30 marzo 2013

Il verme tagliato perdona l'aratro. Ma non il trattore.

«Un contadino con un bue e un aratro ottiene, per unità di energia spesa, rese migliori che non le gigantesche fattorie meccanizzate dell’America dei nostri tempi».
Scriveva così Jeremy Rifkin nel 1980 ("Entropy, a new world view").
Un'affermazione di questo tipo, senza numeri, non mi convince. Ma mi serve come spunto. Teoricamente, con la laurea in fisica e il diploma dell'istituto tecnico agrario dovrei essere titolato a trarre adeguate conclusioni. Ma di fatto in un'analisi di questo tipo entrano in gioco nolti fattori per i quali sono richieste competenze specifiche e conoscenze aggiornare. Proviamo a partire dall'inizio.

L'agricoltura, fondamentalmente, consiste nell'intercettare il flusso di energia che proviene dal sole. Grazie a questa fonte illimitata di energia le piante trasformano sali minerali, acqua e anidride carbonica in biomasa e ossigeno. Praticamente un'industria gratis. E non solo: l'energia del sole garantisce ache lo spostamento di grandi masse d'acqua, a sua volta indispensabile all'agricoltura e a sua volta gratis.
Inoltre quella che proviene dal sole è un'energia a bassa entropia. Per capire cos'è l'entropia pensiamo a una scatola di carte da gioco. Al momento dell'acquisto le carte sono in perfetto ordine. Ora, proviamo a mischiarle. Se le rimischiamo, casualmente, la probabilità di rimetterle a posto è tanto prossima allo zero che possiamo ritenere impossibile ricreare le condizioni iniziali in maniera spontanea.
Le piante verdi svolgono un ruolo molto importante rispetto all'entropia: immagazzinano le radiazioni solari attraverso le trasformazioni chimiche e fisiche connesse con la fotosintesi clorofilliana. In questo modo una parte dell'energia solare non si disperde, in entropia elevata.
Ecco perché bruciare combustibili fossili, oltre a liberare in atmosfera l'anidride carbonica che si trovava conservata per centinaia di milioni di anni, comporta anche un aumento di entropia.

Nei campionati del mondo di aratura meccanica (link in basso) un ettaro di terreno viene arato in meno di 5 minuti. Nessun animale presente sul nostro pianeta potrebbe competere in velocità con un moderno trattore. E questo è un fatto. Ma nessun trattore può competere con buoi e cavalli in termini di sostenibilità energetica. E questo è un altro fatto. L'esempio del trattore da 500 cavalli, campione del mondo 2008 è illustrato molto bene da Marco Pagani nel blog EcoAlfabeta: Trattore da record e pio bove: «La velocità media di aratura è stata di un ettaro (superficie di poco più grande di un campo di calcio) ogni quattro minuti e mezzo, alla velocità di 12,7 km/h» e allora Marco si pone la fatidica domanda: a quale prezzo è possibile arare così in fretta? Ecco la risposta: «durante tutta la performance sono stati consumati ben 2722 litri di benzina super! Il mostro da 500 cavalli beve qualcosa come 70 litri all’ora e quasi 9 litri per ogni ettaro.
Un aratro tradizionale trainato dai buoi o da cavalli si muove molto più lentamente (circa a 2,5 km/h secondo i dati della FAO) ed ha un vomere solo; tuttavia esso dipende da fonti di energia rinnovabile (il foraggio per gli animali da traino). Il trattore viceversa consuma petrolio, energia per eccellenza non rinnovabile e soggetta ad esaurimento».

Ma io vorrei capire una cosa: aumentare la potenza delle macchine garantisce un incremento della produzione agricola? Immagino che la risposta possa essere affermativa fino al raggiungimento di un punto critico e che poi diventi largamente negativa. Allora ho cercato in rete e ho trovato uno studio del Ministero dell'Industria (riportato nel volume "Bilanci energetici in agricoltura", T. Volpi, Laruffa Editore, 1992) secondo il quale nel periodo 1955-1989, in in Italia, la quantità di energia utilizzata in agricoltura è cresciuta di 11 volte. a fronte di un incremento della produzione (espressa in grano equivalente) di appena 2,6 volte.

La sostituzione degli animali da lavoro e delle pratiche fertilizzanti naturali con le macchine e i fertilizzanti artificiali comporta, secondo Nicholas Georgescu-Roegen, uno sperpero di bassa entropia terrestre. In "Energia e miti economici" (Torino 1998) l'economista rumeno spiegava: «quel che fa la moderna tecnica agricola è aumentare la quantità di fotosintesi su un dato pezzo di terreno coltivato. Ma è un aumento che si ottiene con un aumento più che proporzionale del consumo di bassa entropia di origine terrestre, la sola risorsa criticamente scarsa».
Ma allora cosa c'entra la fisica con la saggezza contadina? C'entra, perché una gran parte delle metodologie e delle tecniche tipiche dell'agricoltura pre-industriale erano più sostenibili, sotto il profilo puramente entropico, di quelle moderne.
Sia chiaro, a scanso di equivoci: qui nessuno invoca il ritorno all'aratura tradizionale, alle lampade a olio e alla tinozza con l'acqua scaldata sul focolare. Si cerca solo di capire cosa stiamo facendo, per garantire il nostro tenore di vita. Ricordando sempre, con Georgescu-Roegen, che «la legge dell'entropia costituisce la radice della scarsità economica. Se non fosse per questa legge, potremmo continuare a riutilizzare l'energia di un pezzo di carbone, trasformandola in calore, il calore in lavoro, e il lavoro di nuovo in calore».

