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Visualizzazione dei post con l'etichetta memoria

Quando la memoria non ti tradisce - when your memory does not betray you

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Si prova un'enorme soddisfazione quando la memoria non ti tradisce e la storia che avevi immaginato riemerge e prende forma. E così sconfiggi il terrore di dimenticarla o farla a brandelli. Quella di Eva Mameli è una storia di scienza, di impegno, di amore e di coraggio. There is enormous satisfaction when your memory does not betray you and in this way the story you had imagined resurfaces and takes shape. And in this way you overcome the terror of forgetting or tearing it to shreds. That of Eva Mameli is a story of science, commitment, love and courage. Eva Mameli, scienziata pioniera , Cagliari FestivalScienza, 7 novembre 2021 (EXMA - Exhibiting and Moving Arts).  Photo: Gaia Sitzia

Cose viste a Londra (2): Imperial War Museum, per imparare a odiare la guerra

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L'ingresso princioale del War Museum (Foto: Andrea Mameli) Se da un viaggio a Londra vuoi portar via un ricordo importante allora The Imperial War Museum è un obiettivo da non mancare. Io ho visitato la sede di Lambeth Road (dove sorgeva il tristemente famoso Bethlem Royal Hospital, noto con il nomignolo di bedlam ), ma ne esistono altre tre. Il museo della guerra ti accoglie con una coppia di enormi cannoni. Da lontano il loro scopo potrebbe sembrare celebrativo. Ma quando ti avvicini e noti le reali dimensioni della micidiale arma, lo spessore del metallo, la cura con cui fu costruita, ti fermi a pensare a quali effetti avrà avuto e a quante risorse sono servite per costruirla, per caricarla e per mantenerla efficiente. Poi entri e capisci meglio. Leggi il primo invito : guarda la guerra attraverso gli occhi delle persone che l'hanno vissuta, ma non restare fermo a contemplare i reperti, in modo da ricavare ispirazione e uscire dal museo realmente trasformato. Non è ...

L'Accabadora di Enrico Pau, un film contro la guerra: "dimenticare sarebbe peggio"

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Ieri ho visto L'Accabadora di Enrico Pau al cinema Odissea di Cagliari. Rientrato a casa ho aperto una bottiglia di moscato Simieri del 1998. Ho riempito un bicchiere e ho cercato di raccogliere le idee sul film. Ma ho iniziato con il ricordo delle mie sensazioni sul set (un'esperienza microscopica ma che mi ha fatto riflettere molto). [Foto: Nicola Casamassima. Set L'Accabadora, Cagliari, 2014] Così è affiorato nitido (complice il Simieri) un ricordo di quel settembre 2014 : percorrevo piazza Carlo Alberto ricoperta di macerie e riportata alla devastazione di quei giorni e pensavo alle storie di quelle persone, alle loro fragilità, alle loro paure e alla loro forza. E nella mia mente rimbalzava anche l'eco delle parole di mia madre su quelle tragiche vicende, parole di chi le ha vissute sulla sua pelle... forse è questo il motivo della mia espressione nella foto che riporto qui accanto (per gentile concessione di Nicola Casamassima). E forse è per questo che tr...

Alla ricerca delle basi neurali del pregiudizio. Uno studio dell'Università di Milano-Bicocca

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Le facce associate a un pregiudizio negativo si ricordano più facilmente. Sono i risultati di uno studio dell’Università di Milano-Bicocca in base al quale i volti che attivano maggiormente l’ippocampo Università di Milano-Bicocca coordinati dalla professoressa Alice Mado Proverbio hanno pubblicato i risultati del loro studio sulla rivista scientifica statunitense PLOS ONE.  How Negative Social Bias Affects Memory for Faces: An Electrical Neuroimaging Study ”. (memoria) e le strutture limbiche (emozioni) sono quelli che ci risultano antipatici o che ci spaventano. I ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’ Fra le aree del cervello maggiormente coinvolte nella formazione di un pregiudizio negativo c’è la corteccia prefrontale mediale sinistra , tanto più attiva quanto più il volto mostrato in una fotografia viene descritto come immorale o socialmente pericoloso. La ricerca ha indagato sulle basi neurali del pregiudizio con un campione formato da 17 studenti universi...

