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Visualizzazione dei post con l'etichetta guerra

Così scorre il sangue degli altri. Un cortometraggio di Roberto Lai

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Così scorre il sangue degli altri. Un corto intriso di passione per il cinema, di ricerca storica e di una volontà precisa (e molto impegnativa): quella di capire cosa può passare per la mente di un ragazzo che si infila in una guerra sanguinosa. Ho lavorato con piacere su questo set: è stato un onore ritrovarmi accando a Giacomo Matta , sotto la direzione di Roberto Lai , con lo sguardo di  Pietro Medda . Non vedo l'ora di assistere alla prima proiezione del corto per vedere il risultato e per capire in che modo questa storia complessa e articolata prenderà vita sullo schermo. Per ora ho il ricordo di quel fucile imbracciato in una campagna bagnata di pioggia. E queste bellissime immagini condivise da  Pietro Medda (che ringrazio) nel suo magnifico sito:   https://pietromedda.com/Cosi-scorre-il-sangue-degli-altri Così scorre il sangue degli altri  Director: Roberto Lai Screenplay: Roberto Lai, Giacomo Matta Executive Producer: Roberto Lai, Mattia Atzeni, Mirk...

Il giardino di Eva Mameli Calvino lunedì 29 luglio ai Giardini Pubblici di Cagliari

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Il giardino di Eva Mameli Calvino , di e con Valentina Sulas e Andrea Mameli , sarà in scena lunedì 29 luglio a Cagliari (Giardini Pubblici) con inizio alle 21:30 per il festival Giardini Aperti . Per informazioni e prenotazioni Abaco Teatro Whatsapp 3478928141 Debutto: primo luglio 2024 Cagliari (parco Monte Claro) Repliche: 5 luglio 2024 Villaspeciosa (parco San Platano) 13 luglio 2024 Siliqua (parco giochi comunale) 17 luglio 2024 Quartu S. Elena (In Our Garden) 23 luglio 2024 Nuoro (Spazio Ilisso) 25 luglio 2024 Monserrato (Casa della Cultura) 29 luglio 2024 Cagliari (Giardini Pubblici)  La vita di Evelina (Eva) Giuliana Mameli in breve: - nasce a Sassari il 12 febbraio 1886; - nel 1898 la famiglia di Eva si sposta a Cagliari dove lei frequenta l'Istituto Tecnico Martini (prima di lei gli studenti erano esclusivamente maschi); - nel 1903 Eva consegue il Diploma di Maturità e si scrive alla Regia Università di Cagliari al corso di laurea in Matematica; - nel 1905 Eva ottenne ...

Gianrico Tedeschi, opera d'arte vivente, compie 100 anni

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Le espressioni di quel volto me le ricordo bene. Le ho viste in tv, ovviamente in bianco e nero, quando avevo circa otto anni, in varietà come Il poeta e il contadino (andato in onda nel 1973). Di  Gianrico Tedeschi mi colpiva molto quel volto elegante e quella voce imponente, parte integrante dell'attore, opera d'arte vivente. Gianrico Tedeschi  (Il poeta e il contadino (1973) Mi colpisce molto, oggi, pensare che Gianrico Tedeschi è nato 100 anni fa , il 20 aprile 1920. Mi impressiona perché dietro quel volto c'è una lunga storia. Ci sono in particolare due anni di prigionia nei campi di concentramento di Sandbostel e Wietzendorf (insieme a Govannino Guareschi) dove tra l'altro la sua immensa attività teatrale ha avuto inizio. Lo ricorda Angela Calvini in un bellissimo articolo ( Gianrico Tedeschi, diario di un «resistente» , pubblicato su Avvenire il 31 luglio 2019): «Vedendomi recitare Pirandello e Ibsen nel campo di Sandbostel il critico teatrale Rober...

