31 dicembre 2011

Se un asino può aiutarci a star meglio. Studio sull'onoterapia (L'Unione Sarda, 30 dicembre 2011)

Elisabetta Cannas
Una psicologa cagliaritana è tra le firme di un articolo scientifico intitolato “Percorsi riabilitativi assistiti dagli asini: uno studio pilota”, pubblicato negli Annali dell'Istituto Superiore di Sanità.
È Elisabetta Cannas, e dopo la laurea in Psicologia alla Sapienza di Roma, gestisce programmi di riabilitazione con l'ausilio degli asini rivolti a bambini con disturbo generalizzato dello sviluppo in un maneggio di Rocca Priora. Insieme a lei Paola De Rose (neuropsichiatra, al momento della ricerca collaborava con l'ospedale Fatebenefratelli di Genzano) e Patrizia R. Cantiello (educatrice specializzata in onoterapia per l'ospedale Fatebenefratelli di Genzano) hanno analizzato il particolare legame che si instaura tra i bambini e gli animali e che facilita il percorso terapeutico.
«L'approccio metodologico dei programmi riabilitativi assistiti con gli asini - spiegano le autrici - è basato sulla mediazione, caratterizzata da relazioni multidirezionali paziente-asino-terapista. L'asino è un eccellente facilitatore nella costruzione di processi motivazionali, essendo in grado di promuovere, attraverso stimoli attivi e positivi, lo sviluppo psico-emozionale e psico-cognitivo del bambino».
I risultati di questo studio evidenziano il tipo di approccio fra questo animale e i bambini, basato più su espressioni comunicative fisiche che sul linguaggio verbale. «In Francia e in Inghilterra - sottolinea Elisabetta Cannas - l'onoterapia viene utilizzata da diversi anni mentre in Italia esiste solo in alcuni centri. Non tutti utilizzano lo psicologo o una figura specializzata, come mediatore della relazione. La terapia con l'asino necessita di alcuni parametri fondamentali: lo psicologo o la figura specializzata in questo tipo di mediazione, gli incontri prestabiliti, gli obiettivi mirati e studiati in base alla persona, la valutazione con relativa scheda. L'obiettivo dell'onoterapia è quello di sviluppare nell'individuo una buona capacità di relazione con l'altro e con se stesso».
La dottoressa Cannas conduce le terapie singole e di gruppo con il fondamentale apporto dei suoi asini, Amelia, Totò e Tresi. Lo studio pubblicato negli Annali dell'Istituto Superiore di Sanità è stato condotto su piccoli pazienti della Clinica Neuropsichiatrica dell'Istituto Fatebenefratelli di Genzano che hanno ricevuto trattamenti di logopedia e di neuropsicomotricità tra giugno e settembre 2008: tre bambini e una bambina fra 6 e 12 anni, con diagnosi di disturbi relazionali e del comportamento. Il risultato più evidente è stato il netto miglioramento dell'autostima e della relazione con il mondo esterno.
L'analisi dei risultati dello studio indica che i bambini fanno più affidamento sulla comunicazione fisica che sul linguaggio, con una forte partecipazione emotiva. Secondo le autrici gli asini rappresentano una valida opportunità terapeutica che merita di essere ulteriormente approfondita in contesti strutturati.
Andrea Mameli
L'Unione Sarda, Cultura, pag. 62 (31 dicembre 2011)

Abbattere gli sprechi per combattere la crisi (Innovare, dicembre 2011)