Per il titolo ho preso in prestito "Il verme tagliato perdona l'aratro" ("The cut worm forgives the plow") del pota inglese William Blake, cui ho ritenuto necessario apportare una piccola aggiunta: "Ma non il trattore". Sperando di non aver aumentato, con questo, l'entropia dell'informazione.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 30 Marzo 2013
Questo post partecipa al Carnevale della Fisica n°41 "La fisica e la saggezza contadina"
Approfondimenti:

Le foto delle erbette che crescono tra pietre, asfalto e aghi di pino le ho scattate a Cagliari e a Pula. Il trattore nella foto non partecipa alle competizioni: è quello di Zio Cenzo.

La sedia Waste Less: scomoda ma buona.

Più un oggetto di legno è raffinato, è liscio e ha i bordi arrotondati, più richiede energia per ottenere questo risultato e più rifiuti produce.
Con questo tipo di analisi è nata idea la sedia Waste Less ("Meno Rifiuti"). L'esperienza nasce all'interno del progetto "Architecture uncomfortable workshop" nel quale la comodità di un oggetto non è in cima alla scala di priorità.
Non solo, una sedia si può costruire anche con i residui della lavorazione del legno, evitando complesse giunzioni e privilegiando le soluzioni semplici: quattro sbarre di ferro piegate da inserire negli appositi fori.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 30 Marzo 2013

29 marzo 2013

Funivie veloci: Cagliari si (ri)apre. Il 13 e 14 Aprile 2013.

Il 6 e il 7 13 e 14 aprile 2013 ritorna a Cagliari la mostra più originale degli ultimi tempi. Anzi, più che una mostra Funivie veloci è un'esposizione, viva e diffusa, di arte contemporanea.
Viva perché impegna corpi, teste, persone, di chi la pensa e organizza e di chi la vive, appunto, andandoci, essendoci, muovendosi.
Diffusa perché occupa le case, penetra negli spazi, si spalma nel quartiere di Marina.

Funivie Veloci presenta il lavoro di 11 artiste/i che progettano e che esprimono narrazioni e figurazioni con il corpo, usato anche come mezzo di scambio e di relazione. Corpo che interagisce con altri corpi, mette in discussione l'esistente, esprime dissenso, promuove cambiamenti.

Gli spazi e i vissuti diventano significanti di esperienze individuali e collettive. Corpi che escono dal quotidiano e offrono, nonostante tutto e grazie a tutto, capacità di sognare, di dare e di ricevere.

Un aumento di entropia artistica che porta a rivivere spazi e luoghi superando il concetto di esposizoni e trasfigurandosi in moderni tabernacoli di cultura. Una cultura non chiusa in teche vellutate ma aperta alla partecipazione reale, alla piena comunione, alla totale condivisione.

L'inaugurazione sarà sabato 13 aprile alle 19. Si prosegue domenica 14 aprile, dalle 19 alle 22.

Performance di Monica Serra 13 e 14 aprile dalle 19.30 alle 22.00 – dalle 20.45 alle 21.45.

Performance di Giulia Ledda 13 aprile dalle 19.30 alle 20.30 poi dalle 21.00 alle 22.00 mentre il 14 aprile dalle 20.30 alle 21.30

Fine Installazione partecipata di Monica Lugas 14 aprile 20.30

La mappa (in distribuzione in Via Principe Amedeo 21: Ciclofficina) è scaricabile dal sito www.funivieveloci.altervista.org


    Artisti

  • Oliver Cronk e Jaqueline Traide - “Animal Testing Performance Regents Street”. Video-Performance. Via Baylle 115
  • Elisabetta Falqui -  “Ho Fame” - Fotografia. Via Principe Amedeo 25
  • Giulia Ledda - “Cantomanzie” - Performance. Piazza San Sepolcro
  • Silvia Locci - “First Reportage” - Fotografia. Via Sicilia 16
  • Monica Lugas – Senza Titolo – Installazione. Scale Sant'Eulalia
  • Zanele Muholi - “Faces & Phases” e “Being” -  Fotografia. Via Napoli 69a - Facciata
  • Elisabetta Saiu - “Copelius”  - VideoPerformance. Rovine Santa Lucia
  • Monica Serra - “Me myself and I” - Performance. Piazza Dettori 5
  • Luisa Siddi  “Vit(ali)” - Fotografia. Via Arquer 25
  • Mary Zygouri -  “ZOOPOETICS / ZOOPOLITICS” -  VideoPerformance. Via Principe Amedeo 37

La tavola periodica dell'abbondanza

più l'elemento è abbondante più la sua casella è grande

Questa tavola periodica, in cui più l'elemento è abbondante più la sua casella è grande, fu creata nel 1970 da William F. Sheehan (University of Santa Clara) e pubblicata nel 1976.