Cry Havoc a Cagliari: Stephan Wolfert combatte contro i fantasmi (e le ipocrisie) della guerra

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Se sono qui, due ore dopo la fine dello spettacolo, a tentare di riannodare il filo delle sensazioni, significa che Stephan Wolfert ha centrato il bersaglio. La storia che l'attore, ex militare, ha portato sul palcoscenico del TeatrExMa contiene l'archetipo degli archetipi: l'eroe. In più è una storia vera. In più, ancora, la storia del reduce di guerra che scopre la forza della narrazione di Shakespeare grazie a un incontro fortuito con il Riccardo III è la sua storia. Così in "Cry Havoc!" c'è tutta la potenza delle parole e del corpo, ovvero le armi che Stephan Wolfert ha imbracciato dopo aver smesso l'uniforme dell'esercito USA. Dallo spettacolo (500 repliche, in 32 stati Usa e in giro per il mondo) è poi nato un programma di recupero per veterani di guerra colpiti da traumi, basato sul teatro - De-cruit - di cui Stephan Wolfert è ideatore e i cui risultati sono raccolti in pubblicazioni scientifiche . La battaglia di "Cry Havoc!" c...

Cose viste a Londra (2): Imperial War Museum, per imparare a odiare la guerra

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L'ingresso princioale del War Museum (Foto: Andrea Mameli) Se da un viaggio a Londra vuoi portar via un ricordo importante allora The Imperial War Museum è un obiettivo da non mancare. Io ho visitato la sede di Lambeth Road (dove sorgeva il tristemente famoso Bethlem Royal Hospital, noto con il nomignolo di bedlam ), ma ne esistono altre tre. Il museo della guerra ti accoglie con una coppia di enormi cannoni. Da lontano il loro scopo potrebbe sembrare celebrativo. Ma quando ti avvicini e noti le reali dimensioni della micidiale arma, lo spessore del metallo, la cura con cui fu costruita, ti fermi a pensare a quali effetti avrà avuto e a quante risorse sono servite per costruirla, per caricarla e per mantenerla efficiente. Poi entri e capisci meglio. Leggi il primo invito : guarda la guerra attraverso gli occhi delle persone che l'hanno vissuta, ma non restare fermo a contemplare i reperti, in modo da ricavare ispirazione e uscire dal museo realmente trasformato. Non è ...

Una Madonna con bambino nella Pinacoteca Nazionale di Cagliari racconta la storia di Santa Lucia

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Madonna con bambino. Cagliari, Pinacoteca Nazionale. Foto: Andrea Mameli Chi ha il piacere di visitare la Pinacoteca Nazionale di Cagliari scopre una serie incredibile di ricchezze artistiche di svariate origini. Alcune provengono da chiese di Cagliari che (per diverse ragioni) sono andate distrutte, come San Francesco di Stampace e San Domenico, per fare due esempi. Scendendo nei piani inferiori ci si imbatte in una Madonna col bambino di autore anonimo (Olio su tela, cm. 61 x 49) datata XVIII secolo. Questo quadro proviene dalla chiesa di Santa Lucia , demolita nel 1947. C'è una leggenda metropolitana intorno a questa demolizione: molti pensano che Santa Lucia sia stata distrutta dai bombardamenti "alleati" del 1943. Lo pensavo anch'io, fino a qualche mese fa. Invece, grazie all'instancabile opera dell'architetto Marco Cadinu, ho scoperto che questa chiesa "fu solo lievemente danneggiata dai bombardamenti del 1943" come lo stesso Cadinu ha s...