innovareAbbattere gli sprechi per combattere la crisi di Gianluca Carta e Martina Manieli (Innovare, dicembre 2011).
Ridurre gli sprechi per combattere la crisi e comunicarlo per rilanciare l’immagine della propria azienda. Questa è la ricetta che propone Andrea Mameli, fisico e divulgatore con la passione per le tematiche legate alla sostenibilità ambientale e convinto sostenitore della decrescita, che ha recentemente raccontato i suoi piccoli trucchi quotidiani in “Manuale di sopravvivenza energetica – Come consumare meglio ed essere felici”.
Edito da Scienza Express, neonata casa editrice che ha come progetto la divulgazione scientifica e il dibattito pubblico intorno alla scienza e alla ricerca, il Manuale propone esempi e consigli pratici per risparmiare energia tenendo sempre d’occhio il risparmio energetico: piccole soluzioni per ridurre l’impatto ambientale delle attività di tutti i giorni senza grandi rinunce ma soprattutto senza enormi spese.
Evitare di aprire inutilmente il frigorifero, ridurre l’utilizzo dell’automobile e ingegnarsi per la costruzione di piccoli dispositivi per la produzione energetica: questo è ciò che può fare ognuno di noi nel suo piccolo per evitare gli sprechi di energia a casa, in ufficio ma anche durante gli spostamenti o in vacanza. Un modo semplice e alla portata di tutti per prendere coscienza delle tematiche etiche legate alla sostenibilità, con schede di approfondimento che illustrano i concetti base della fisica e insegnano a calcolare i consumi e i costi.
Abbiamo incontrato l’autore del libro, Andrea Mameli, per discutere con lui delle opportunità e delle problematiche legate alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico.
Partiamo dal titolo del tuo libro. Anzi, dal sottotitolo: parli non di un consumo minore ma di un consumo migliore. Cosa intendi? Consumare meglio significa necessariamente consumare meno?
Tendere a consumare bene dovrebbe essere un comportamento spontaneo, da imparare con l’esempio dei genitori e a scuola. Ma è proprio il consumo – e qui parliamo di consumo energetico diretto, come nel caso dei carburanti o dell’elettricità, e indiretto come nel caso del consumo di energia per lo spostamento dell’acqua che poi usiamo in svariati modi - a essere spesso eccessivo.
Consumare meglio significa cercare di discostarsi da uno spreco che si può limitare: un atteggiamento che secondo me, e non solo secondo me, può generare felicità. Ma non significa meno in assoluto, nel senso che quando consumare serve il problema non sussiste. È compito della nostra coscienza, unita alla razionalità, spiegarci quando stiamo esagerando per davvero.
Ma cosa possiamo fare realmente ogni giorno?
La prima cosa che possiamo fare è informarci. E spesso riusciamo a scoprire qualcosa che non sapevamo o che non consideravamo nella giusta prospettiva. Informarci ci può aiutare a capire che a volte basta poco per ottenere considerevoli risparmi e inoltre ci può indirizzare nel considerare i consumi nelle loro giuste proporzioni.
I suggerimenti descritti nel libro sembrano semplici da attuare e comportano anche un grande risparmio economico. Eppure pochi li mettono in pratica. Perché
Siamo animali pigri e portati a sottovalutare gli effetti delle nostre azioni anziché dominare la nostra pigrizia. Senza contare la diffusa ignoranza sui temi energetici. Ignoranza anche spicciola, per esempio rispetto a quanto consumano gli apparati elettronici che abbiamo in casa o su come possiamo limitare gli sprechi di energia elettrica. Ma anche ignoranza rispetto a semplici comportamenti da poter mettere in pratica, come per esempio contenere gli sprechi di calore d’inverno. Ed è meglio non parlare della mobilità, altra nota dolente.
Rispetto a poche decine di anni fa la tecnologia ha fatto passi da gigante e con essa anche i consumi di energia? Perché la decrescita dovrebbe essere un’opportunità? Non vuol dire in parte rinunciare alle comodità guadagnate in questi anni?
Ci possiamo dar da fare quanto vogliamo ma non dobbiamo illuderci di risolvere i problemi con le tecnologie. Possiamo affrontarli meglio ma non risolverli del tutto. Non lo dico io ma lo sostiene l’economia. Un economista inglese, William Stanley Jevons, ha dimostrato che i miglioramenti tecnologici a cui dobbiamo l’aumento dell’efficienza di una risorsa possono portare all’incremento del consumo di quella risorsa. E Il paradosso di Jevons non è l’unico campanello dall’allarme. C’è la necessità di ridurre i consumi perché qualsiasi intervento umano nel ciclo antropico, ovvero ogni nostra esigenza energetica per mantenere il nostro tenore di vita, determina qualche cambiamento nell’ambiente.
Ogni modalità di trasformazione energetica ha dei frutti “sgradevoli”, più o meno rilevanti, più o meno inquinanti. Inoltre, ogni nostra comodità, come in un’altalena a due posti, determina la scomodità di altre persone sul nostro stesso pianeta. Poi ci sarebbe una considerazione sul PIL, incapace di valutare il reale grado di felicità di noi umani, con la conseguente necessità di reperire altri indicatori del cosiddetto benessere. La decrescita potrebbe rappresentare una risposta a questi problemi? Io sto iniziando a pensare di sì. E lo faccio in compagnia di Nicholas Georgescu-Roegen, il primo a misurare i temi economici con il metro della fisica, in particolare della termodinamica.
Sono anni che si sente parlare in giro di sostenibilità e risparmio energetico. Credi che la gente sia ancora interessata a questi temi o forse la comunicazione è satura? Come è possibile coinvolgere le persone su questo tema?
Coinvolgere e interessare, rispetto a temi che mediaticamente risentono di una certa inflazione, non è facile ma possiamo, anzi, dobbiamo trovare nuove chiavi di lettura, nuovi approcci. Possiamo e dobbiamo farlo.
Le imprese che ruolo possono avere nel risparmio energetico? Credi che per un’azienda sia più complesso attuare comportamenti sostenibili rispetto a un singolo cittadino?
Molte imprese hanno capito rapidamente due concetti fondamentali e li hanno messi in atto con pratiche talvolta di successo. Primo: ridurre gli sprechi è la prima mossa per aggredire la crisi. Secondo: comunicarlo può essere vincente. Mi spiego meglio: le imprese che autoproducono la loro energia, quelle che riusano e riciclano, e che segnalano questi comportamenti virtuosi nella loro comunicazione (nelle etichette, nei siti web, nelle pubblicità, nei social network) ottengono un risultato d’immagine enorme.
Non a caso sono nati i consulenti per i NegaWatt, ovvero l’unità di misura che quantifica la potenza risparmiata: sono persone in grado di formulare una strategia di risparmio – anche ingente – basata sulla constatazione di sprechi e pratiche non sostenibili. E anche in questo caso alla base di tutto c’è sempre una cosa sola: la conoscenza.