Fiumi, incontri, rumori e topografia. Carboni a Hong Kong

Alessandro Carboni a Hong Kong: Learning Curves, Shing Mun River. Sound Topography around Shing Mun River: 5 Aprile 2013.
«La drammatica trasformazione urbana di Hong Kong, dalla fine degli anni '50 a oggi, ha cambiato il volto della città e la sua identità. L'attività antropomorfa nella zona di Shatin, che ha avuto inizio nei primi anni 70 ', dopo la bonifica e l'estensione di terra sul mare, ha cancellato molti villaggi rurali, creando il più grande agglomerato urbano residenziale di Hong Kong». Alessandro Carboni, artista visivo attualmente a Hong Kong, ci racconta queste trasformazioni a partire dalle sue esplorazioni lungo il fiume Shing Mun. Il fiume è il confine tra l'ambiente naturale e quello artificiale. Secondo l'artista il fiume è l'elemento centrale della trasformazione, un paesaggio tangibile, un elemento di equilibrio in cui tutti gli elementi naturali e artificiali possono essere variamente collegati.
Dopo due mesi a Hong Kong, Alessandro Carboni presenta in una mostra l’installazione Sound Topography around Shing Mun River: il diario del viaggio che ha per filo conduttore il fiume Shing Mun. Alessandro ha esplorato le aree di Tai Wai, Tai Po, Pai Tau Village, Siu Lek Yuen Village, Fo Tan e Sam Mun Tsai con la tecnica della registrazione dei suoni in presa diretta, a passo d'uomo: soundwalks.

L'installazione, formata da sei postazioni audio con cuffie e sei sedie, si trova all'aperto intorno a una piazza vicino alla stazione Shatin Mtr. In questo periodo Alessandro Carboni ha incontrato il signor Choy Sum Hon, un anziano abitante del villaggio Tai Wai. Dopo diversi incontri e interviste sulla storia del fiume Shing Mun, Alessandro Carboni ha proposto al signor Choy di presentare il loro dialogo in un formato performativo.
La performance è il doppio racconto che si basa sulla diversa percezione della mappa del territorio di Shatin e di Alessandro: la mappa diventa così la metafora di un nuovo territorio, un luogo per una nuova interpretazione della rappresentazione oggettiva e soggettiva dello spazio.

Le attività di Alessandro Carboni sono sostenute da una casa di produzione indipendente, Formati Sensibili, che si occupa di ricerca artistica e scientifica: www.formatisensibili.it
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 29 Marzo 2013
Progetto di Alessandro Carboni
Produzione: Formati Sensibili art&science mashups
Con il supporto di The Library by soundpocket, the Italian Institute of Culture e the General Consulate of Italy in Hong Kong
Fotografie e Grafica: Alessandro Carboni
Assistenza: Cristina Gervasi
Traduzioni: Andrea Scalas
Assistenza alla registrazione: Jacklam Ho
Un ringraziamento speciale a Mr. and Mrs. Choy Hon Sum.
Il reportage di Alessandro Carboni è stato pubblicato da Frontierenews.it

The Library by soundpocket: è un portale web che raccoglie suoni, voci e rumori che raccontano storie della nostra cultura e della nostra società. Mira a creare una comunità di ascoltatori attivi curiosi di ascoltare un nuovo modo di conoscere se stessi e gli altri. Punta anche a contribuire alla crescita della pubblica cultura dell’ascolto. www.thelibrarybysoundpocket.org.hk

Soundpocket è un organismo non profit fondato nel 2008 con lo scopo di promuovere l'arte del suono e la sua ricerca e la formazione a Hong Kong
www.soundpocket.org.hk

Il progetto Soundpocket è finanziata dal sistema di finanziamento dello sviluppo Arts Capacity Development Funding Scheme of the Government of the Hong Kong Special Administrative Region. Soundpocket è sostenuta finanziariamente dalla ADC

Learning Curves/Shing Mun River by Alessandro Carboni

Installation | Sound Topography around Shing Mun River
5.4.2013 (Fri) | 11.00am – 7pm
6.4.2013 (Sat) | 10am – 6pm
Open area near Pai Tau Village, Shatin, Hong Kong

Performance | Dialogue on Maps
6.4.2013 (Sat) | 11am – 12.30pm
Shatin Rural Committee, 248 Pai Tau Village, Shatin, Hong Kong

I spent two months studying, through an interdisciplinary approach between visual art, geography and architecture, the Shing Mun River as Place of contact bewteen two points - the natural landscape and the urban and cultural landscape. (Alessandro Carboni)
經過兩個月考察,透過田野錄音及影像搜集、我以跨界手法包括視覺藝術、地理、建築去審視城門河這個文化及自然環境的交匯點。(Alessandro Carboni)

The new stage of Learning Curves takes place in Hong Kong and focuses on the Shing Mun River. The project intends to focus the research on the transformation of the landscape caused by major land reclamation that irrevocably changed the Shatin area.
The dramatic human activity around the Shatin area, which started at the beginning of the 1970s due to land reclamation and extension over the sea, transformed the villages into the biggest residential urban agglomerate in Hong Kong.