La durata non è proporzionale alla forza: due capolavori di Eitan Pitigliani brevi ma intensi

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Quella testa poggiata sul prato di Cinecittà mi ha svelato un segreto. Venusia, la scultura che compare nella prima scena del Casanova di Federico Fellini , mi ha ricordato che all'inizio il cinema era un'arte della visione. E solo dopo è diventato arte dell'introspezione, come spiega molto bene Teresa Biondi nel suo libro del 2007 "La fabbrica delle immagini. Cultura e psicologia nell'arte filmica": «con l'evoluzione delle tecniche e delle forme del racconto è divenuto rappresentazione audiovisiva dell'uomo e del pensiero umano». Ecco, forse quello sguardo mi dice che sta tentando di entrare nella propria testa e non ci riesce perché non è in un film ma è sul prato di Cinecittà. E possiamo dire che con il cinema (prendendo ancora in prestito le parole di Teresa Biondi) «l’uomo si preserva dall’oblio, custodisce la cultura nell’atto del racconto; rivive e rinforza l’esperienza vissuta nell’atto del rappresentarsi, approfondendo e tramandando la conos...

Scosse e riscosse. Disegnare e raccontare può aiutare a elaborare i traumi causati dal terremoto

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Scosse e riscosse è un bellissimo volume pubblicato dalla casa editrice Ericksonn nel 2010. Il libro, frutto di una brillante iniziativa della Fondazione Marilena Ferrari: "L’Officina Adamo da Rottwei", un laboratorio che ha coinvolto alcuni studenti dell'Aquila, assistiti dai maestri artigiani che lavorano per la Casa editrice d’arte Marilena Ferrari-FMR e da un gruppo di psico-pedagogisti coordinati da Marco Dallari (docente di Pedagogia generale all’Università di Trento). In questo modo i bambini abruzzesi reduci dal terremoto del 2009 sono stati aiutati a superare i traumi attraverso la produzione di storie e di immagini. Il senso dell'operazione lo spega Marco Dallari , curatore del volume: «La produzione di narrazioni e di immagini, la raccolta e la conservazione di reperti e frammenti di memoria, il rendersi conto di essere in grado di raccontare e commentare ciò che è accaduto, condenendo e controllando l'emozione, trasforma il dramma in una riso...

Tracing the Past: nomi, numeri e mappe per la memoria

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Mapping the lives è un progetto dedicato alla creazione di biografie , mappe on-line e applicazioni per smartphone per la ricostruzione de gli indirizzi stradali residenziali di tutte le vittime note del regime nazista , perseguitate per motivi razziali, di religione , di opinioni politiche , di orientamento sessuale e s ociale , per incapacità fisica o mentale, per aver partecipato alla resistenza . I dati personali saranno ampliati con biografie , fotografie e collegamenti con altri membri della famiglia . L'obiettivo è la ricostruzione virtuale di mappe europee del periodo 1933-1945 . Il progetto intende restituire al le vittime del nazisti un luogo fisico di riferimento , una "casa ", un indirizzo stradale che per molti è l'ultima traccia rimasta della loro vita. Tracing the Past è un'organizzazione non profit fondata nel 2014 a Berlino con lo scopo di mappare le vite delle vittime della Shoah. Tracciare il crimine nazista (I...