L'arcipelago delle meraviglie: una mostra ricorda Paolo Budinich nel centenario della nascita. Trieste 27 Agosto - 25 Settembre 2016

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Ci sono uomini che passano dentro la storia e la cambiano. Se oggi Trieste è conosciuta come città di scienza e cultura lo dobbiamo in gran parte a Paolo Budinich. Budinich ha attraversando la storia ha saputo progettare un futuro, per la sua città, Trieste, e per la scienza internazionale. E anche per la visione della scienza internazionale. Laureato in Fisica nel 1939, Budinich ha insegnato fisica sulla nave scuola Amerigo Vespucci. Durante la Seconda Guerra mondiale fu catturato dagli inglesi e fu prigioniero prima in Inghilterra e poi negli Usa. Nel 1951 lavorò con Werner Heisenberg a Gottinga e nel 1954 con Wolfgang Pauli a Zurigo. Fu poi coinvolto nella progettazione della Trieste scientifica dove nel 1964 fondò, assieme al fisico pakistano, il Centro internazionale di fisica teorica Centro internazionale di fisica teorica (ICTP) e l'Advanced School of Physics (dal 1978 Scuola internazionale superiore di studi avanzati : SISSA). Così quella città di mare che alla fine d...

Su chelu prenu: 17 Febbraio 1943 - 17 Febbraio 2016 (73-esimo anniversario dei bombardamenti su Cagliari)

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Su chelu prenu : Mostra documentaria immagini video originali e inediti testimonianze dei sopravvissuti e ricerche storiche sui bombardamenti e gli avvenimenti che sconvolsero la città di Cagliari e la Sardegna nel 1943. Ingresso libero. Informazioni: posta@societadisantanna.it tel. 070667788 o 3283095309  Introduzione: Società di Sant’Anna onlus Cagliari e la guerra (video): Antonello Zanda La scomparsa di Tarquinio Sini a Stampace, 17 febbraio 1943: Maria Giuseppina Cossu Pinna I bombardamenti sul carcere di Buoncammino nel 1943: Susanna Piga Tra le macerie il tesoro dei Domenicani: storia dei corali recuperati e conservati nella Biblioteca Universitaria di Cagliari dal 1943 al 2000: Ester Gessa Durante la manifestazione saranno ascoltate le testimonianze dei sopravvissuti e i ricordi dei familiari

Macerie del 1943. Cagliari, centro storico, 2015.

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Cagliari, centro storico, macerie del 1943 [Foto: A. Mameli, 2015]

27 Dicembre 1923: muore Alexandre Gustave Eiffel, «l’uomo della torre» o, se preferite, del viadotto verticalizzato

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Pensavano di abbatterla dopo 20 anni, invece è ancora in piedi: la torre Eiffel, in questo modo, non è solo il simbolo di Parigi e della sua modernità , ma, in fondo, della forza dell'ingegno umano. Così è doveroso ricordare il suo ideatore, Alexandre Gustave Eiffel , nel giorno della sua scomparsa, avvenuta il 27 dicembre 1923, anche se è buffo pensare che il suo (famosissimo) cognome fu scelto dal bisnonno in sostituzione di quello originario (Bönickhausen) ritenuto difficile da pronunciare per i francesi. Appena ventiseienne Gustave Eiffel nel 1858 fu chiamato a dirigere i cantieri della compagnia di Bordeaux e si occupò della costruzione di ponti e viadotti. Per il primo dei quali, lungo 510 metri (oggi noto come Passerelle Eiffel), fu impiegata per la prima volta l'aria compressa per la costruzione delle colonne portanti, fatte di ghisa e affondate a 16 sotto del livello del fiume. Qui Eiffel si rese protagonista anche del salvataggio di un operaio caduto in acqua. Nel 1...

Enrico Pau: la mia Accabadora a Cagliari, tra memoria, bombe e cemento.