Installation “Sound Topography around Shing Mun River”
裝置作品:音地誌-身體與沙田屋村及鄉村之對照日記
5.4.2013 (Fri) | 11.00am – 7pm
6.4.2013 (Sat) | 10am – 6pm
@ open area near Pai Tau Village, Shatin, Hong Kong
@ 沙田排頭村對外空

Performance “Dialogue on Maps”
演出地圖對談
6.4.2013 (Sat) | 11.00am – 12.30pm
@ Shatin Rural Committee, 248 Pai Tau Village, Shatin, Hong Kong
@沙田排頭村248沙田鄉事委員會
Learning Curves/Shing Mun River by Alessandro Carboni has been developed in the frame of The Library by soundpocket Artist In Residence

Project by Alessandro Carboni
With the support of The Library by soundpocket, the Italian Institute of Culture and the General Consulate of Italy in Hong Kong and Formati Sensibili.
Hong Kong's dramatic urban transformation, from the late 50s until now, has changed the city's face and identity. The anthropomorphic activity on the Shatin area, that began in the early 70', after land reclamation and extension of land over the sea, has cancelled a many rural villages creating the biggest residential urban agglomerate in Hong Kong. Alessandro Carboni, a visual artist in residence in Hong Kong, tells us about these transformations starting from his explorations around the Shing Mun River, the river that runs through Sha Tin area. The river becomes the place of contact between two points, the natural landscape, in particular the coastline, the river and the mountains, and the artificial landscape, that is the effects of production activity, social, cultural and environmental life in the various neighbourhoods starting from Tai Wai up to Tai Po. The river, according to the artist, is the central element of the transformation, a tangible landscape system, that is an element in balance where all natural and artificial elements can be variably connected.
After two months of residence, Alessandro Carboni presents an exhibition of the installation “Sound Topography around Shing Mun River”. It is a recount of a travelogue conducted in different locations around Shing Mun River. Alessandro explored the areas of Tai Wai, Tai Po, Pai Tau Village, Siu Lek Yuen Village, Fo Tan and Sam Mun Tsai village with the practice of soundwalks that involves listening and recording while moving through a place at a walking pace. While recording, Alessandro wrote a diary concerning the relationship between his perception and the surrounding sonic environment. The installation, composed by six audio players with headphone and six chairs, is located outdoor around a square nearby Shatin Mtr Station. Local people, visitor, passing by people, in response to it becomes a listener of the space that incorporates Alessandro’s perception and experience around Shing Mun River. During the residence, Alessandro Carboni met Mr. Choy Hon Sum, an elderly Tai Wai villager. After several meetings, interviews on the history of Shing Mun River Alessandro Carboni proposed to Mr. Choy to present their dialogue in a performative format. The performance is a duet based on the different perception of a map of the territory Shatin. Alessandro recounts his experience and perception collected during his exploration around urban area, villages, estates, paths, people and parks. Mr. Choy tells the evolution, the geography of Shing Mun River the through the history of his village. Mr. Choy's descriptions are enriched with anecdotes, legends and stories. Alessandro and Mr. Choy, share in the same table, a map which becomes a metaphor of a new territory, a place for a new interpretation of objective and subjective representation of space. As part of the performance, Alessandro presents a series of aerial photography from 1963 collected from the Lands Department. For each of them, Alessandro creates drawings with the aim to explore his perception in connection within objective mapping as photography and subjective mapping as drawing. Learning Curves/Shing Mun River is part of Carboni research and interdisciplinary project Overlapping Discrete Boundaries, a multidisciplinary research project focused both on an objective analysis of urban context and on the other hand focused on the intimate, subjective relationship between the observer and the perceived environment. Overlapping Discrete Boundaries has been carried out by early 2010, through sponsorships and residences both Asian and European cities.
Alessandro Carboni

Bio
Alessandro Carboni addresses his research paths that always involve multiple domains and that draw from both the theoretical and practical studies. His experience, gained as a visual artist and performer, focuses on the body and its relationship with space. Its practices were consolidated over the years through a method of composition that approaches similar paths in science (particularly some of the research carried out in architecture, urban geography, cognitive processes and complex systems theory). In recent years, he has developed several projects, exhibitions and performances at festivals, museums and galleries in Europe, USA, Hong Kong, India and China. His practice is also expressed through teaching and research at the School of Architecture in Hong Kong and the research project Body Complex Network. Recently, he presented the performance Learning Curves, KaitakRiver, at the XIII Biennale of Architecture in Venice. More info: www.progressivearchive.com

Alessandro Carboni is supported by Formati Sensibili, an independent production company for the artistic and scientific research. The activities are aimed at supporting and promoting innovative projects that go in various directions: from art to science, from landscape architecture through training projects. Formati Sensibili is driven by a team of professionals, working in synergy with scholars, artists and scientists, educators, groups, companies and research laboratories involved in the development of innovative products and quality from their study and design until their production and post‐production. More info: www.formatisensibili.it



Alessandro reportage has been published for the Italian magazine Frontierenews.it

Info:





Risate contagiose: Theropithecus gelada come Homo sapiens.

The immature mimics the adult's full play face (FPF).
Photo: P.F. Ferrari.
La risata contagiosa non è solo quella umana: succede anche al gelada, un babbuino che abita le montagne dell'Etiopia. 
Sono i risultati di uno studio dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr) e delle università di Pisa e Parma, pubblicato su Scientific Reports, e firmato da Elisabetta Palagi (Museo di storia naturale dell’università di Pisa e Istc-Cnr), Giada Mancini (Università di Pisa), Pier Francesco Ferrari (Università di Parma).