Bando del concorso FunkyPrize 2015: Usare e osare il digitale

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Il concorso FunkyPrize intende individuare, segnalare e premiare coloro che, con la loro attività, usano e osano il digitale in sintonia  con il manifesto del concorso e ispirandosi ai valori di positività, umanità e semplicità che hanno indirizzato le attività e gli insegnamenti di Marco Zamperini. I seguenti elementi saranno considerati particolarmente importanti nella valutazione delle candidature: la stretta relazione delle attività con le tematiche della rete e del suo sviluppo maturo e consapevole nel nostro Paese, l’ampiezza e la continuità del loro impatto – anche potenziale – sul pubblico cui sono rivolte, gli aspetti innovativi e lo spirito “funky”. Saranno prese in considerazione tutte quelle esperienze che hanno “osato” migliorare la vita delle persone in ambiti di interesse collettivo. A puro titolo di esempio, senza che ciò limiti altre possibilità, rientrano fra tali ambiti: la salute, l’istruzione, l’inclusione e la partecipazione soc...

Memoria e dolore salvati dall'arte di Vittore Bocchetta (Raffaella Venturi, L'Unione Sarda, 29 Aprile 2015)

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Memoria e dolore salvati dall'arte di Vittore Bocchetta (Raffaella Venturi, L'Unione Sarda, 29 Aprile 2015)  E quando non ci saranno più voci come questa, di Vittore Bocchetta, 96 anni, a dirci, ancora una volta, cosa è accaduto, di quale abominio si è trattato? A dirlo fino in fondo, con particolari agghiaccianti, la baracca con le pile di corpi congelati, la zuppa di bucce di un compagno morto su cui si buttavano tutti, gli zoccoli rubati e scalzo, su neve e fango, alla fine, preferisci lasciarti morire. Esistono interviste, video, libri ma ascoltare dal vivo la voce di chi si è sentito più volte morto, di chi ha vissuto la fame come malattia, sentire una voce raccontare queste cose, ci mette corpo a corpo con la Storia e la sua risacca. In altri mari, con altre modalità. Ma sempre orrore che ritorna. Ecco perché la mostra “Vittore Bocchetta. Vita e arte di un antifascista”, a cura di Emanuela Falqui, inaugurata venerdì scorso, vigilia della Liberazione, al G...

L'importanza della memoria. Intervista a Vittore Bocchetta, antifascista, reduce dei lager nazisti

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C'è un prima e un dopo nelle parole di Vittore Bocchetta , antifascista. Ma c'è soprattutto un durante . Durante la prigionia nei lager nazisti di Flossenbürg e Hersbruck , dove il suo nome era sostituito dal numero 21361 e dal triangolo rosso. Nato a Sassari nel 1918, Bocchetta dal 1949 ha vissuto e insegnato in America Latina e negli Stati Uniti, dove ha svolto anche un'intensa attività di pittore e scultore.  Dal 1989 vive stabilmente a Verona e di tanto in tanto ritorna in Sardegna.  Il 23 Giugno 2015 il Comune di Cagliari ha conferito a Vittore Bocchetta la Cittadinanza Onoraria. Intervista a Vittore Bocchetta (Cagliari, Febbraio 2014) Riprese e montaggio: Emanuela Falqui Musica: Tabozzivil Illustrazioni e collage: Vittore Bocchetta Per saperne di più: Il sito ufficiale di Vittore Bocchetta La pagina di Wikipedia su Vittore Bocchetta Vittore Bocchetta, Aspirina per Hitler , Tamellini Edizioni, 2012 Vittore Bocchetta Prima e dopo ...

Il mistero del déjà-vu: «uno scherzo del cervello» (11 gennaio 2015)

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Per lo scrittore Jorge Luis Borges quella sensazione di aver già vissuto ciò che vediamo, è la dimostrazione che il tempo è un inganno. Per il filosofo Remo Bodei, che a questo fenomeno ha dedicato un libro (Piramidi di tempo), nel déjà-vu il presente si sdoppia in due getti simmetrici, il ricordo e la percezione, il primo ricade verso il passato, il secondo si slancia verso il futuro. «Aristotele sosteneva che quelli che dicevano di aver vissuto esperienze precedenti erano dei pazzi, mentre Nietzsche lo considerava un ritorno all’uguale. Noi viviamo le stesse esperienze in una circolarità enorme: accettiamo il passato senza rimpianti e guardiamo al futuro con innocenza. Per Freud non era una pura illusione, ma una reale fantasia radicata nell’inconscio», scrive Bodei nel suo volume. Più dell'80 percento della popolazione mondiale vive questa particolare esperienza tuttavia non esisteva ancora una spiegazione scientifica completa del déjà-vu ( eccettuate alcune ipotesi com...