Resti sostenibili

resti sostenibili

Strani ritrovamenti

In campagna si possono fare strani ritrovamenti...

ritrovamenti
(Bolotana, 30 dicembre 2011)

30 dicembre 2011

Transumanza: una straordinaria esperienza. Bolotana, 30 dicembre 2011

bolotana 30 dicembre 2011 partenza transumanza Percorrere dieci chilometri a piedi, accanto a quattordici mucche, da mille metri di quota a quattrocento non capita tutti i giorni. Specie se si vive in città. Così, quando Sergio mi ha proposto di fargli compagnia nella transumanza invernale non ho esitato un istante.
E sinceramente sono convinto che ne valeva la pena: è stata una passeggiata piacevole, in parte sull'asfalto e in parte lungo le antiche strade per i carri, bovini strada transumanza bolotana 30 dicembre 2011 che consiglierei a chiunque. Specie a quelle persone che hanno sempre fretta, che non rispettano le file, che non accettano che si possa andar piano.
Dalla partenza in montagna fino a quando si attraversa il centro abitato di Bolotana questa esperienza a mio avviso insegna molto.
Insegna in particolare che il modo frettoloso di vivere questo tipo di esperienze se vendute chiuse in barattolo al turista compulsivo nel bosco manca di una dimensione: quella del vivere le cose ai ritmi adeguati.
Ma anche il covare platonici entusiasmi per la vita agreste non ha senso, senza averne prima provato i rumori (campanacci e zoccoli sono la vera colonna sonora), gli odori (frutto della digestione dei bovini), i colori (della vegetazione, del cielo, delle strade e degli stessi animali), i tempi (stare al passo dei bovini è un'esperienza nell'esperienza), i gesti e le voci degli accompagnatori attraverso Bolotana (nelle voci si può scoprire una ritmica e un timbro che sono essi stessi manifestazione di cultura), le reazioni degli altri (da quelle cordiali e misurate degli incontri che si fanno in campagna fino alla frenesia degli automobilisti che vedono gli animali solo come un inutile freno).
Davvero, per chi ha sempre troppa fretta direi proprio che una bella transumanza potrebbe insegnare molto. Suggerisco di scegliere una mucca, quella più indietro di tutte per esempio, concentrarsi sulle zampe. Il lento incedere, il modo di superare gli ostacoli non privo di eleganza, la tenuta degli zoccoli anche sulle pietre bagnate. Siamo partiti stamattina alle 9 e 30, dal pascolo a mille metri di quota, con 3 gradi centigradi e una pioggerellina leggera. Siamo arrivati a destinazione alle 14 e 30, a quota quattrocento, con 8 gradi, maestrale forte, pioggia fitta.
fine BolotanaAnche i bambini che hanno condiviso l'esperienza con noi (Marco, 8 anni, e Luca, 10) si sono divertiti molto e forse hanno sicuramente imparato qualcosa.
passaggi strettiDa parte sua Sergio Sulas, nonostante la - o forse proprio grazie alla - laurea in Economia (alla Bocconi di Milano) e pur avendo creato una società altamente innovativa, titolare dei diritti di brevetto internazionali di una bussola geomagnetica (GeoMagneticSystem) ha pensato bene di non abbandonare l'azienda agricola di famiglia e anzi la sta curando con grande passione. Una scelta che secondo me dimostra grande dignità e intelligenza. Mi sembra doveroso condividere con altri alcune foto, i video e questo breve resoconto della transumanza di oggi. Trovo che la tutela della memoria di mestieri (a torto ritenuti non più attuali) sia un valore di civiltà.
Per questa mia disperata ricerca di senso è stato molto stimolante anche visitare il blog di Marzia Verona - Storie di pascolo vagante - autrice di alcuni volumi in tema: "Vita d’Alpeggio" (Blu Edizioni, 2006), "Dove vai pastore?" (Priuli&Verlucca, 2006), "Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora" (Artistica, 2009).