Infant is performing a play face (PF) and adult female
lip smacking (LS). Photo by P.F. Ferrari.
 «Questi primati - spiega spiega Elisabetta Palagi - vengono contagiati con tempi di latenza tipicamente "umani" - meno di un secondo - e la loro risposta è perfettamente a specchio: risate a denti stretti evocano risate a denti stretti, risate ampie e intense si riflettono identiche sulla faccia del compagno di gioco. I dati sono stati ottenuti con un’accurata video-analisi di più di mille sessioni di gioco di 38 soggetti, in un arco di due anni. La struttura sociale del babbuino gelada è mono-maschile: i gruppi sono formati da un solo maschio, diverse femmine adulte, da giovani e piccoli. Una volta raggiunta la maturità sessuale i maschi lasciano il gruppo natale per cercare altre femmine con cui formare un gruppo riproduttivo. Particolare di questa specie, il legame tra le femmine adulte che si impegnano in molti comportamenti affiliativi, come grooming (toelettatura del pelo) e gioco».

Lo studio, realizzato con il contributo del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) e del National Institute of Health (Usa), dimostra che il contagio del riso è più frequente e più veloce quando il gioco avviene tra madre e figlio. 

«Nell’uomo - sottolinea Elisabetta Palagi - le risposte a specchio tra mamma e prole sono state interpretate sulla base della risonanza emotiva che caratterizza il più forte e intenso dei legami sociali. Tale dialogo facciale sembra fondamentale per la maturazione e il completo sviluppo neurofisiologico del bambino. Come nell’uomo, anche nei primati non umani il contagio della risata potrebbe essere un importante indicatore della qualità della relazione madre-figlio».

Il contagio della risata richiama quello dello sbadiglio, di cui mi sono occupato il 12 Dicembre 2011: Fenomenologia dello sbadiglio: su PlosONE una ricerca UniPi-CNR.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 29 Marzo 2013
Rapid Facial Mimicry In Geladas
Giada Mancini, Pier Francesco Ferrari, Elisabetta Palagi
Scientific Reports 3, Article number: 1527 doi:10.1038/srep01527
Published: 28 March 2013
Abstract
Rapid facial mimicry (RFM) is an automatic response, in which individuals mimic others' expressions. RFM, only demonstrated in humans and apes, is grounded in the automatic perception-action coupling of sensorimotor information occurring in the mirror neuron system. In humans, RFM seems to reflect the capacity of individuals to empathize with others. Here, we demonstrated that, during play, RFM is also present in a cercopithecoid species (Theropithecus gelada). Mother-infant play sessions were not only characterized by the highest levels of RFM, but also by the fastest responses. Our findings suggest that RFM in humans have homologous not only in apes, but also in cercopitecoids. Moreover, data point to similarities in the modality in which mother-infant synchronous behaviours are expressed among primates, suggesting a common evolutionary root in the basic elements of mother-infant affective exchanges.

28 marzo 2013

Next Generation Science Standards: linee guida per educare conoscere e a rispettare il nostro pianeta

Negli Stati Uniti si è scoperto che solo uno studente su 5 nella fascia K-12 (elementari e medie) non conosce il significato dell'espressione Climate Change.
Non sarà certamente l'unico motivo, ma di certo questa constatazione ha contribuito a spingere l'amministrazione Obama a elaborare e diffondere le linee guida Next Generation Science Standards.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 28 Marzo 2013

Why NGSS? from Achieve on Vimeo.

Ripulire gli oceani dalla plastica si può. Parola di Boyan Slat, inventore diciannovenne.

Ha solo 19 anni Boyan Slat, l'inventore del sistema che dovrebbe permettere di ripulire l'oceano dalla plastica. La soluzione escogitata da Boyan si chiama Marine Litter Extraction e promette di rimuovere 7.250.000 tonnellate di spazzatura plastica dagli oceani.
Il dispositivo è costituito da una lunga rete collegata con alcune piattaforme galleggianti in modo da convogliare la plastica verso i punti di raccolta. 
Per realizzare questo progetto è necessario reclutare persone disponibili a collaborare: ingegneri, oceanografi, esperti di diritto della navigazione e altre discipline. 
Servono urgentemente:
- programmatori esperti in modellazione fluidodinamica (in particolare SPH)
- ingegneri processisti (meccanici)
- ingegneri di strutture marine
- utenti esperti di MATLAB
biologi marini (particolarmente esperti di plankton).



La quantità di plastica accumulata in negli oeani è enorme. La Great Pacific Garbage Patch o Pacific Trash Vortex esiste davvero. E forse ha ragione Boyan Slat "siamo nell'era della plastica!" (conferenza TED, video sotto)
Chi può dare una mano a Boyan lo faccia. Anche perché, in alcuni casi, per collaborare, non è necessario spostarsi.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 28 Marzo 2013

La plastica colpisce ancora. Ora i detriti più piccoli di un millimetro infestano mari e oceani. La colpa? Il lavaggio dei capi sintetici (Linguaggio Macchina, 30 Gennaio 2012)  

I rifiuti iniziano a entrare nella catena alimentare. Studio USA su alcuni pesci del Pacifico (Linguaggio Macchina, 2 Luglio 2011)

Per una volta parlo anch'io di Startup. Cagliari ospiterà BarCamper (dal 2 al 4 Aprile 2013): ottima iniziativa!