Enrico Pau: la mia Accabadora a Cagliari, tra memoria, bombe e cemento.

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«Il cinema rappresenta la realtà attraverso la realtà»  (Gilles Deleuze) "Il dramma" (Agosto 1940) sul set del film Un vecchio giornaletto tra i calcinacci. Una cinepresa in cima alle scale. Gli oggetti di scena e la tecnologia usata per le riprese, le due facce del cinema, sospese in un equilibrio sottile tra reale e finzione. Concetti illustrati molto bene da Teresa Biondi nel saggio La fabbrica delle immagini. Cultura e psicologia dell'arte filmica (Edizioni Magi, 2007): "In Italia è la stagione del neorealismo che illustra l'uso del reale nel cinema come scelta e senso primo della rappresentazione filmica. Nei film che appartengono a questa corrente il cinema mette in luce l'essenza verista del rappresentato, che tutt'oggi costituisce il punto di arrivo più alto della cinematografia italiana, riconosciuta come opera d'arte nel mondo intero. Il neorealismo porta il cinema nelle strade fuori dai teatri di posa, rende protagonista la ...

Without a land, la memoria per Mele e Scano. Inaugurazione a Cagliari il 25 Luglio 2014

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Without a land è il titolo della mostra fotografica con la quale Andrea Mele e Stefania Scano raccontano una Sardegna minore : Zuri, il villaggio affacciato sul lago Omodeo e i suoi 130 abitanti. Il tema è la memoria. Nel 1922 Zuri, con la creazione del lago Omodeo, fu spostato sull’altopiano perdendo gran parte dei terreni fertili. La splendida chiesa del XIII secolo dedicata a San Pietro fu smontata e ricostruita. Zuri ha perso lo status di Comune autonomo ma cerca di mantenere una propria forte identità.  Recentemente è nato un bambino dopo 18 anni di crescita zero . L'inaugurazione è il 25 Luglio a Cagliari alle 19:00 Hostel Marina (Scalette di San Sepolcro 2). Esposizione dal 25 Luglio al 27 Agosto. La mostra rientra nel circuito di mostre collaterali Menotrentuno A. Banda (organizzata da Su Palatu fotografia).

Matricola 33825. La storia di Virgilio Bidotti, sopravvissuto a Dachau.

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Virgillio Bidotti , nato nel 1913 a Ilbono, in provincia di Nuoro, fu arrestato dai nazisti a Verona il 20 Settembre 1943 . Due giorni dopo varcò il cancello del campo di concentramento di Dachau . Qui sotto pubblico una foto di quel cancello, che scattai nel dicembre 2013. E da quel cancello Virgilio Bidotti uscì con le sue gambe il 29 Aprile 1945 . Ringrazio il Centro di Aggregazione Sociale di Ilbono per avermi fatto scoprire la storia di Siu Virgiliu .    Dachau, il cancello di'ingresso [Foto: Andrea Mameli, Dic. 2013] «Mi chiamo Virgilio Bidotti, sono nato a Ilbono il 4 aprile 1913, e dal settembre 1943 all’aprile 1945 sono stato internato per oltre un anno e otto mesi nel campo di concentramento di Dachau, a circa 20 km da Monaco di Baviera. Dachau fu il primo campo di concentramento fatto costruire dai tedeschi e in assoluto uno dei più grandi e disumani. Fui catturato il 20 settembre 1943 a Verona, a dodici giorni dall’armistizio, firmato dal governo italian...