PS 1 Grazie anche alla sorella di Sergio, Maria Carmela, per l'agnello arrosto e la torta alla ricotta di rara bontà.

PS 2 La ricotta e gli gnelli sono stati forniti da Pietro Cadau, allevatore di 79 anni (ma ne dimostra molti di meno: lavora in campagna dall'alba al tramonto, guida l'automobile senza difficoltà, si esprime meglio di molti giovani).

PS 3 Una riflessione sul valore della conoscenza dei sentieri di campagna: I sentieri dei pastori, i fuoristrata e le mappe aborigene che diventano quadri.






Testi, video e foto: Andrea Mameli - www.linguaggiomacchina.it - 30 dicembre 2011
ultima curva

Bolotana, transumanza sulla neve a Badde Salighes Bruno Manunza (2005)

29 dicembre 2011

Efficacia dell'onoterapia: curare con gli asini. Una ricerca pubblicata negli Annali dell'Istituto Superiore di Sanità

Asino di Elisabetta Cannas
Donkey-assisted rehabilitation program for children: a pilot study (Annali Istituto Superiore Sanità 2011. Vol. 47, No. 4: 391-396. DOI: 10.4415/ANN_11_04_11)
Paola De Rose, Elisabetta Cannas, Patrizia Reinger Cantiello
Summary
Bonding with animals grants access to the sphere of affectivity and facilitates therapeutic engagement. The methodological approach of donkey-assisted programs is based on mediation, which is characterized by multidirectional relationships (patient-donkey-therapist). The donkey is an excellent facilitator in the motivation-building process, being able to stimulate the child’s development by way of active and positive forces that foster psycho-affective and psycho-cognitive development processes. Results of this study, which focused on the child’s approach to the donkey, indicate that while communicating with the animal, children rely more on physical expressions than on verbal language. Donkey-assisted rehabilitative sessions can help in identifying children’s strong points, on which motivation could be built.

Elisabetta Cannas

Per le foto ringrazio Elisabetta Cannas (Asino per tutti) psicologa e onoterapeuta.