Confesso che quando sento/leggouna parola troppo spesso perdo la mia proverbiale calma e i miei anticorpi iniziano a mobilitarsi. Ma stavolta di Startup si parla in maniera appropriata. L'appuntamento è a Cagliari, dal 2 al 4 Aprile, in via Marengo 2 (Ingegneria e Architettura, per capirci). Cosa ci sarà?

Ci sarà il BarCampercontenitore (itinerante) di due stimolanti iniziative:  Innautic Barcamper Challenge (una sfida tra ideatori di idee d'impresa nel settore della nautica da diporto) e Startup Revolutionary Road (iniziative di formazione per nuovi imprenditori nel settore ICT).

I migliori 10 gruppi selezionati nel corso della permanenza a Cagliari potranno presentare la loro idea a Techgarage (associazione non profit impegnata a valorizzare talenti imprenditoriali).

La partecipazione agli eventi è libera e gratuita, ma occorre iscriversi inviando i propri recapiti e il titolo della propria idea nel form relativo all’evento scelto:
iscrizioni a Innautic Barcamp Challenge
iscrizioni a Startup Revolutionary Road Tour 2013
iscrizioni a workshop sul venture capital e Microsoft Lab
Segreteria organizzativa: info@barcamper.it

Il programma
Il 2 e il 4 aprile Startup Revolutionary Road Tour; il 3 aprile Innautic Barcamper Challenge e (alle 10) un workshop sulla creazione di imprese tecnologiche con l’apporto di capitale di rischio (introduzione di Gianluca Dettori); poi il laboratorio Microsoft: Lab 4 Students & Startuppers: how to build your first Windows 8 App”, a partire dalle 14.00 (come realizzare un’applicazione per Windows 8 di base).
2 aprile 2013 dalle 14.00 alle 18.00 Barcamper Scouting Startup Revolutionary Road Tour: Dpixel ascolterà sul Barcamper i progetti che saranno stati registrati sul sito.
3 aprile 2013 dalle 9.00 alle 18.00 Innautic Challenge: Scouting sul Barcamper per i progetti di sensoristica, nuovi materiali e applicazioni applicabili al settore nautico che saranno stati registrati sul sito.
Dalle 10.00 alle 12.00 Workshop Startup Revolutionary Road Tour (Paolo Fadda, Prorettore Università di Cagliari; Microsoft Italia pitch: Giancarlo Lelli, Microsoft Student Partner; Keynote AppEatIt: Damiano Congedo; Keynote Sardex: Carlo Mancosu; How to pitch: Gianluca Dettori, dpixel Chairman; Nicola Pirina, Esperto di sviluppo locale & innovazione (Sardegna 2050); Lab 4 Students & Startuppers: how to build your first Windows 8 App; Davide Luzzu, Technology Solution Professional in Business Intelligence per Microsoft, creazione della prima App su Windows 8 con gli studenti.
4 aprile 2013 dalle 9.30 alle 12.30 Barcamper Scouting Startup Revolutionary Road Tour.  Scouting sul Barcamper: Dpixel ascolterà sul Barcamper i progetti che saranno stati registrati sul sito.


P.S. A dire il vero questa non è la prima volta che affronto il tema Startup: Huckleberry Bicycles: molto più di un negozio di biciclette. Una Start-Up di successo. Accade a San Francisco oggi.

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 28 Marzo 2013

A Stanford si studiano nuovi modi per raffreddare. Con il sole. Uno studio pubblicato su Nano Letters (American Chemical Society)

«Abbiamo sviluppato un nuovo sistema per raffeddare - spiega Shanhui Fan, uno dei tre inventori - che riflette raggi solari e trasforma il caldo in freddo».
Ci sono due importanti sfide tecnologiche da superare, in questo campo: riflettere più luce possibile e in un intervallo di lunghezze d'onda specifico, per il quale cioè l'atmosfera è quasi trasparente. Il prototipo realizzato da Shanhui Fan, Aaswath Raman e Eden Rephaeli, ricercatori a Stanford, soddisfa entrambe le condizioni: è uno specchio a banda larga che riflette la maggior parte della luce solare nella gamma di lunghezze d'onda adeguata a sfuggire attraverso l'atmosfera terrestre.
Il miglioramento introdotto sfrutta le proprietà di alcuni nanomateriali di potenziare la riflessione della luce in particolari lunghezze d'onda.
Il raffreddamento radiativo, come strategia di mitigazione del cambiamento climatico, purtroppo è efficace sole nelle ore notturne. Ma il picco della domanda di raffreddamento si verifica durante il giorno. Ecco perché l'invenzione dei ricercatori di Stanford è particolarmente interessante. Inoltre il dispositivo è in grado di raggiungere una potenza (netta) di raffreddamento pari a 100 watt a metro quadro, circa il 90% in più dei pannelli solari attualmente in commercio. Inoltre questo sistema non richiede energia elettrica per funzionare. Ora deve trasformarsi in una vera innovazione e poi potrebbe diventare una bella rivoluzione. Energetica.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 28 Marzo 2013