Dachau: la memoria affidata agli oggetti

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Dachau: scarpa di stoffa con suola di legno. Foto: Andrea Mameli, 2013. Dachau: casacca di tela. Foto: Andrea Mameli, 2013. Dachau: der Prügelbock . Foto: Andrea Mameli, 2013. Dachau: nomi incisi nel legno dei letti. Foto: Andrea Mameli, 2013. Dachau: la fascia e cappello dei Lagerschutz. Foto: Andrea Mameli, 2013.

Riscoprire una pellicola di 35 anni fa. Grazie alla Cineteca Sarda.

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Nel 1978 m'impossessai della cinepresa super 8 di mia mamma e girai alcune scene di quello che doveva essere un film con protagonisti due gatti. Ma i gatti (la mia feroce Titti e la tigre del mio amico Luca Daga, Pallina ) non ne volevano sapere di seguire le mie direttive. Quel film è rimasto dimenticato a casa dei miei per più di trent'anni, fino a quando, vuotando i cassetti, mi sono imbattuto nella pellicola. Allora mi sono ricordato di aver letto che la Cineteca Sarda - Società Umanitaria di Cagliari - digitalizza filmati a partire da qualsiasi formato, e mi sono rivolto a loro. Solo in questo modo ho potuto rivedere quelle immagini. Anzi, sinceramente non me le ricordavo proprio, dato che in casa mia non c'è mai stato un proiettore per film super 8... Quindi probabilmente non le avevo mai viste prima d'ora e ricordavo vagamente questa storia. Un secondo video contiene immagini girate da mamma sul Gennargentu. Tranne me tutte le persone che si vedono in quelle...

Semiconduttori + Rame = Memoria. Studio pubblicato su Nature Nanotechnology

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La memoria sui nanocristalli può essere scritta e cancellata con la luce. Sono i risultati più eclatanti di uno studio, condotto dai ricercatori dell’Università Milano-Bicocca e dei laboratori di Los Alamos National, pubblicato su Nature Nanotechnology. L'interesse per questa scoperta, come su qualsiasi studio inerente la memoria artificiale, è che i nanocristalli drogati (cui vengono aggiunti alcuni atomi estranei, in questo caso di rame) manifestano una forte risposta magnetica e rientrano quindi nella famiglia dei semiconduttori magnetici diluiti. Si viene così a creare di fatto, una nuova classe di materiali funzionali magnetici. In passato sono stati condotti esperimenti simili per modificare le proprietà fisiche di semiconduttori tradizionali, ma si trattava esclusivamente di proprietà relative al trasporto elettrico e di emissione di luce. «L'aspetto più sorprendente della nostra ricerca – sottolinea Sergio Brovelli, ricercatore di fisica sperimentale al dipartimen...

L'albero di Foghesu, le foto e la memoria sbiadita

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Cosa sarebbe la nostra memoria senza le fotografie ? Sarebbe forse più debole, perché non potrebbe avvalersi di immagini di rinforzo ? Oppure sarebbe più forte, in quanto più allenata a farne a meno? Non ho elementi per analizzare la seconda ipotesi e quindi mi fermo alla prima. Senza le immagini fotografiche alcuni dei nostri ricordi si deformano, sfumano, scompaiono. A volte un ricordo persiste esclusivamente (o quasi) perché viene rigenerato dalle fotografie. Altre volte al ricordo dell’evento si sovrappone al ricordo dalla fotografia dell’evento e l'immagine, stampata o digitale, assume un ruolo cruciale. A me è successo qualcosa di simile con questo autoscatto del 27 Ottobre 1988 (fotocamera reflex: Petri MF-101, obiettivo: 50 mm, pellicola: Kodachrome). Una foto che ha al centro una piccola catasta di legname, a destra, vicino al portone di casa c'è mio padre, Tito, e a sinistra, vicino alla finestra ci sono io. Qualche giorno fa ho ritrovato la foto in un cas...