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 29 dicembre 2011

28 dicembre 2011

Grafene per conservare idrogeno. Scoperta dell'Istituto Nanoscienze del CNR

idrogeno CNR la soluzione per immagazzinare idrogeno in modo efficiente potrebbe consistere nello "stropicciare" un foglio di grafene. Lo rivela uno studio condotto da ricercatori dell'Istituto Nanoscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche, pubblcato sulla rivista Journal of Physical Chemistry ("Reversible Hydrogen Storage by Controlled Buckling of Graphene Layers - Valentina Tozzini, Vittorio Pellegrini").
L'idrogeno, ingrediente principale delle celle efficienti e pulite, non è facile da conservare.
Valentina Tozzini e Vittorio Pellegrini (laboratorio Nest, Istituto Nanoscienze del CNR e Scuola Normale Superiore di Pisa) hanno mostrato con simulazioni e calcoli teorici la possibilità di utilizzare il grafene, il materiale formato da un solo strato di atomi di carbonio disposti in un reticolo a nido d'ape valso il Nobel per la Fisica 2010 a Andre Geim e Konstantin Novoselov. In particolare controllando il corrugamento del grafene è possibile indurre il rilascio di idrogeno anche in condizioni ambientali normali. grafene CNR
I calcoli dei ricercatori del CNR indicano che quando uno strato di grafene viene compresso lateralmente formando ondulazioni con creste e valli, l'idrogeno aderisce chimicamente alle creste delle onde. Inoltre, spostando la corrugazione, in modo analogo a un'onda che avanza, le creste si muovono e l’idrogeno si ritrova in zone concave in cui l’adesione è sfavorita. Questo meccanismo combinato con l’effetto dinamico dell’onda stessa provoca il rilascio dell’idrogeno.
Per Valentia Tozzini: "L'idrogeno ha una forte affinità per le zone convesse del grafene e molto poca per quelle concave. Questo accade perché l'energia del legame è proporzionale alla curvatura del reticolo atomico. Una volta catturato sulle creste, invertendo la curvatura diventa possibile rilasciare l'idrogeno, un po' come se si scuotesse un tappeto di grafene impregnato di polvere-idrogeno".
La fase successiva consisteva nella sperimentazione di strati di grafene corrugato in laboratorio e nell'inversionee delle ondulazioni in maniera controllata. "L’idea di utilizzare la curvatura del grafene per assorbire e rilasciare idrogeno è del tutto nuova - sottolinea Vittorio Pellegrini - la realizzazione di dispositivo è vincolata da molti requisiti ingegneristici che abbiamo appena cominciato a esplorare, ma le simulazioni di questo studio ci dicono che la strada è percorribile".

Reversible Hydrogen Storage by Controlled Buckling of Graphene Layers
Valentina Tozzini, Vittorio Pellegrini (NEST - Istituto Nanoscienze - CNR and Scuola Normale Superiore, Pisa)
Journal of Physical Chemistry [C, 2011, 115 (51), pp 25523–25528]
Abstract
We propose a multilayer graphene-based device in which the storage and release of hydrogen are obtained by exploiting and controlling the corrugation of individual layers of graphene. By means of calculations based on the density-functional theory, we quantify the tunability of the hydrogen-graphene binding energies by changing the sheet out-of-plane deformation up to ±0.2 Å. We show that the binding energy can be varied by more than 2 eV, with the convex regions allocating the energetically favored hydrogen binding sites. We simulate the process of hydrogen chemisorption on corrugated graphene and release under the application of time-dependent mechanical deformations. Our results show that the corrugation of the graphene sheet and the controlled inversion of its curvature yield fast storage and release of hydrogen. Our corrugated graphene multilayer system can potentially reach gravimetric capacities up to 8 wt % and reversibly store and release hydrogen by external control of the local curvature at room conditions and with fast kinetics.

Quasi un Ufo: le curiose "rivelazioni" di un blog Radar, satelliti, sensori Così gli Stati Uniti ricercano Babbo Natale