Ultrabroadband Photonic Structures To Achieve High-Performance Daytime Radiative Cooling
Eden Rephaeli *†, Aaswath Raman *†, and Shanhui Fan *‡
†Department of Applied Physics and ‡Department of Electrical Engineering, Stanford University, United States
Nano Letters (American Chemical Society)
DOI: 10.1021/nl4004283
Publication Date (Web): March 5, 2013
Abstract
If properly designed, terrestrial structures can passively cool themselves through radiative emission of heat to outer space. For the first time, we present a metal-dielectric photonic structure capable of radiative cooling in daytime outdoor conditions. The structure behaves as a broadband mirror for solar light, while simultaneously emitting strongly in the mid-IR within the atmospheric transparency window, achieving a net cooling power in excess of 100 W/m2 at ambient temperature. This cooling persists in the presence of significant convective/conductive heat exchange and nonideal atmospheric conditions.

Prendere per fame le cellule tumorali? Una ricerca italiana dimostra che è possibile.

Un gruppo di ricerca coordinato da Gianfranco Peluso (Istituto di biochimica delle proteine del Consiglio nazionale delle ricerche, Ibp-Cnr, di Napoli) e da Lorenzo Montanaro (Università di Bologna), ha dimostrato che è possibile bloccare farmacologicamente il metabolismo delle cellule tumorali.
Lo studio, pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, nasce da un progetto multidisciplinare che ha unito competenze cellulari e molecolari nel campo oncologico e biochimico. La ricerca ha analizzato l'azione di farmaco sperimentale (ST1326) nei confronti del sistema della carnitina acil-transferasi, necessario per il trasporto degli acidi grassi all’interno dei mitocondri.
Picture: ST1326 exposure altered acylcarnitines profile in Raji cells
«In questo modo - spiegano Peluso e Montanaro - vengono compromessi la produzione e il mantenimento delle riserve cellulari di una molecola, l’acetato, indispensabile per generare nuovi lipidi, costituenti essenziali delle membrane cellulari. Il farmaco ha dimostrato di avere un effetto tossico selettivo, colpendo preferenzialmente le cellule tumorali. Rispetto alle cellule sane, quelle neoplastiche risultano essere infatti molto più sensibili al farmaco, accumulano nel citoplasma i lipidi che non vengono metabolizzati e non sono in grado di generarne di nuovi e quindi di proliferare».
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 28 Marzo 2013
Acyltransferase System Inhibition Induces Cancer Cell Death and Prevents Myc-Induced Lymphomagenesis
Journal of Journal of the National Cancer Institute
Vol. 105 (7) April 2013
A. Pacilli, M. Calienni, S. Margarucci, M. D’Apolito, O. Petillo, L. Rocchi, G. Pasquinelli, R. Nicolai, A. Koverech, M. Calvani, G. Peluso, L. Montanaro

Picture: effect of ST1326 on spleen tissue




27 marzo 2013

Cosa succede se dimentichi un codice? L'importanza dei forum (e del web) nella civiltà attuale.


Se per una qualsiasi ragione l'autoradio viene a trovarsi senza alimentazione elettrica entra in funzione un sistema di protezione (che nel libretto di istruzioni è denominato "antifurto").
Mi è successo quando ho fatto cambiare la cinghia di distribuzione e sono rimasto alcuni giorni senza radio e senza lettore Cd (quindi niente Radio X, niente Radio Tre Scienza, niente album dei Crc Posse) e tutto perché non sono riuscito a ritrovare il codice di sblocco. Chissà dov'è finito... ricomparirà quando non mi servirà più.
Perché ormai ho trovato il moto di risolvere il problema: le quattro dannate cifre che formano il codice di sblocco. Ho scoperto che le officine fanno pagare da poche decine fino a 100 Euro per questa semplice operazione. E allora?
E allora si ricorre ai forum. Perché i forum sono uno strumento sempre più importante. Se non sai una cosa puoi sempre sperare che altri prima di te si siano posti la stessa domanda e qualcuno sia stato in grado di rispondere.
Dai forum si riesce a sapere come estrarre l'autoradio di serie della Fiat Multipla.
In questi casi si ricorre all'amico o al parente in possesso degli attrezzi giusti. Nel mio caso Vincenzo Pani è l'uomo della provvidenza, il samaritano accorso al mio capezzale per salvarmi dal disastro. Vincenzo è venuto in mio soccorso con quattro cacciaviti della dimensione giusta, con i quali è riuscito a sganciare l'autoradio dal suo alloggiamento. Ufficialmente, per effettuare questa operazione, si dovrebbero utilizzare i ferretti a U da inserire nei quattro fori, foto a sinistra, ma come vedete possono bastare i cacciaviti.
Estratto l'autoradio si deve prendere nota del modello e del numero di serie. Questi numeri devono poi essere utilizzati nei forum per ottenere i codici di sblocco e il gioco è fatto. Ma come si faceva quando non esistevano i forum?

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 27 Marzo 2013 


Oggi ho avuto il codice - grazie a uno dei forum messi a disposizione dal portale www.ecu-tuning.it (che ringrazio pubblicamente) - e ora lo stereo funziona di nuovo! 

