più grande acceleratore di particelle, Large Hadron Collider, nella gamma compresa tra 115 a 127 gigaelectronvolts, sono quelli della caccia al Bosone di Higgs. Anche in webcast . Comunicato stampa ufficiale: CERN to give update on Higgs search as curtain raiser to ICHEP conference (CERN press office). Sono alla ricerca del bosone di Higgs anche i ricercatori dell'esperiment o Tevatron (FermiLab, Usa): anche se l'esperimento Tevatron è stato chiuso l'anno scorso , l'analisi dei dati sul bosone di Higgs continua ( Achievements and Lessons from Tevatron , V. Shiltsev, Fermilab, 2 May 2012). Intanto l'appuntamento più importante per la fisica delle alte energie è in programma a Melbourne dal 4 all'11 luglio in occasione della 36-sima conferenza internazionale di fisica delle alte energie ( Internati...

La terra verso il punto di non ritorno. Uno studio pubblicato su Nature il 7 Giugno 2012.

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Uno studio internazionale pubblicato due giorni fa su Nature ipotizza una riduzione della biodiversità e una serie di cambiamenti negli ecosistemi, con gravi ripercussioni sui settori che contribuiscono alla nostra qualità della vita, come agricoltura, allevamento, pesca. La ricerca, frutto della collaborazione di 22 scienziati, illustra la necessità impellente di migliorare i modelli di previsione e lo studio delle reazioni della biosfera ai cambiamenti del clima. Uno degli obiettivi principali è capire come animali e piante rispondono ai mutamenti climatici, ma alla radice del problema ci sarebbe la crescita della popolazione umana e la quantità di risorse utilizzate da ciascuno di noi. Per questo nell'articolo si parla di punto di non ritorno (“tipping point”) causato dalle attività umane. Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 9 Giugno 2012 Approaching a state shift in Earth’s biosphere Nature 486, 52–58 (07 June 2012) doi:10.1038/nature11018. Published online 06 J...

I murales scoperti in Guatemala offrono nuovi scorci di astronomia Maya (Nature, 10 May 2012)

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I calcoli rinvenuti tra i boschi di Xultun sono simili a quelli contenuti nel Codice di Dresda , un manualetto Maya realizzato con la corteccia d'albero risalente al tardo periodo postclassico della civiltà Maya, intorno al 1300. Lo scrive Helen Thompson su Nature, il 10 Maggio 2012. L'articolo, intitolato Murals offer glimpse of Mayan astronomy , ricorda che il sito archeologico è stato studiato tra il 1920 e il 1970 ma che le esplorazioni sistemariche sono iniziate solo nel 2010. I murales scoperti recentemente in Guatemala sono le uniche fonti, finora scoperte, raffiguranti informazioni astronomiche del periodo Maya classico (compreso fra il 250- e il 900). Secondo gli studiosi una delle pareti ricoperte di numeri rappresenta un intervallo di giorni da 935 a 6.703 anni. Vi sono poi numeri, multipli di 52 (anno di calendario ciclico Maya), che potrebbero rappresentare eventi ricorrenti legati ai cicli di Luna, Venere, Marte e Mercurio.

Luce al posto dell'elettricità: il primo circuito "Metatronico".

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Nei laboratori dell'Università della Pennsylvania nasce il primo circuito in cui all'elettricità è stata sostituita la luce. Nader Engheta , docente di elettronica alla Penn's School of Engineering and Applied Science, ci prova dal 2005, quando con alcuni studenti pubblicò un articolo che conteneva la tracce concettuali di questa interessante innovazione, denominata Metactronics . Experimental realization of optical lumped nanocircuits at infrared wavelengths Nature Materials 11, 208–212 (2012) Published online 29 January 2012 Yong Sun, Brian Edwards, Andrea Alù and Nader Engheta Abstract The integration of radiofrequency electronic methodologies on micro- as well as nanoscale platforms is crucial for information processing and data-storage technologie. In electronics, radiofrequency signals are controlled and manipulated by ‘lumped’ circuit elements, such as resistors, inductors and capacitors. In earlier work, we theoretically proposed that optical nanostructures, when...

Homo incognitus ("Denisova X Woman"). Né Sapiens né Neanderthal (Neither Neandertal nor modern human)

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Quella grotta siberiana nasconde uno dei più grandi segreti della storia dell'umanità. Le ossa di una mano scoperte nel 2008 e studiate dagli antropologi del Max Planck Institute di Leipzig appartenevano a una donna vissuta 41 mila anni fa. Ma una donna di quale specie? I ricercatori tedeschi, guidati da Svante Paabo del Max-Planck, hanno scoperto che il DNA estratto da quelle ossa è diverso da quello dei Neanderthal e dei Sapiens. ( The complete mitochondrial DNA genome of an unknown hominin from southern Siberia Nature. Letter published online 24 March 2010). Secondo l'antropologo John Hawks (Wisconsin-Madison University) molti geni HLA (utili al sistema immunitario) risalgono a prima della separazione tra Sapiens, Neandertal e Denisova. Inoltre Hawks ha osservato che alcune forme di geni che aiutano noi Sapiens a respingere malattie epidemiche come il morbillo non sono presenti nel corredo genetico degli uomini di Neandertal e Denisova. L'ominide siberiano, conosciuto ...

Kepler-20e e Kepler-20f, pianeti simili alla Terra.

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La missione Keplero della NASA ha scoperto i primi pianeti di taglia simile alla Terra orbitanti intorno al una stilla paragonabile al Sole, fuori dal nostro sistema solare. I pianeti, chiamati Kepler-20e e Kepler-20f, sono troppo vicini alla loro stella per essere compresi nella cosiddetta fasca abitablie. Keplero-20e orbita intorno alla sua stella in 6,1 giorni e Keplero-20f ogni 19.6. Per confermare la presenza di Kepler-20e e Kepler-20f, gli astronomi hanno usato un softare chiamto Blender. Il 5 dicembre il gruppo ha annunciato la scoperta di un pianeta (Kepler-22b) nella fascia abitabile. Two Earth-sized planets orbiting Kepler-20 (Nature, Published online 20 December 2011)

Ecco come si formano le piastrine: a scoprirlo anche studiosi sardi (L'Unione Sarda, 1 dicembre 2011)

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Coinvolge anche ricercatori sardi lo studio pubblicato ieri dalla rivista Nature, che costituisce il più grande studio mai condotto sulle varianti genetiche coinvolte nella formazione delle piastrine. Queste componenti del sangue rivestono un ruolo fondamentale nei processi di coagulazione e la comprensione delle basi genetiche che regolano la loro struttura è oggi estremamente significativa per la medicina. Un elevato numero di piastrine o un aumento del loro volume determinano un incremento di rischio per l'ictus, gli eventi trombotici e le malattie coronariche. Viceversa i bassi valori aumentano la probabilità di emorragie. Questo studio ha permesso di identificare 68 regioni del genoma che regolano numero e volume delle piastrine, risultati che possono essere potenzialmente trasferibili in ambito clinico, rappresentando possibili bersagli per la diagnosi e il trattamento terapeutico di patologie emorragiche. L'analisi di alcuni di questi geni in modelli animali (il moscer...