Santa Claus e Linguaggio Macchina
Da tempo capita di leggere su giornali e riviste, o di sentire in tv, notizie su avvistamenti Ufo. Ma se credete che i dischi volanti costituiscano il principale dei numerosi misteri che, come ammoniva Shakespeare nell' Amleto , si trovano tra il cielo e la terra, vi sbagliate. Ben altri sono gli eventi inspiegabili per i quali l'umanità non ha ancora risposte certe. Per contribuire a far luce in merito, tra i tanti che si dedicano agli enigmi ancora insoluti, gli Usa stanno utilizzando una parte del loro straordinarie capacità tecnologiche. L'obiettivo in questo caso è scoprire quale segreto nasconda un misterioso personaggio noto come Babbo Natale. Quando il corpulento uomo dalla barba bianca sfreccia nei cieli del pianeta Terra, dribblando aerei, Ufo e palloni aerostatici con la sua leggendaria slitta trainata da nove renne, come è possibile monitorarne l'attività?
Troviamo la risposta a tale pressante quesito sul blog Linguaggio Macchina (http://www.linguaggiomacchina.it/).
Nell'articolo “Come funziona il Santa Tracking Operations Center” viene spiegato che il NORAD (North American Aerospace Defense Command) ha tra i suoi compiti quello di ricercare le tracce della partenza di Babbo Natale. Per farlo si serve di normali radar e di un sofisticato sistema di rilevamento termico satellitare in orbita geosincrona a trentaseimila km. sopra la Terra, dotato di sensori a infrarossi. Si avvale inoltre di un sistema di telecamere e di una flottiglia di aerei da caccia che possano mettersi sulle orme di Rudolph, la renna dal naso rosso, e delle altre renne al servizio dell'oggetto volante vestito di rosso. Questa preziosa attività di ricerca si deve al colonnello Harry Shoup, che nel 1955, in seguito a un piccolo disguido, come spiegato nel blog, diede ordine di raccogliere informazioni sullo spostamento del singolare Ufo natalizio.
Ma non è tutto. Sempre su Linguaggio Macchina, nell'articolo “La scienza di santa Claus”, ci viene messa a disposizione un'altra preziosa informazione scientifica. L'eroico personaggio, che si è assunto l'improbo compito di far felici tutti i bambini consegnando loro i desiderati regali la notte di Natale, senza dubbio utilizza tecnologie di provenienza aliena. Come potrebbe altrimenti trasportare 850.000 tonnellate di giocattoli destinati a 2 miliardi e mezzo di bambini nel mondo in meno di 32 ore? Non sarebbe poi così sorprendente se si venisse a scoprire che queste tecnologie sono le stesse sulle quali si dice lavori una equipe di scienziati nella famosa Area 51, l'area militare nel Nevada resa famosa dall'incidente di Roswell. Nel 1947 infatti in quella zona sarebbe precipitato un Ufo recuperato dai militari americani, che ne avrebbero tratto materiale di estrema rilevanza scientifica.
Infine, sempre nell'inesauribile blog, è possibile sapere come fa Babbo Natale a svolgere la sua opera meritoria senza essere visto, e come fa a sapere se siamo stati buoni o cattivi. L'arcano è svelato da Gregory Mone, romanziere e divulgatore scientifico, autore del libro “The Truth about Santa: Wormholes, Robots, and What Really Happens on Christmas Eve”. Purtroppo ancora non ne esiste un'edizione italiana, tuttavia è possibile apprendere queste ed altre cose sul blog Gizmodo, dove Mone informa i genitori su come spiegare scientificamente il fenomeno Babbo Natale ai bambini.
Ignazio Sanna
Articolo pubblicato il 28 dicembre 2011 nel quotidiano L'Unione Sarda, pagina 63 (Cultura)

27 dicembre 2011

Le 10 scoperte più importanti del 2011 secondo Science (Breakthrough of the Year, 2011)

Science Come ogni anno Science, la rivista dell'AAAS (American Association for the Advancement of Science), pubblica la classifica delle 10 scoperte scientifiche più importanti degli ultimi dodici mesi: Breakthrough of the Year, 2011

  1. prevenzione dell'Aids l'impresa scientifica più importante, per la redazione di Science, sono gli studi clinici iniziati nel 2007 nei laboratori dell’università della Carolina del Nord, i cui risultati, pubblicati l’11 agosto 2011 su The New Journal of Medicine, dimostrano che i farmaci antiretrovirali contribuiscono nel 96% dei casi a prevenire la diffusione del virus.
  2. La missione spaziale giapponese Hayabusa: la sonda ha raccolto e riportato a Terra un campione di polvere di un asteroide, il cui studio ha portato a confermare che gran parte delle meteoriti ritrovate sulla Terra provengono da un unico asteroide ridotto in frammenti;
  3. le origini dell'Uomo: studio genetico comparativo su reperti di australopiteco e di uomo moderno;
  4. il motore della Fotosintesi: la struttura delle molecole implicate nella fotosintesi, ricostruita in Giappone, può aprire la strada a nuove energie rinnovabili;
  5. l'idrogeno primordiale: le sue tracce ai confini dell'universo, rilevate con il telescopio Keck (Hawaii) sono le più antiche mai osservate;
  6. il microbioma, la mappa dei nostri batteri, dimostra che tutti gli umani hanno un batterio dominante;
  7. vaccino antimalaria: i test clinici che portano alla creazione di un vaccino contro la malaria, condotti su 15 mila bambini di sette Paesi africani sarebbero incoraggianti;
  8. altri sistemi solari: il telescopio spaziale Kepler della Nasa ha permesso di identificare un sistema stellare con pianeti che si muovono in un modo difficile da spiegare con i modelli attuali e di scoprire un pianeta gassoso gigante in orbita attorno a un sistema di stelle doppio e 10 pianeti con traiettorie inspiegabili;
  9. nuovi zeoliti: minerali porosi usati come catalizzatori, per purificare l'acqua e l'aria, o per raffinare il petrolio in benzina.
  10. rallentare l'invecchiamento: eliminare le cellule più vecchie può arrestare alcuni processi come la cataratta e la debolezza muscolare.