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«Il cinema rappresenta la realtà attraverso la realtà»  (Gilles Deleuze) "Il dramma" (Agosto 1940) sul set del film Un vecchio giornaletto tra i calcinacci. Una cinepresa in cima alle scale. Gli oggetti di scena e la tecnologia usata per le riprese, le due facce del cinema, sospese in un equilibrio sottile tra reale e finzione. Concetti illustrati molto bene da Teresa Biondi nel saggio La fabbrica delle immagini. Cultura e psicologia dell'arte filmica (Edizioni Magi, 2007): "In Italia è la stagione del neorealismo che illustra l'uso del reale nel cinema come scelta e senso primo della rappresentazione filmica. Nei film che appartengono a questa corrente il cinema mette in luce l'essenza verista del rappresentato, che tutt'oggi costituisce il punto di arrivo più alto della cinematografia italiana, riconosciuta come opera d'arte nel mondo intero. Il neorealismo porta il cinema nelle strade fuori dai teatri di posa, rende protagonista la ...

Il fotografo e il medico. Eroi dell’era nucleare

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Il 10 agosto 1945 Yosuke Yamahata fu incaricato dal comando militare nipponico di fotografare una città bombardata. Non era un evento raro, di quei tempi, ma la distruzione che restò impressa in quelle foto aveva qualcosa di eccezionale. Del resto erano passati solo tre giorni dalla distruzione di Hiroshima e pochi giapponesi sapevano cosa stava succedendo. Yosuke Yamahata attraversò a piedi Nagasaki in lungo e in largo, per 8 ore di fila. E nel primo pomeriggio consegnò 117 scatti. Quel Torii, il portale del tempio scintoista, che si staglia sopra la sterminata distesa di macerie è diventato uno dei simboli della devastazione atomica. Il nome della bomba al plutonio fatta esplodere 2 minuti dopo le 11 del 9 agosto era “Fat Man” (“Ciccione”) in base alla regola non scritta secondo la quale più la bomba era distruttiva e più il suo nome deve essere spiritoso. I suoi effetti furono devastanti: 73.884 morti, 74.909 feriti, 1.929 dispersi, come recita il bollettino di guerra defininivo, ...

Il messaggio del piccione viaggiatore risolto (in 17 minuti) da un canadese appassionato di storia

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Ricordate il messaggio in codice trovato accanto al piccione morto 86 anni fa ? Gord Young, appassionato di storia (Lakefield Heritage Research), canadese (Peterborough, Ontario) ha annunciato di averlo risolto utilizzato un sistema risalente alla Prima Guerra Mondiale. L'agenzia governativa che si occupa della sicurezza, dello spionaggio e del controspionaggio britannici, la GCHQ (Government Communication Headquarters), si sarebbero dichiarata interessata. Secondo Gord Young il messaggio sarebbe stato scritto dal sergente inglese William Stott, 27 anni, incaricato di comunicare dal fronte (in Normandia) la posizione dei carri armati tedeschi al quartier generale britannico, per mezzo dei piccioni viaggiatori. Ecco la traduzione di Gord Young dei singoli blocchi del messaggio cifrato ( "Jerrys" sta per tedeschi): AOAKN - Artillery Observer At "K" Sector, Normandy HVPKD - Have Panzers Know Directions FNFJW - Final Note [confirming] Found Jerry'...

Il piccione morto da 68 anni e il codice non decifrato.

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Trovare un messaggio accanto al cadavere di un piccione può riservare qualche sorpresa, specie se l'uccello è morto da 68 anni. È quanto accaduto con il ritrovamento del messaggio destinato a l comando bombardieri ( XO2) della RAF all'interno della tipica capsula rossa usata con i piccioni viaggiatori durante la Seconda Guerra Mondiale dagli agenti dello Special Operation Executive . Durante la Seconda Guerra Mondiale furono 250 mila i piccioni utilizzati dalle forze armate e dai servizi segreti britannici.   La scoperta è merito di David Martin, un pensionato di Bletchingley, nel Surrey, il quale ha rinvenuo lo scheletro di piccione nel camino della sua casa. Secondo la ricostruzione della Royal pigeon racing association il piccione sarebbe partito alle 16.45 del 6 Giugno 1944 dalla Normandia. All'inizio di Novembre il caso è stato affidato agli esperti de l GCHQ (Government Communication Headquarters) ovvero i successori del celebre centro di intelligence ...