Mosh come movimento molecolare. La matematica del pubblico dell'heavy metal

Matt Bierbaum e Jesse L. Silverberg sono due fisici della Cornell University. Amano i concerti e si divertono a "ballare" il Pogo, il Mosh, lo Skank e il Wall of Death.
La leggenda narra che nel 1975 e nel 1976 John Simon Ritchie, più conosciuto come Sid Vicious (e bassista dei Sex Pistols), si fece notare nella scena punk di Londra per la sua maniera di seguire i concerti. Saltava, urtava i vicini, li spingeva e li prendeva a spallate. Questa sarebbe l'origine del Pogo, da cui poi sono derivati gli altri movimenti, diffusi nei concerti
Bierbaum e Silverberg hanno osservato, andando ai concerti e visionando video su youtube, che il comportamento delle persone in queste circostanze si potrebbe ricondurre al movimento delle molecole di un gas. Così hanno creato un modello e hanno presentato il loro studio (con il titolo "Mosh pits and Circle pits: Collective motion at heavy metal concerts", cui si sono aggiunti James P. Sethna e Itai Cohn) alla conferenza dell'American Physical Society che si è svolta dal 18 al 23 Marzo 2013 a Baltimora. 
I fisici hanno individuato due tipi di movimento il mosh vero e proprio, nel quale i partecipanti si scontrano casualmente in una maniera che si avvicina alla descrizione del gas ideale, e il circle, nel quale i participanti formano un vortice umano. Questi comportamenti non sono molto dissimili da quelli di alcuni pesci e di alcuni uccelli. Inoltre questo studio potrebbe rivelarsi utile anche nello studio del comportamento delle persone in casi di panico.
La foto in alto - di Ulrike Biets - è tratta dal sito della ricerca: Collective Motion in Mosh Pits
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 27 Marzo 2013







26 marzo 2013

CV: istruzioni per l'uso. P.S. Lory sta cercando nuove opportunità

Loredana ha lavorato nel mio gruppo per quasi 3 anni.  Pochi giorni fa il suo contratto si è concluso e non è stato possibile rinnovarlo.  
Per renderle omaggio (e nella speranza di aiutarla a trovare un nuovo lavoro) ospito un suo breve intervento. A modo suo: un'immagine eloquente e un breve testo.
Il mio augurio è che possa trovare al più presto nuove opportunità per crescere. Se vi serve una brava copywriter e marketing specialist contattatela (sotto trovate il suo indirizzo e-mail). E se avete bisogno di una lettera di referenze chiedetela a me. 
P.S.  Loredana ha una laurea in Lettere Moderne con indirizzo artistico, una specializzazione in Storia dell'Arte Contemporanea e un Master in scrittura pubblicitaria all'Istituto di Design di Roma)
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 25 Marzo 2013



Ci sono diversi modi di utilizzare un C.V. Puoi farlo diventare il tuo speciale antistress, o usarlo per un allenamento estemporaneo di basket, puntando dritto dritto il cestino del tuo ufficio. 
Se invece decidi di dedicargli anche solo 10 minuti del tuo tempo, andando oltre il pezzo di carta e soffermandoti sul contenuto, potresti scoprire di avere tra le mani un vero talento. Perché perdere questa occasione?  
Loredana Lay
lorylai@gmail.com

25 marzo 2013

Inquinamento urbano e asma cronico nei bambini

Un gruppo di ricerca internazionale ha analizzato i dati registrati dalle centraline urbane situate in strade a forte traffico (più di 10 mila auto al giorno) di dieci grandi città europee (Barcellona, Bilbao, Bruxelles, Granada, Lubiana, Roma, Siviglia, Stoccolma, Valencia e Vienna).
Lo studio evidenzia il 14% dei casi di casi di asma cronico (COPD) nei bambini potrebbe essere evitato in assenza di inquinamento di strade a forte traffico.

Ambient air pollution a cause for COPD?
Tamara Schikowski, Inga C Mills, H Ross Anderson, Aaron Cohenf, Anna Hansell, Francine Kauffmann, Ursula Krämer, Alessandro Marcon, Laura Perez, Jordi Sunyerff, Nicole Probst-Hensch, Nino Künzli.
Abstract
The role of ambient air pollution in the development of chronic obstructive pulmonary disease (COPD) is considered to be uncertain. We review the evidence in the light of recent studies.
Eight morbidity and six mortality studies were identified. These were heterogeneous in design, characterization of exposure to air pollution, and methods of outcome definition. Six morbidity studies with objectively defined COPD (FEV1/FVC ratio) were cross-sectional analyses. One longitudinal study defined incidence of COPD as the first hospitalization due to COPD. However, neither mortality nor hospitalization studies can unambiguously distinguish acute from long-term effects on the development of the underlying patho-physiological changes.
Most studies were based on within-communities exposure contrasts which mainly assess traffic-related air pollution. Overall, evidence of chronic effects of air pollution on the prevalence and incidence of COPD among adults was suggestive but not conclusive despite plausible biologic mechanisms and good evidence that air pollution affects lung development in childhood and triggers exacerbations in COPD patients. To fully integrate this evidence in the assessment, the life-time course of COPD should be better defined. Larger studies with longer follow-up periods, specific definitions of COPD phenotypes, and more refined and source-specific exposure assessments are needed.