Quando arriva il momento di dire addio a Babbo Natale

Mente e Cervello dicembre 2011 Scoprire che "Santa Claus" non esiste e che Babbo Natale è solo un simulacro vuoto può rappresentare una delusione insanabile. Ma per affrontare questo passo cruciale nell'itinerario che porta al mondo degli adulti il sociologo francese Gérald Bronner suggerisce "una rottura progressiva” che possa consentire al bambino di prepararsi ad affrontare la verità.
In un articolo pubblicato nel numero di dicembre del mensile "Mente e Cervello" Bronner sottolinea che questa tappa della costruzione del sé non abdrebbe sottovalutata in quanto non si tratta solo di infrangere un mito dell'infanzia ma di una condizione che attiene i legami con le persone che lo circondano, che poi sono le persone che gli hanno mentito.
Il sociologo francese evidenzia che sottovalutare l'importanza di Babbo Natale significa anche sottovalutare le capacità logiche del bambino,

Babbo Natale, addio (moebiusonline.eu 26 dicembre 2011) Federico Pedrocchi, Chiara Albicocco e Ilaria Canobbio intervistano Marco Cattaneo (Mente e Cervello)

26 dicembre 2011

Come funziona il Santa Tracking Operations Center

An Air Force Lt. takes a phone call from a child in Florida at the Santa Tracking Operations Center at Peterson Air Force Base near Colorado Springs, Dec. 24, 2010 file photo (Ed Andrieski/AP Photo) Dal 1955 la base di difesa aerea di Colorado Spring, sede del NORAD (North American Aerospace Defense Command), offre ai bambini di tutto il mondo un servizio di fondamentale importanza. Un servizio che esula dai normali compiti del NORAD: il personale militare risponde alle telefonate dei bambini fuori dall'orario di lavoro.
I volontari questo Natale hanno ricevuto 102 mila telefonate, stracciando così il precedente record di 80 mila chiamate. Di tutto rispetto anche i novecentomila accessi al sito ufficiale noradsanta.org e 999 milla "mi piace" al profilo Facebook (erano 716 mila un anno fa). Infine, ma di assoluto rilievo, il dato sui "followers" a Twitter, passati dai 53 mila del 2010 sono passati agli attuali 89 mila. Norad Santa
Il NORAD adotta quattro soluzioni per rilevare gli spostamenti di Babbo Natale: radar, satelliti, Babbo-telecamere e aerei. La prima fase di rilevamento si basa sul sistema radar del NORAD (North Warning System) in 47 postazioni sul confine settentrionale del Nord America. Il 24 dicembre di ogni anno il NORAD esegue controlli radar continui alla ricerca dei segnali rivelatori della partenza di Babbo Natale dal Polo Nord.
Non appena il radar conferma che Babbo Natale è decollato entrano in azione i satelliti per il rilevamento termico in orbita geosincrona a 36 mila km sopra la Terra, dotati di sensori a infrarossi.
Il terzo sistema di rilevamento è costituito dalle Babbo-telecamere, in attività dal 1998, usate dal NORAD solo una volta all'anno.
Il quarto sistema è costituito da aerei da caccia canadesi (CF-18) e statunitensi (F-15, F-16, F-22) per il controllo ravvicinato della slitta volante trainata da renne.
I dati raccolti il 24 dicembre sono stati riversati su Google Maps e su Google Earth e resi disponibili in otto lingue.
NORAD Santa
NORAD Santa
Come accade per le grandi invenzioni anche il tracciamento di Babbo Natale ha avuto un'origine casuale. In occasione del Natale 1955 un grande magazzino della catena Sears Roebuck & Co. pubblicò sul quotidiano locale un annuncio che incoraggiava i bambini a chiamare a Babbo Natale fornendo un numero di telefono della filiale di Colorado Springs. Ma il numero era sbagliato: i bambini chiamarono ripetutamente il comandante in capo del CONAD (Continental Air Defense Command, predecessore del NORAD). Il colonnello Harry Shoup, allora Direttore delle operazioni, chiese subito ai suoi uomini di controllare i radar alla ricerca di segnali relativi allo spostamento di Babbo Natale in partenza dal Polo Nord e ai bambini che telefonavano venivano forniti precisi aggiornamenti sulla sua posizione.
CONAD 1955
- Norad Track Santa. Sulle Tracce Di Babbo Natale
- Dov’è Babbo Natale? NORAD e Google permettono di monitorare i suoi progressi
- NORAD Tracks Santa
- How Does NORAD 'Track' Santa?

La scienza di Santa Claus

Father Christmas
Babbo Natale, per consegnare 850 mila tonnellate di giocattoli a 2 miliardi e mezzo di bambini in meno di 32 ore, dovrebbe andare a 16,1 milioni di km orari.
The 'science' of Santa (The Telegraph, 26 December 2011)

Dall'introduzione del Manuale di sopravvivenza energetica

25 dicembre 2011

The expression of the emotions in man and animals. Charles Darwin, London, 1872

The expression of the emotions in man and animals. Charles Darwin, London, 1872
Darwin Expression_of_the_Emotions_in_Man_and_Animals


From the introduction

MANY works have been written on Expression, but a greater number on Physiognomy,—that is, on the recognition of character through the study of the permanent form of the features. With this latter subject I am not here concerned. The older treatises, (1) which I have consulted, have been of little or no service to me. The famous 'Conférences' (2) of the painter Le Brun, published in 1667, is the best known ancient work, and contains some good remarks. Another somewhat old essay, namely, the 'Discours,' delivered 1774-1782, by the well-known Dutch anatomist Camper, (3) can hardly be considered as having made any marked advance in the subject. The following works, on the contrary, deserve the fullest consideration.

1) J. Parsons, in his paper in the Appendix to the 'Philosophical Transactions' for 1746, p. 41, gives a list of forty-one old authors who have written on Expression.

2) 'Conférences sur l'expression des différents Caractères des Passions,' Paris, 4to, 1667. I always quote from the republication of the 'Conférences' in the edition of Lavater, by Moreau, which appeared in 1820, as given in vol. ix. p. 257.

3) 'Discours par Pierre Camper sur le moyen de représenter les diverses passions,' &c. 1792.

Come spiegare Babbo Natale scientificamente ai bambini?

santa Come fa a consegnare tutti quei regali in una sola notte? Come fa a fare tutto senza essere visto? Come fa a sapere se siamo stati bravi o cattivi? Babbo Natale è immortale? L'autore del libro "The Truth about Santa: Wormholes, Robots, and What Really Happens on Christmas Eve" risponde a queste domande in un post nel blog gizmodo.com: How to Scientifically Explain Santa Claus to Your Children.
Ma come fa Babbo Natale a spostarsi per consegnare tutti questi doni? Ce lo spiega lo stesso Gregory Mone in cinque mosse: 1. Local Navigation
2. Information Display
3. Year-Round Surveillance
4. Uniform Upgrade
5. Hands-Free Driving
Can Tech Help Santa Deliver the Goods? 5 Tech Upgrades for Claus

I neutrini non hanno superato i limiti di velocità. Lo scrivono Cowsik, Sarkar e Nussinov su Physical Review Letters

Ramnath Cowsik Utpal Sarkar Shmuel Nussinov In un articolo pubblicato ieri nella rivista Physical Review Letters i fisici Ramnath Cowsik, Utpal Sarkar e Shmuel Nussinov, mostrano che la velocità della luce non è stata superata.
Applicando i principi di conservazione dell'energia ai neutrini prodotti negli esperimenti del CERN e rilevati al Gran Sasso, i tre ricercatori sostengono che se le particelle avessero viaggiato oltre la velocità della luce avrebbero avuto un'energia più bassa di quella realmente misurata.

Superluminal Neutrinos at OPERA Confront Pion Decay Kinematics (Phys. Rev. Lett. 107, 251801. 2011)
Ramnath Cowsik, Utpal Sarkar, Shmuel Nussinov
Abstract
Violation of Lorentz invariance (VLI) has been suggested as an explanation of the superluminal velocities of muon neutrinos reported by OPERA. In this note we show that the amount of VLI required to explain this result poses severe difficulties with the kinematics of the pion decay, extending its lifetime and reducing the momentum carried away by the neutrinos. We show that the OPERA experiment limits $\alpha = (v_\nu - c)/c < 4 \times 10^{-6}$. We then take recourse to cosmic ray data on the spectrum of muons and neutrinos generated in the earth's atmosphere to provide a stronger bound on VLI: $(v-c)/c < 10^{-12}$.